Un giorno qualunque nella vita di bambine e bambini

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Un giorno qualunque nella vita di bambine e bambini

La Professoressa Giuliana Pinto intervista Ann Cameron, Docente presso l’University British Columbia (Canada), su un’importante ricerca internazionale che vede coinvolta anche l’Italia, e che si propone di identificare che tipo di resilienza richiede ai bambini a rischio un inizio verso una scuola di successo. I lettori di “Psicologia e scuola” troveranno l’intervista integrale sul numero di settembre della rivista.
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Fonte: www.vita.it

La recente visita in Italia della Prof.ssa Cameron (nel gennaio del 2014) scaturisce dalla collaborazione del nostro Paese a una ricerca internazionale dedicata all’esame di un “qualunque” giorno di scuola nella vita di bambine e bambini appartenenti a culture diverse. Questa ricerca congiunta nasce dalla constatazione che la profonda diversità, il rapido mutamento, l’instabilità e imprevedibilità dei contesti nei quali si situa lo sviluppo infantile rendono assolutamente necessaria una crescente comprensione dei processi culturali in generale, e della loro azione sullo sviluppo psicologico in particolare. La tendenza a considerare il proprio modo di vivere come se fosse “naturale” e universale, e di conseguenza a ritenere costanti e omogenee le forze che agiscono sullo sviluppo infantile si è fatta, nei tempi odierni, sempre più anacronistica e pregiudiziale, con gravi danni sia sul piano del benessere psicologico degli individui e dei gruppi, che delle scelte sociali e politiche circa le istituzioni, prima fra tutte la scuola, dedicate ad accompagnarne e favorirne la crescita.

Vorrei dunque chiedere ad Ann Cameron, che lo ha ideato, di spiegarci meglio in cosa consiste il progetto DITL, che possiamo tradurre come “Un giorno nella vita”.

Questo progetto è un’estensione di due ricerche dal titolo “Un giorno nella vita”. La prima è un’inchiesta sui primi anni di infanzia dei bambini condotta in sette località di tutto il mondo, mentre la seconda studia “Un giorno nella vita” di adolescenti immigrati resilienti in otto contesti culturali.
La presente ricerca vuole estendere il lavoro sulla resilienza nell’infanzia e approfondire il discorso sull’acculturazione esplorando le esperienze nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, identificate come “buone pratiche nel contesto ecologico”. In tutti i casi presi in esame, insegnanti, genitori e bambini sono stati scelti in quanto hanno dimostrato un adattamento positivo nella loro comunità. Abbiamo invitato a partecipare un bambino e una bambina per ogni scuola coinvolta, insieme alle loro famiglie. Ai bambini è stato chiesto di registrare gli aspetti salienti della loro vita attraverso l’uso di una macchina fotografica messa a loro disposizione; i piccoli e le loro famiglie sono stati quindi intervistati e infine video-ripresi nell’arco di una intera giornata tipica; ciò ha permesso di vedere come attuavano le loro transizioni tra casa e scuola, tra mondi culturali e contesti distinti. I bambini, i genitori e gli insegnanti sono partecipanti attivi in tutto questo. Tali metodi qualitativi danno voce al processo di acculturazione che sottende una negoziazione culturale positiva.

Il progetto si incentra intorno al tema della transizione tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria: perchè la scelta di questo momento nella vita di un bambino? 

Le transizioni di vita presentano sia opportunità che sfide potenziali: l’adattamento alle transizioni può essere una caratteristica della resilienza; i bambini portano a scuola il proprio curriculum e quello delle proprie famiglie, con i loro sistemi valoriali, che vanno rispettati. Noi identifichiamo il bisogno di apertura verso uno spazio culturale ibrido, dove l’intrecciarsi e talvolta il collidere dei discorsi di bambini, famiglie e scuola possano essere ascoltati e generare nuove conoscenze e discorsi. I nostri studi ecologici internazionali esplorano lo sviluppo nella prima infanzia di bambini che devono ancora incontrare queste sfide; abbiamo documentato i loro punti di forza identificati in “5 cose importanti”: vitalità, senso del valore, potere, conoscenza e senso della connessione/unione. Il passaggio alla scuola può essere sia scoraggiante che entusiasmante. In ogni modo la qualità dell’esperienza del passaggio/transizione è una pietra miliare cruciale della vita scolastica. Un adattamento positivo all’inizio della scuola è la base per il successivo successo scolastico e di apprendimento, nonché dello sviluppo complessivo e del benessere. Tuttavia la ricerca suggerisce che ci sono molti bambini che si adattano scarsamente al passaggio dell’istruzione formale.  

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