Piccoli cittadini crescono. Un’esperienza di media education contro la discriminazione

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Piccoli cittadini crescono. Un’esperienza di media education contro la discriminazione

Si presenta un progetto internazionale mirato a contrastare le nuove forme di razzismo e discriminazione contro l’"altro" che viaggiano nel web, accrescendo la consapevolezza delle nuove generazioni su questi temi attraverso l’educazione ai media e l’uso civico dei media digitali.
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Negli ultimi vent'anni in Europa xenofobia, razzismo e discriminazione hanno conosciuto una nuova fase di sviluppo, dovuta a molteplici ragioni tra le quali il fenomeno della globalizzazione, l’attuazione di politiche migratorie inadeguate e il progressivo indebolimento dell'Unione Europea come soggetto politico.

Questa tendenza ha coinvolto anche alcuni partiti tradizionali che hanno fatto uso di espressioni xenofobe o razziste per rafforzare il consenso. Tali organizzazioni sono state etichettate come “populiste”, evocando un concetto, quello di populismo, dal carattere controverso e spesso abusato dai media, ma che mantiene un valore euristico in relazione all’analisi di una tendenza politica comune ad organizzazioni diverse. Le nuove piattaforme multimediali e i siti di social network sono stati visti da queste organizzazioni come strumenti per promuovere i loro messaggi d’odio contro l’“altro”.

Il progetto e-Engagement against violence (e-EAV) si colloca in questo contesto nell’ottica di contrastare le nuove forme di populismo e discriminazione contro l’ "altro" che viaggiano nel web, accrescendo la consapevolezza delle nuove generazioni su questi temi attraverso l’educazione ai media e l’uso civico dei media digitali. Il progetto è finanziato nell’ambito del programma europeo Daphne III per il periodo 2012-2014 ed è promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze. Partecipano all’iniziativa sette paesi: oltre all’Italia, la Francia, la Slovenia, l’Austria, la Bulgaria, l’Inghilterra, il Belgio. 

Gli obiettivi specifici di e-EAV possono essere così sintetizzati

  • effettuare una mappatura delle organizzazioni populiste presenti nei paesi membri del progetto europei ed analizzarne i discorsi, le retoriche e le pratiche di utilizzo dei nuovi media;
  • analizzare il modo in cui le organizzazioni populiste utilizzano i nuovi media, dai siti web fino ai siti di social network, per diffondere i loro messaggi;
  • sviluppare nei giovani le competenze necessarie per decostruire criticamente gli stereotipi e i discorsi dell’odio (hate speech) basati sulla razza, il genere, le disabilità e l'orientamento sessuale, e veicolati attraverso i nuovi media;
  • promuovere nei giovani le competenze necessarie per una partecipazione attiva e consapevole alla vita civica attraverso percorsi di media literacy education;
  • attivare un processo di formazione online supportato da un ambiente virtuale allo scopo di formare insegnanti ed educatori alla media literacy;
  • sviluppare e promuovere una comunità virtuale composta da giovani e adulti con lo scopo di contrastare l’uso discriminatorio dei media contro l’“altro”.

Allo scopo di realizzare gli obiettivi sopra menzionati sono state attuate molteplici attività. In questa sede ci soffermiamo, in particolare, sulla creazione e la sperimentazione di un kit di materiali didattici multimediali intitolato L’educazione ai media contro la discriminazione.
Una guida per gli adolescenti. Il kit, pubblicato sotto forma di ebook e rilasciato con licenza Creative Commons, si articola in cinque moduli che riguardano: analisi e produzione di informazioni/notizie, narrazione audiovisiva e ideologie, videogame e cittadinanza, comunicazione politica e propaganda, attivismo online e networking. Ogni modulo è a sua volta costituito da dieci unità didattiche interattive, con informazioni introduttive, attività di warming up, esercizi, schede di lettura, griglie d’analisi, attività di produzione multimediale ecc.

Tutti i paesi coinvolti nel progetto stanno sperimentando una sezione dell’ebook. In Italia sono state coinvolte quattro scuole, due a Roma e due a Firenze. In particolare, a Firenze, la classe II G dell’Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo”, grazie al supporto del Preside, prof. Ludocivo Arte, della prof.ssa Katia Rossi e del media educator Simone Abbate, è stato sperimentato un percorso di analisi audiovisiva e produzione di un video spot contro la discriminazione. Il percorso si è articolato in quattro lezioni incentrate sulle seguenti attività:

  • analisi in classe di tre videospot selezionati dai docenti attraverso le tecniche classiche della media education: analisi testuale, linguistica, dei contenuti, delle rappresentazioni;
  • brainstorming di gruppo orientato all’individuazione di un soggetto da sviluppare per la realizzazione di un video spot contro la discriminazione;
  • selezione dell’argomento (razzismo) e realizzazione in classe dello storyboard con relativa definizione di scene, testi e musiche;
  • allestimento del setting con preparazione dei materiali necessari e realizzazione delle riprese
  • montaggio e post produzione a cura del media educator.

Non sono mancati gli ostacoli, prima di tutto il tempo! Realizzare un’attività media educativa ne richiede molto… I risultati tuttavia sono stati gratificanti, come si evince dal videospost Mettiamo un punto al razzismo, realizzato dai ragazzi e dalle ragazze della II G.

Buona visione!


 

Per ulteriori informazioni sul progetto si può visitare la pagina Facebook: https://www.facebook.com/EEavProject

Per informazioni sulla media education si può visitare il sito: www.mediaeducationmed.it

Maria Ranieri, Ricercatrice in Didattica e Pedagogia speciale (Dipartimento di Scienze della Formazione e Psicologia, Università di Firenze): 20 Maggio 2014 Comunicazione, Integrazione, Intercultura

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