La sfida di un nuovo problema: il cyberbullismo

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La sfida di un nuovo problema: il cyberbullismo

Casi di cyberbullismo: come comportarsi? Risponde Daniele Fedeli.

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cyberbullismo

Fonte: www.liberoinformato.it

IL QUESITO

Sono un insegnante e da poco tempo sono venuto a conoscenza che alcuni ragazzi hanno costruito un profilo su un social network fingendo di essere un loro compagno di classe, un ragazzo molto timido, che ha sempre avuto difficoltà a inserirsi nel gruppo. Ben presto, il profilo è stato inondato di messaggi offensivi e, cosa che mi ha molto allarmato, anche di minacce di morte. Devo prendere seriamente quanto sta avvenendo?

Paolo D., Rieti

RISPONDE: Daniele Fedeli (Università degli Studi di Udine) 

Purtroppo, in questi anni, stiamo assistendo a un fenomeno nuovo, rispetto al quale siamo ancora in gran parte impreparati: il cyberbullismo. Si tratta di azioni aggressive perpetrate attraverso strumenti informatici (come l’invio di e-mail di minaccia) o in ambienti virtuali (ad esempio, la costruzione di siti internet diffamatori nei confronti della vittima all’interno di social network).

Il caso che Lei espone appartiene a questa seconda categoria e deve essere trattato con estrema serietà, per una serie di motivi. In primo luogo, si assiste spesso ad una continuità tra il cyberspazio e il contesto scolastico: in altre parole, in molti casi gli atti di prevaricazione iniziati in ambienti virtuali come le chatrooms o i social network si estendono al campo dei rapporti faccia a faccia e le minacce possono tramutarsi in danni fisici anche gravi. In secondo luogo, le ricerche fino ad oggi compiute dimostrano che l’impatto psicologico del cyberbullismo è molto rilevante: infatti, la costruzione dell’identità e della rete amicale dei cosiddetti “nativi digitali” passa anche attraverso la frequentazione di ambienti virtuali.

Non sempre questi fenomeni vengono compresi dall’adulto, che tende a derubricare i rapporti online a qualcosa di “fittizio”. Viceversa, per i giovani cybernauti le relazioni che si sviluppano in internet hanno lo stesso carattere di realtà e di coinvolgimento emozionale di quelle in presenza. Per questi motivi, allora, un atto di bullismo che colpisce l’esperienza online del ragazzo ha profonde ripercussioni sull’intera vita socio-relazionale e sulla sua identità.

Tenga inoltre presente che nel cyberbullismo assistiamo in maniera ancor più marcata a quel fenomeno “iceberg” descritto nel caso del bullismo tradizionale: ossia, le vittime di atti di prevaricazione online tendono a nascondere quanto accade, non rivolgendosi quasi mai all’adulto per chiedere aiuto.  

Le motivazioni di tale comportamento sono molteplici e comprensibili: da un lato, il ragazzo teme che l’adulto non comprenda realmente quanto accade, a causa di una minore familiarità col mondo online; dall’altro lato, spesso gli interventi di genitori e insegnanti si sono limitati a vietare l’utilizzo di internet come unica misura per contrastare il ripetersi di episodi di cyberbullismo.

Se sei abbonato puoi scaricare l'articolo completo nella sezione "Approfondimenti" che trovi in cima a questa pagina"

Daniele Fedeli (Ricercatore e docente di Pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Udine): 09 Luglio 2014 Comportamento, Relazioni

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