"Vedere" il presente attraverso il passato (e viceversa)

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"Vedere" il presente attraverso il passato (e viceversa)

Pubblichiamo alcune proposte didattiche dei proff. Andrea Barabino e Lia Raffaella Cresci per il Latino e il Greco, in relazione alle riflessioni sul "Liceo Classico al bivio" che gli stessi autori hanno offerto nel numero 39 di Psicologia e scuola. 

L'accesso alle risorse di questa sezione è riservato ai seguenti profili

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L'immagine è tratta dal blog Things

Il primato della vista nell'antica Grecia

Presso gli antichi Greci si andò affermando il primato, tra i sensi, della vista come via di acquisizione di conoscenze, come mezzo privilegiato di indagine della realtà, come verifica immediata della correttezza di informazioni e ipotesi.

La preferenza accordata alla vista è profondamente radicata nella cultura e nella mentalità dei Greci ed è reperibile in testimonianze offerte da testi letterari e da manufatti artistici in un lungo arco di tempo. Ma, in primo luogo, è proprio la dimensione linguistica a fornire alcuni riscontri probanti: l’aspetto stativo di un perfetto fortissimo come οἶδα dalla radice ἰδ (vedere) dimostra come per i Greci il “sapere” è lo stato derivante dall’aver visto in passato, dall’essere stati testimoni.

Ma è a partire dalla riflessione filosofica e storiografica del V sec. a C. che la vista prevale nettamente sull'udito come fonte di conoscenza e di ricerca; un primato che la tradizione greca conserva tenacemente, anche dopo la faticosa e contrastata confluenza tra la cultura ellenica e quella semitico-cristiana, poiché il dibattito sulla liceità del culto riservato all'immagine divina (il cosiddetto iconoclasma) nei secoli VIII e IX d.C. si incentrerà sulla preminenza da riconoscere all'udito o alla vista e si concluderà con la vittoria definitiva della seconda.

E questo perché la possibilità concessa dal Figlio di essere visto dagli uomini, tra i quali visse, offre la prova incontrovertibile dell'assunzione piena della natura umana (cioè di un corpo) da parte della divinità, premessa all'esperienza della morte, passo ineliminabile perché, attraverso la Resurrezione, agli uomini sia riaperta la via del riscatto dal peccato (cioè dalla morte).

Per illustrare questo complesso percorso tra generi letterari e tra epoche diverse viene di seguito avanzata una proposta didattica divisa in due moduli, che possono essere svolti in sequenza oppure separatamente

 

Se sei abbonato puoi scaricare l'articolo completo nella sezione "Approfondimenti" che trovi in cima a questa pagina.

 

Leggere il presente attraverso il passato (e viceversa)

ll punto di partenza delle seguenti ipotesi didattiche è che il Liceo Classico abbia futuro solo a questo patto: convincere gli allievi che il loro percorso di studi sull’antico ha senso per “leggere” il mondo attuale.

Viene pertanto proposta una serie di attività pensate per vivificare il lavoro in classe attraverso un inesausto dialogo tra presente e passato. Il lavoro, dunque, consiste nel partire da un fatto attuale “scottante” o dotato di indubbio peso specifico culturale, possibilmente scegliendo un argomento per così dire “da prima pagina” dei giornali, che permetta l’accostamento con una situazione storica o culturale del passato.

Di qui, misurando con la dovuta consapevolezza critica somiglianze e differenze, potrebbero essere analizzati i fenomeni per capire il presente alla luce del passato, ma anche il contrario, perché l’antico non rappresenti un mondo ormai del tutto insondabile o perfino estraneo.
 

 

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Andrea Barabino, Lia Raffaella Cresci: 19 Giugno 2015 Apprendimento, Didattica

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