Cura, bellezza, sogni: alle radici dell’educazione

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Cura, bellezza, sogni: alle radici dell’educazione

Santa Parrello intervenendo al congresso mondiale a Napoli sulla "trasformazione educativa" fornisce molti spunti di riflessione anche su come riaprire il futuro a nuove possibilità di convivenza civile. Di Luisa Lauretta
Psico e scuola trasformazione educativa

Sono stata di recente a presentare Psicologia e scuola a Napoli al primo congresso mondiale sulla “trasformazione educativa” (a cura dei Maestri di Strada). Sottotitolo del convegno: “Cura, bellezza, sogni: alle radici dell’educazione”.

Riporto di seguito alcuni passaggi dell’intervento introduttivo di Santa Parrello, membro del comitato direttivo del convegno, che aprono importanti spazi di riflessione per tutti gli attori del processo educativo.

L’educazione plasma il vivere comune

L’educazione è il supporto a chi cresce affinché trovi il suo posto nel mondo ma è anche il contributo alla creazione del tipo di mondo che vogliamo. L’educazione non lascia segni solo sulla storia di una persona, ma sulla Storia di tutti. L’educazione è politica, nel senso più alto del termine: sfida le condizioni biologiche e le condizioni storiche dell’attualità e plasma il vivere comune. È un potente mezzo di trasformazione e dunque richiede grande senso di responsabilità: quella responsabilità che fa da argine al potere egoistico dei singoli, dei gruppi, delle generazioni. (…)

La cura dell'altro e di sé

Prendersi cura dell’altro vuol dire vedere, ascoltare e sentire l’altro nella sua singolarità, coinvolgersi e coinvolgere, toccare e lasciarsi toccare. E dunque, inevitabilmente, anche prendersi cura di sé.

Nella società contemporanea, più che in passato, gli individui sono spaventati dall’alterità e si difendono cercando tecniche che mettano distanza e categorie che riducano la differenza a una rassicurante prevedibilità: per molti motivi guardare l’altro negli occhi fa paura almeno quanto guardare dentro di sé e così si cercano – e si offrono - sul mercato strategie educative confortevoli e ‘sicuramente’ efficaci, che sollevino dalla fatica e dal rischio di costruire legami. (….)

L’esperienza estetica

Se alle radici dell’educazione c’è il prendersi cura di sé e dell’altro, vi è anche la bellezza.
(….) L’esperienza estetica è all’origine della vita e della conoscenza e il processo educativo non può non tenerne conto. Senza l’esperienza della bellezza non potremmo sopportare «l’assurdo che è nel mondo» (Dolci, 1974), la bruttezza delle ingiustizie e del degrado, e non potremmo creare altra bellezza attraverso l’arte. (….)

Educare è anche sognare

Educare è anche sognare: sognare l’altro, il mondo, se stessi.
Oggi anche i neuroscienziati sostengono che il sogno è una attività fondamentale, per conoscersi, provare scenari diversi, escogitare nuove possibilità (Varela, 2005).
(…). Senza sogni, i progetti sono solo freddi calcoli di costi e benefici, rischi e guadagni per i quali è difficile impegnarsi.
Questa epoca storica più di altre ha bisogno di sogni condivisi e di progetti di cambiamento.
(…)

Speranza e impegno

Servono speranza e impegno per riaprire il futuro a nuove possibilità di convivenza civile, basate non sulla paura dell’altro ma sul piacere di stare tutti insieme al mondo.

Per approfondire

Leggi il testo completo della presentazione di Santa Parrello (clicca qui).

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