Fuori dal nido: il quartiere e la città conoscono i bambini

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Fuori dal nido: il quartiere e la città conoscono i bambini

Le gite e le uscite come pretesto per promuovere “cittadinanza attiva” fin dai primi anni di vita. Di Marcella Dondoli

Di fatto i piccoli raramente sono considerati soggetti pensanti: cioè capaci (...) di far fruttare dati percepiti e interiorizzati a contatto con persone-piante-animali-cose dell'ambiente di vita, elaborandoli in modo tale da produrre davvero più forme di cultura, legata ad atti e fatti vissuti in diretta e fortemente coinvolgenti.
(Idana Pescioli)

Siamo abituati a pensare all’infanzia come a quel periodo della vita su cuil’azione dell’adulto ricade a pioggiaperché i bambini sono considerati: piccoli, indifesi, bisognosi di protezione, come se avessero un limitato margine di azione e come se il loro pensiero avesse davanti a sé molti anni prima di sbocciare. Dare la possibilità ai bambini di esercitare il diritto di cittadinanza significa promuovere “la loro parola" anche attraverso azioni che limettono in relazione con la comunità. La proposta delle uscite e delle gite al nido si inserisce proprio in una dimensione culturale, etica e esistenziale che permette ai bambini di percepire il proprio valore attraverso l’esperienza relazionale di essere “ri-conosciuti” nella comunità e di essere partecipanti attivi di una cultura che si fa espressione anche della loro voce.  

Le uscite a piedi e le gite possono essere un’esperienza che dà luce all’infanzia favorendo l’incontro con più persone, di diversa età e in luoghi differenti.
Idana Pescioli, oltre che essere la mia docente universitaria e relatrice di tesi, mi ha insegnato l’importanza dell’ambiente come risorsa educativa. Nella mia esperienza di insegnante e di
educatrice molte erano le occasioni in cui i bambini venivano coinvolti in uscite a piedi nel quartiere del nido come pratica educativa della quotidianità dell’agire educativo. Ricordo che, su
imitazione delle scuole del nord Europa, avevamo fatto costruire un carretto che poteva ospitare 6/ 8 bambini contemporaneamente. Con quello giravamo per tutto il quartiere e anche un po’ più lontano. Spesso i bambini avevano dei cestini per raccogliere materiale naturale, oppure coperte per fare colazione all’aperto, pane secco da dare alle papere del parco; talvolta avevano le borse della spesa per recarsi alla coop a comprare la frutta per fare la macedonia e mangiarla insieme a fine pasto. Ogni oggetto diventava pretesto di conversazione con le persone che si incontravano per la strada poiché la curiosità di osservare bambini in “vesti” così inconsuete non poteva che provocare domande per cercare di capire in cosa, di così stra-ordinario, fossero impegnati e soprattutto per imparare a dar loro credibilità.

 

 

Cosa è importante fare per progettare e realizzare le uscite e le gite 


Le azioni prima dell’uscita:
1. ricerca d’ambiente per raccogliere informazioni per venire a conoscenza delle risorse naturali, artigianali, culturali, industriali, commerciali, sociali,presenti nel quartiere;
2. sopralluoghi esplorativi per verificare le caratteristiche di praticabilità in riferimento all’età dei bambini e a quello che offre il luogo;
3.contatti con la comunitàd el quartiere per farsi conoscere, aiutare i cittadini a comprendere cosa vogliamo proporre ai bambini, come ci immaginiamo la loro collaborazione.

 

Quali esperienze da proporre ai bambini?


Si può andare: alla posta, in biblioteca, in comune, al teatro, al museo; ai giardini pubblici, al parco; dalla parrucchiera, in cartoleria, alla libreria; al bar, al panificio, al mercato, al supermercato; al frantoio, alla fattoria, nella vigna; in pizzeria, al ristorante; al fontanello, ...e poi ...se la stazione è ...portata di piedi ...una gita un treno è un’attesissima avventura per concludere l’esperienza del nido insieme a tutti i compagni - coetanei e adulti - con cui è stata condivisa!

20 Febbraio 2019

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