Perché una nuova rivista

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Una rivista che trasmette esperienze e sostiene le pratiche educative nell'impegno verso la qualità. Un dialogo, aperto al contributo dei suoi lettori, uno spazio di confronto e di scambio, nel quale si intrecciano voci che vengono da saperi diversi.
EDITORIALE_NIDI_2

Nasce Nidi d’infanzia, una rivista che si propone come strumento professionale per gli educatori, ma che si rivolge a tutti coloro che accompagnano i bambini nei loro primi anni e in particolare alle famiglie. Vuole promuovere l’ascolto dei bambini nella loro vita quotidiana, parla quindi dei luoghi, dei tempi, delle opportunità che li sostengono nella crescita e ne tutelano la cura, il benessere, l’apprendimento. È una rivista che guarda alla pluralità dei servizi che accolgono i bambini da zero ai tre anni, ponendosi in continuità con la scuola dell’infanzia. Vuole essere in dialogo, aperta al contributo dei suoi lettori, uno spazio di confronto e di scambio, nel quale si intrecciano voci che vengono da saperi diversi.
Nidi d’infanzia trasmette esperienze e sostiene così le pratiche educative nell’impegno verso la qualità. È una rivista che informa su eventi, iniziative, risorse, in modo da tenere aperti gli orizzonti culturali necessari per leggere l’infanzia di oggi e i suoi bisogni. Siamo all’inizio di un nuovo anno educativo e ci aspettiamo di vedere ancora crescere la consapevolezza rispetto al valore dei servizi per l’infanzia. Sappiamo che questo dipende da molti fattori, certo dagli investimenti che la politica sarà in grado di fare, dall’arricchimento che porterà il sistema integrato 0-6, ma anche dalla capacità dei servizi di alimentare la relazione con le famiglie e la professionalità di coloro che vi sono impegnati. La rivista intende dare a ciò un contributo efficace. In ogni numero della rivista ci sono tre versanti: quello tematico, le esperienze, le rubriche/articoli.

Il tema del mese

Ogni numero di Nidi d’infanzia ha una tematica privilegiata che approfondisce, attraverso voci autorevoli, un aspetto cruciale dell’educazione dei bambini nei loro primi anni. Siamo partiti dalla cura, una tema chiave per assicurare ai bambini il benessere a cui hanno diritto. Cura degli spazi e del contesto, cura della relazioni, cura dei bisogni del bambino si intrecciano per dare qualità al progetto educativo.
Proseguiamo con il gioco per interrogarsi su quale posto si riserva al gioco nei luoghi dell’infanzia e nella vita quotidiana dei bambini, quali possibilità l’educatore organizza e progetta per osservare e conoscere le condotte ludiche nella loro molteplicità. Nei numeri successivi avranno spazio altri temi ugualmente centrali per la qualità dei servizi, quali il corpo, la relazione con le famiglie, la pratica professionale della documentazione….

Educare insieme

L'educazione dei bambini si colloca dentro scenari sociali che richiedono collaborazione e sinergia. I servizi, le famiglie, la comunità devono conoscersi per essere capaci di tenere aperto il dialogo. Ma l'alleanza educativa non si realizza spontanemente, richiede impegno, investimento, consapevolezza. Per questo, insieme alla necessità di avere una lettura aggiornata dello sviluppo infantile per gli educatori, c’è il bisogno di conoscere la realtà in cui bambini e adulti si trovano a vivere, per comprendere i fenomeni sociali che maggiormente influiscono sui loro comportamenti e soprattutto sugli stili educativi delle famiglie. C’è bisogno anche di essere consapevoli degli scenari normativi che fanno da cornice alla realtà dei servizi. Gli educatori devono avere uno sguardo che va oltre il saper fare, perché si allarga per vedere meglio e per comprendere il perché delle scelte che compie. Ciò significa avere come riferimento orizzonti culturali definiti in cui collocare l’immagine di bambino e di società che orienta l’impegno professionale e conseguentemente il modo in cui il servizio educativo può corrispondervi.

Ascoltare l'infanzia

La rivista vuole promuovere l’ascolto dei bambini. Ogni bambino ha bisogno di vedere rispettato il suo diritto all’infanzia, che è il tempo del gioco, della scoperta, degli attaccamenti e delle amicizie. E’ un tempo lungo che noi adulti non dobbiamo affrettare. La crescita richiede un tempo lento e quieto, in cui ci sia l’agio dell’ascolto e la possibilità di tenersi per mano. Ascoltare l’infanzia significa comprendere che il bambino di oggi ci chiede di non dover crescere in fretta. Ci chiede cura, attenzione, disponibilità a comprendere le sue difficoltà e a mettere in valore le sue risorse. E’ vero che per i genitori si tratta di far fronte a molteplici esigenze, per cui solo la fretta appare la soluzione di ogni problema. Per questo è importante prendere consapevolezza del fatto che questo significa togliere spazio alla disponibilità all’ascolto di cui ogni bambino ha bisogno per crescere bene.

Crescere in pratica

I servizi per i più piccoli vogliono essere luoghi di vita, capaci di raccogliere tutta la ricchezza dell’esperienza infantile, contesti che offrono molteplici opportunità di apprendere, dove per i bambini è possibile fare esperienze e coltivare la curiosità. Per realizzare ciò ci vogliono idee, sono necessarie sollecitazioni per aprire la mente a soluzioni appropriate in grado di migliorare le pratiche. Nidi d’infanzia dà voce alle buone pratiche per farle conoscere, incoraggiare la documentazione e la riflessione sull’esperienza e dunque la capacità di connettere teorie e pratiche, influenzando positivamente la qualità dei servizi.

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