Aprire la porta: l'inizio di un cammino

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La prima accoglienza richiede attenzione, ascolto, pazienza. Di Anna Lia Galardini

Aprire la porta a nuovi bambini e a nuove famiglie è l’inizio di un cammino da condividere. Sappiamo che ci aspettano emozioni, sorrisi, pianti, ansie, domande, fatiche, gioie. Incontreremo nuovi volti e conosceremo nuove storie. Sentiamo tutta la responsabilità che questo inizio comporta.
Ciò che più conforta è sentirsi un gruppo e raccogliere tutte le risorse che questo ci offre.
È importante sapere che c’è un copione che orienta, una ritualità che si ripete, ma dobbiamo tenere presente che ogni inizio è diverso perché diverso è ogni volto e ogni storia. Per questo la prima accoglienza richiede attenzione, ascolto, pazienza, per interpretare aspettative e bisogni e mettersi nei panni dei genitori che stanno compiendo una scelta importante.

Dobbiamo trovare le parole giuste per dare fiducia, avere uno sguardo aperto per non rimanere prigionieri degli stereotipi, leggere i messaggi che contiene lo spazio che noi stessi abbiamo predisposto, in modo da verificare se è coerente con la nostra volontà di accogliere e comunicare.
I pensieri positivi non sono mai troppi. Questo è il momento di avere e di dare fiducia, di aprirsi con entusiasmo alla ricchezza delle relazioni che l’educare comporta.

 

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