Prime settimane al nido: condividere legami

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L'ambientamento del bambino al nido è il primo passo di un'esperienza educativa che si svolgerà al di fuori del contesto familiare. Come affrontare questa fase di transizione? Come si prepara il gruppo di lavoro a dare avvio al nuovo anno educativo? Come si possono favorire relazioni fiduciose tra genitori e educatori? Di Sabrina Gori.

I primi giorni di avvio sono importanti: il gruppo di lavoro si ritrova dopo la pausa estiva e riflette su come ripartire. Dedicarsi a riflettere su noi è ritrovarsi, scambiarsi le nuove idee, riconfermare le pratiche educative consolidate, progettare ed allestire i luoghi dell'accoglienza, predisporre gli spazi e i materiali. È il momento per convogliare le energie nel prepararsi ad accogliere i nuovi bambini e le nuove famiglie. Ritrovarsi nel gruppo di lavoro è, dunque, lasciarsi conquistare da quella solidale connessione che ci conduce ad avere una destinazione precisa: crescere insieme in un processo dinamico in cui ci consentiamo di imparare, condividere, aiutare ed essere aiutati.

Arriva il momento del riordino e gli educatori si dedicano ad allestire uno spazio accogliente. Le sezioni, i laboratori e gli spazi comuni vengono ripensati, si inseriscono nuovi oggetti, materiali, si curano i dettagli e si prova ad immaginare nuove proposte per i bambini. Nei primi giorni si creano le condizioni di base per accompagnare il positivo ingresso delle nuove famiglie prima dell’arrivo dei bambini. Durante gli incontri individuali con i genitori, gli educatori ascoltano in modo attivo, partecipe ed empatico le rappresentazioni familiari dei bambini ponendo la giusta attenzione allo stato emotivo che porta con sé questa nuova esperienza e prefigurando che cosa potrà accadere durante i primi giorni al nido. La possibilità di aiutare i genitori ad immaginare i comportamenti e le reazioni al distacco del proprio bambino da parte dell'educatore, è il primo modo per infondere sicurezza e fiducia nella relazione. Il genitore sente di avere al fianco un alleato, qualcuno che è in grado di comprendere che cosa si prova e che allo stesso tempo ha la conoscenza delle capacità dei bambini di viversi esperienze al di fuori dei contesti familiari. I genitori riescono a riconoscere le potenzialità dei bambini attraverso le parole degli educatori. L’educatore, allo stesso tempo, si impegna nel creare le basi di un dialogo autentico, trasparente e incoraggiante a favore di un'intenzione precisa che è quella di vedere nel genitore un interlocutore capace di sostenere il proprio bambino nell’ affrontare la nuova esperienza. I genitori si abituano, così, a trovare nel nido un luogo dove essere accompagnati, dove non si è mai soli e dove le emozioni, le esperienze, le ansie ed i timori sono accolti e riconosciuti.

Nei primi giorni si creano le basi per condividere i legami, una relazione educativa che tiene insieme bambini, educatori e famiglie. Si tratta di un viaggio lungo un anno nella scoperta reciproca, dove ognuno cede un pezzettino di sé per accogliere parti dell’altro.

"Vieni a giocare con me", le propose il Piccolo Principe, “sono così triste..." "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Che cosa vuol dire addomesticare?" "È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami" disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro”.

(Antoine de Saint Exupery)

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