Le reti scolastiche nella Buona Scuola

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La legge per "La Buona Scuola" valorizza e potenzia il ruolo delle reti di scuole. Ecco alcuni dettagli su ruolo, scadenze, possibili utilizzi, a cura di Cristina Lerede. 

Reti scolastiche

Un passo indietro: il Regolamento sull'autonomia

La Buona Scuola è stata approvata; il testo traccia un quadro strategico del percorso di cambiamento ed è fortemente incentrato a rafforzare l’autonomia scolastica. Occorre partire proprio dal DPR 275 del 1999 per ben comprendere le novità reali del nuovo testo, articolato e corposo, a cui possono essere date diverse letture a seconda degli argomenti che si vogliono analizzare.

Tra le novità, o meglio gli approfondimenti che la Buona Scuola prevede, non bisogna sottovalutare la promozione della costituzione di reti tra scuole, finalizzate alla valorizzazione delle risorse professionali, alla gestione comune di funzioni e di attività amministrative, alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali, da definire sulla base di accordi.

Com’è noto, il fondamento giuridico sul quale si basa tale istituto è l'art. 7 del Regolamento sull'autonomia - DPR n. 275/1999 - che viene ripreso dalla legge di riforma laddove prevede che gli uffici scolastici regionali promuovono, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale.
Le reti dovranno essere costituite entro il 30 giugno 2016, con le finalità già sopra riportate, sulla base di accordi tra autonomie scolastiche di un medesimo ambito territoriale, definiti "accordi di rete".

Il ruolo delle reti di scuola

Le reti non devono essere sottovalutate poiché gli accordi potranno riguardare varie e diversificate materie:

  • i criteri e le modalità per l’utilizzo dei docenti nella rete, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti in materia di non discriminazione sul luogo di lavoro, nonché di assistenza e di integrazione sociale delle persone con disabilità;
  • l’introduzione di insegnamenti opzionali, specialistici, di coordinamento e di progettazione funzionali ai piani triennali dell’offerta formativa di più istituzioni scolastiche inserite nella rete;
  • i piani di formazione del personale scolastico;
  • la gestione comune di funzioni e di attività amministrative, come l’istruttoria sugli atti relativi a cessazioni dal servizio, pratiche in materia di contributi e pensioni, progressioni e ricostruzioni di carriera, trattamento di fine rapporto del personale della scuola, nonché su ulteriori atti di carattere amministrativo.

Ovviamente altri ambiti di intervento potranno essere decisi dalle singole reti.
Senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” vuol dire che le istituzioni scolastiche che aderiranno all’accordo di rete dovranno indicare chiaramente le risorse da destinare alla rete stessa per il perseguimento delle proprie finalità. La mancanza di risorse specifiche potrebbe però inibire la nascita di reti.
In un periodo in cui il personale della scuola è chiamato a sempre più numerosi adempimenti anche di carattere meramente burocratico-amministrativo, la costituzione di una rete nel medesimo territorio può rappresentare un importante strumento di razionalizzazione, snellimento e semplificazione delle procedure nell’ottica di quel rinnovamento che la riforma della Buona Scuola vuole realizzare.

Per saperne di più

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