Inclusione dei disabili, un quadro sconfortante

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Solo una scuola su tre risulta accessibile per quanto concerne le barriere architettoniche e la tecnologia di supporto è carente: il quadro illustrato dai dati Istat. Di Mario Maviglia

sedia a rotelle disabilita

Abbiamo sempre pensato che la scuola italiana fosse all’avanguardia nel processo di inclusione degli alunni disabili, invece leggendo il recente Rapporto Istat del 3 gennaio scorso (L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno), emerge un quadro a dir poco sconfortante di tale processo nel nostro Paese, almeno per quanto concerne alcuni aspetti di non secondaria importanza.

Si viene così a scoprire che solo una scuola su tre risulta accessibile per quanto concerne le barriere architettoniche (in Mezzogiorno solo una su quattro). Se si considerano le barriere senso-percettive la situazione è ancor più drammatica: le scuole accessibili sono il 18% del totale (il 13% nel Mezzogiorno).

La tecnologia, che dovrebbe svolgere una funzione di “facilitatore” nel processo di inclusione, è carente in una scuola su quattro e solo nel 43% dei casi la collocazione delle postazioni è all’interno della classe.

Il rapporto alunni disabili/docenti di sostegno è di 1,5 alunni per insegnante (1,3 nel Mezzogiorno), e dunque un rapporto decisamente positivo, ma il 36% dei docenti viene reclutato dalle graduatorie normali in quanto quelle degli insegnanti specializzati non riescono a soddisfare la domanda. Questo vuol dire che il 36% degli insegnanti utilizzati nel sostegno non ha il titolo di specializzazione, eppure si continua ad adottare il numero chiuso per selezionare i candidati alla frequenza dei corsi di specializzazione organizzati dalle Università.

Gli alunni disabili fruiscono mediamente di 14 ore settimanali di sostegno (nel Mezzogiorno 17 ore). Per quanto concerne invece gli assistenti per l’autonomia la media di ore settimanali per ogni alunno è di 12,9 ore, ma nelle scuole del Nord gli alunni ricevono mediamente 3 ore di supporto in più rispetto al Mezzogiorno. Circa il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli alunni ricorso al Tar ottenere ore in più (ma nel Mezzogiorno la percentuale è del 6% rispetto al 3% del Nord).

Neppure la continuità viene garantita: il 41% degli alunni ha cambiato docente di sostegno rispetto all’anno precedente e addirittura il 12% nel corso dell’anno scolastico.

Eppure, a fronte di questa situazione la recente Legge di Bilancio 2019 prevede nel triennio 2019-2021 una decurtazione di 1.378 milioni di euro per “interventi di integrazione scolastica degli studenti con bisogni educativi speciali incluse le spese del personale (docenti di sostegno)”. Ogni commento appare inutile.

 

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