Dirigenti scolastici, come funziona la prova scritta

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Dirigenti scolastici, come funziona la prova scritta

Dopo quella preselettiva, è in arrivo la prova scritta del concorso per DS: quesiti a risposta aperta e in lingua straniera. Di Mario Maviglia

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Diciamoci la verità: è tutto da dimostrare che l’attuale procedura per la selezione dei dirigenti scolastici (DS) sia veramente in grado di conseguire questo obiettivo sul piano qualitativo, ossia quello di individuare quei candidati che abbiano effettivamente le capacità e le competenze per dirigere una istituzione scolastica.
 

La prova preselettiva, in particolare, sembra enfatizzare le conoscenze meramente mnemoniche sui vari aspetti del programma d’esame. Non che queste conoscenze non siano importanti, a parte alcuni quesiti che abbiamo rilevato tra i 4000 della batteria pubblicata francamente lontani anni-luce da ciò che ci si aspetterebbe che un DS sapesse, però la conoscenza (sempre da coltivare in qualsiasi campo), va considerata in relazione alle funzioni che un professionista va a ricoprire e dunque serve per parametrare in modo consapevole l’identikit delle persone da selezionare.

Chissà quanti di coloro che non hanno superato la prova preselettiva hanno capacità dirigenziali e manageriali molto più raffinate di coloro che invece sono riusciti a superarla; lo stesso discorso vale ovviamente anche per la prossima prova scritta. Ma queste sono le regole del gioco e finché non verranno cambiate con queste occorre fare i conti. In questo senso quanto verrà detto nel corso di questo articolo non è la delineazione di un dirigente scolastico “sufficientemente buono”, ma molto più prosaicamente la proposizione di alcuni suggerimenti per superare la prova scritta.

Chi sono i candidati

Per quanto riguarda la prova preselettiva svoltasi di recente, va annotato che a fronte di 34.580 docenti iscritti si sono presentati a tale prova 24.082 (di cui 71,75 donne). Secondo quanto previsto dal DM 138/2017, è stato ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari a tre volte quello dei posti disponibili per il corso di formazione dirigenziale (2900 posti), ossia 8736 candidati, inclusi coloro che hanno conseguito nella prova preselettiva un punteggio pari a quello del candidato collocato nell'ultima posizione utile, ossia 71,70.
Gli 8736 candidati che hanno superato la prova preselettiva dovranno adesso affrontare la prova scritta nella data che sarà fissata dal Miur e che sarà unica per tutto il territorio nazionale.

Come si svolge la prova scritta

Rispetto al passato, lo svolgimento della prova scritta sarà computerizzato e pertanto i candidati avranno a disposizione una postazione informatica alla quale accederanno tramite un codice di identificazione personale che sarà fornito il giorno della prova.

La prova scritta consiste in cinque quesiti a risposta aperta e due quesiti in lingua straniera.

Cinque quesiti a risposta aperta

Per quanto riguarda i contenuti dei cinque quesiti a risposta aperta occorre fare riferimento all’art. 10, co.2, del DM 138/2017:

a) normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
b) modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
c) processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano Triennale dell'Offerta Formativa, all'elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del Piano di Miglioramento, nel quadro dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
d) organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all'inclusione scolastica, all'innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
e) organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
f) valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
g) elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni;
h) contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
i) sistemi educativi dei Paesi dell'Unione Europea.
(Si consideri che questi contenuti saranno i medesimi per la prova orale, unitamente alla verifica delle competenze in lingua straniera e in informatica).

Quesiti in lingua straniera

Ciascuno dei due quesiti in lingua straniera è articolato invece in cinque domande a risposta chiusa, volte a verificare la comprensione di un testo nella lingua straniera prescelta dal candidato tra inglese, francese, tedesco e spagnolo. Detti quesiti, che vertono sulle materie di cui all’art. 10, comma 2, lettere d) o i) del decreto ministeriale (d. organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all'inclusione scolastica, all'innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica; i. sistemi educativi dei Paesi dell'Unione Europea), sono formulati e svolti dal candidato nella lingua straniera prescelta, al fine della verifica e della relativa conoscenza al livello B2 del CEF.
Da segnalare inoltre che la prova scritta ha la durata di 150 minuti, al termine dei quali il sistema interrompe la procedura e acquisisce definitivamente le risposte fornite dal candidato fino a quel momento.

Come si può facilmente verificare per ogni quesito previsto dall’intera prova scritta (5 aperti e 2 chiusi in lingua straniera) si hanno a disposizione mediamente circa 21 minuti di tempo per rispondere. Non è molto e dunque una seria preparazione alla prova scritta deve partire da questi parametri di contesto.
 

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