Per iniziare bene: pochi impegni iniziali, molta condivisione

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Per iniziare bene: pochi impegni iniziali, molta condivisione

Solo gli incontri indispensabili tra docenti e... un quadernino: qualche consiglio per un buon inizio. Di M. Concetta Messina 

mani cuore insgenanti

In un passato ormai lontano, la scuola iniziava il primo ottobre. Oggi gli insegnanti cominciano esattamente un mese prima e da allora sino all’inizio delle lezioni, sono travolti in un turbinio di attività e di impegni convulsi che piombano addosso con l’irruenza di un temporale estivo e spazzano via in pochi giorni il ricordo delle recenti vacanze.
Quando perciò finalmente si chiude la porta dell’aula e si rimane “soli” con gli alunni, il rischio è che si abbia la sensazione di essere già stanchi e paradossalmente ancora impreparati ad affrontare il momento.
Da quando svolgo il mestiere di dirigente scolastica cerco di economizzare gli impegni iniziali dei docenti che vorrei arrivassero non solo “freschi e ricaricati” all’incontro fatidico con i nostri alunni, ma soprattutto pronti.

L’agenda del buon inizio

Qual è allora il modo migliore per iniziare? Purtroppo non esistono prontuari ma quest’anno ho pensato di mettere nell’agenda dei primi giorni, quelli ancora senza gli alunni, dei semplici appuntamenti con i propri colleghi di team, laddove, ovviamente, la precarietà di nomine e di assegnazione delle classi non lo impedisca. Una prima cosa da fare sarà dare uno sguardo alla programmazione annuale. Si tratterà di individuare (non un compito scritto ma di sola ricerca) un piano di massima, a maglie larghe, che dovrà poi necessariamente prestarsi ad essere ripreso e calibrato sulle situazioni contingenti non prevedibili in questa fase iniziale. Sarebbe bene rileggere, in proposito, gli obiettivi di apprendimento e i traguardi contenuti nelle Indicazioni Nazionali, e mettere a punto obiettivi trasversali ai quali l’intero team deve tendere: l’autonomia, la sintesi, la rielaborazione e la riesposizione orale…
Un’altra cosa da fare, per ben cominciare, è quella di accordarsi su questioni non poco importanti per la buona gestione della classe: i tempi di lavoro, le regole della ricreazione, l’organizzazione del materiale scolastico, i compiti a casa
Si dovrebbero concordare anche atteggiamenti comuni e uniformi nella relazione con le famiglie, oggi sempre più delicata e a rischio “distorsioni” anche a causa delle nuove forme di comunicazione (vedi chat).

Un quadernino

E infine credo che quest’anno farò ai miei insegnanti un invito: oltre al diario scolastico nel quale annotare impegni ed appunti, si tenga sempre a portata di mano un quadernino in cui registrare ed immortalare sul momento, prima che scappino via, gli aneddoti più simpatici e particolari che vedono protagonisti i bambini, le loro impensabili “trovate”, le risposte che spiazzano, i guizzi di genialità che irrompono a scardinare le logiche previste. Sono le cose che riconciliano dalle fatiche quotidiane e costituiscono chicche da condividere e da non dimenticare.

Ore 9,30 del mattino, classe prima, secondo giorno di scuola. Costanza, 6 anni, conserva astuccio e quaderni, chiude lo zaino e lo mette in spalla:- Mae’, quando finisce la scuola? -

Buon inizio d’anno!
 

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