Valutazione, voti e DSA: la parola a Cesare Cornoldi

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Valutazione, voti e DSA: la parola a Cesare Cornoldi

Che cosa significa valutare nella scuola primaria? Quali attenzioni richiedono i bambini con DSA? La recente proposta di cambiare la valutazione tramite voti con quella tramite lettere ha un reale valore culturale e didattico? Lo abbiamo chiesto a Cesare Cornoldi, professore di Psicologia generale all’università di Padova. Ecco le sue risposte.

15 VitaScol 2009-10

Che cosa significa valutare nella scuola primaria?

Valutare è un termine ricco di sfaccettature e alcune di esse richiamano inevitabilmente l’idea che si sta fornendo un giudizio sul “valore” dello studente, messo a confronto con i suoi compagni. Questa idea è pericolosa e può mettere in difficoltà studenti fragili e deboli. Difficile che invece lo stesso vissuto sia sperimentato quando viene semplicemente comunicato se la risposta fornita era del tutto o almeno in parte corretta. Questo aspetto della valutazione ha un carattere informativo (gli anglosassoni parlerebbero di feedback) ed è desiderato dagli stessi studenti, soprattutto se non si sentono minacciati e non avvertono l'informazione come dicotomica ("sbagliato" VS "giusto"), ma piuttosto come sfumata.
Ciò non toglie che in taluni casi possa essere utile alla scuola e allo stesso studente avere un feedback comparativo delle sue competenze, ma questo feedback deve essere fornito in circostanze particolari, sulla base di procedure standardizzate rigorose e con un termine di confronto che va al di là dei confini ristretti della propria classe. È un vero peccato che in Italia solo pochi gruppi di ricerca, oltre al team multidisciplinare che coordino [1], lavorino per la costruzione di prove affidabili per la valutazione degli apprendimenti e invece siano diffuse prove che, per la modalità di costruzione (come le prove che si trovano in numerose proposte didattiche) o per la modalità di somministrazione (come le prove INVALSI), non abbiano sufficienti requisiti di rigore.

Quali attenzioni richiedono i bambini con DSA?

C'è un po' di confusione in materia perché vengono messi sullo stesso piano il caso in cui il bambino deve essere valutato per un confronto con i suoi compagni o per vedere i suoi progressi (e qui il bambino con DSA va tutelato) e il caso in cui si vuole accertare la sua effettiva competenza. Nel primo caso, il bambino va aiutato sia sul piano emotivo-motivazionale, sia sul piano del compito, onde evitare che lacune specifiche impediscano al bambino di far vedere quanto effettivamente sa fare sul piano più generale. Nel secondo caso, invece, il bambino va messo sullo stesso piano dei suoi compagni: sarebbe comico voler individuare le abilità aritmetiche di un bambino con discalculia facendo noi i calcoli per lui o proponendogli dei calcoli più semplici. Faccio presente che la valutazione nel DSA richiede che l'insegnante sia molto sensibile e non si limiti ad applicare le "buone indicazioni di carattere generale" che vengono fornite.

La recente proposta di sostituire la valutazione tramite voti con quella tramite lettere secondo lei ha un reale valore culturale e didattico?

La valutazione con le lettere è molto diffusa al mondo, evidentemente perché ha dei vantaggi. Sicuramente, sul piano connotativo, la lettera non trasmette allo studente il giudizio quantitativo di merito del numero, né la forza della valutazione qualitativa dei classici aggettivi ("buono", "sufficiente" ecc.). Inoltre evita l'automatico pedestre passaggio dal numero di esercizi svolti correttamente (es. sei su dieci) al voto. Tuttavia, bisogna sempre evitare di pensare che basti cambiare la forma per mutare la sostanza della procedura didattica.

[1] Cesare Cornoldi coordina un'équipe multidisciplinare composta da insegnanti di sostegno e curricolari - con competenze anche nell'ambito della psicologia dell'apprendimento - e da psicologhe esperte nell'applicazione didattica di metodi, strumenti e strategie psicoeducative di potenziamento e recuppero di disturbi e difficoltà della scrittura. 

Per saperne di più

[intervista a cura di E. Frontaloni]

Cesare Cornoldi: 28 Luglio 2016 Articoli

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