Legge di stabilità: teoria e pratica

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Paolo Bonanno commenta per noi la legge di stabilità approvata alla Camera e che andrà ora al vaglio del Parlamento.

Uccelli

Nel primo punto del documento sulla “Buona Scuola” si prevede l’assunzione a tempo indeterminato di alcune categorie di docenti: quelli inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (le molto citate GAE) e quelli che fanno parte nelle graduatorie degli idonei formate dopo il concorso del 2012. Si tratterebbe, stando ancora alle cifre fornite nel documento, di 148.100 nuovi assunti nell'anno scolastico 2015-2016.

In tanti, sin dall'uscita del documento, si sono chiesti con quali fondi il Governo intendesse concretizzare una simile proposta e sanare la molto biasimata  "piaga del precariato". La prima e provvisoria risposta sta nella legge di stabilità recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri e che andrà ora al vaglio del Parlamento. Nel progetto di legge, le risorse necessarie per finanziare il progetto della “Buona scuola” e specialmente le assunzioni sopra descritte vengono quantificate in un miliardo di euro al lordo per l’anno 2015 e – nella proiezione triennale del bilancio dello Stato – in tre miliardi nell’anno 2016 e quattro miliardi per il 2017.

La legge non intende destinare le risorse programmate alle sole assunzioni. Qualora il costo delle assunzioni dovesse rivelarsi inferiore a quanto preventivato, pare che una parte delle risorse potrebbe essere dirottata, per esempio, sul finanziamento delle iniziative per l’alternanza scuola-lavoro. Attendiamo il 15 novembre (data di scadenza della consultazione pubblica lanciata dal Governo sull’apposito sito) per verificare quali parti di questo ambizioso progetto saranno tradotte in norme di legge e in provvedimenti operativi.

L’altra innovazione prospettata dalla legge di stabilità – e già preannunciata dal Ministro Giannini – riguarda la composizione delle commissioni degli esami di Stato. Soltanto il presidente, infatti, continuerà ad essere esterno all’istituzione scolastica mentre i componenti, previsti nel numero di sei, saranno tutti interni. Da questa modifica, che prevede anche l’eliminazione dei compensi fino ad ora corrisposti ai commissari anche interni, mantenendo soltanto quello spettante al presidente, il Governo ritiene di risparmiare almeno 140 milioni, anche se non appare chiaro se le risorse così ricavate saranno finalizzate alla riduzione del deficit o troveranno un reimpiego nell’ambito del sistema scolastico.

Certo, in termini più generali, il previsto prolungamento al 31 dicembre 2015 del blocco dei contratti del pubblico impiego – e quindi anche del personale della scuola – introduce una nota, se non stonata, almeno contraddittoria rispetto ad un progetto che nelle sue linee direttive intenderebbe puntare anche su una valorizzazione della funzione docente che, naturalmente, richiede anche ampie risorse finanziarie.

20 Ottobre 2014 Articoli

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