Una lettera di Gianfranco Zavalloni

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Una lettera di Gianfranco Zavalloni dedicata ai giovani. E ai giovani genitori.

Logo sito "La scuola creativa"

Ci arrivano molti commenti in occasione della scomparsa di Gianfranco Zavalloni, di cui abbiamo dato notizia qualche giorno fa. Luciana Bertinato, che firma assieme a Mario Lodi una rubrica su “La Vita Scolastica”, ci ha inviato una lettera di Zavalloni dedicata ai giovani (ma anche, soprattutto, ai giovani genitori). Ringraziamo Luciana e la condividiamo con i nostri lettori.

Tu che sei nato prima del 1970 o giù di lì...

A ben pensarci è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi! Da bambini andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza airbag. E viaggiare nel cassone posteriore di un camioncino o di un’ape, o su1 carro di un trattore, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.

I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari. Bevevamo l’acqua dalla canna del giardino non da una bottiglia. Che orrore!! Andavamo in bicicletta senza usare un casco. Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri «carri giocattolo». Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema noi da soli!!!

Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno: i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.
Non esistevano i cellulari. Incredibile!!

Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti… e non c’erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Ti ricordi degli incidenti?
Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.

Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero… ma nessuno di noi era obeso. Ci dividevamo una bibita con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi. Non avevamo la playstation, né il nintendo, né dei videogiochi. Né la TV satellitare, né le videocassette, né il PC, né internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro. suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro. Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele! Senza controllo! Come siamo sopravissuti?!

31 Agosto 2012 Cultura e pedagogia
Foto scattata da Luciana Bertinato alla "cascina", in occasione  del 90° compleanno del maestro Mario Lodi

Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi. Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo. I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe. Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro ad un altro.

L’idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge. Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.

Sapevamo che quando i genitori dicevano «NO», significava proprio «NO».
I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.

E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci hanno dato tutto ciò che volevamo.
Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio ed ottimi risolutori di problemi.

Negli ultimi 50 anni c’è stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, ed abbiamo imparato a gestirli.
Tu sei uno di loro. Complimenti!!! Abbiano avuto la fortuna di crescere prima di accettare che la nostra vita fosse regolata da qualcun altro.

Grazie della Vostra attenzione.

Il dirigente scolastico
Gianfranco Zavalloni 

 

Per saperne di più

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