Piccole comunità crescono

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Piccole comunità crescono

La rubrica “Osservatorio”, anticipo da “La Vita Scolastica”, n. 4, 1° dicembre 2011.

In momenti critici come questi per fortuna la comunità scolastica sembra risvegliarsi e dare il meglio, sviluppando il proprio spirito di iniziativa e di collaborazione.

cult_picole comunità

Nell’attesa che gli ordinamenti scolastici (orari, organici, tagli ecc.) trovino il loro equilibrio in questa stagione non facile per i conti dello Stato, le scuole non stanno con le mani in mano.

Sono tanti gli esempi di virtù civiche nella nostra scuola di base: gruppi di genitori che si fanno in quattro per garantire la manutenzione e arricchire le dotazioni della scuola dei propri figli; assessori appassionati che svenano i loro risicati bilanci per continuare ad assicurare una mensa, un pomeriggio in più, un’uscita didattica già cancellata; docenti che di fronte al "deserto" del maestro unico mettono in pratica le idee di team e di pluralità (magari semplificata, ma convinta); plessi che costruiscono una "banca etica" delle competenze disponibili per offrire, tutti insieme, migliori opportunità ai bambini.

Corriamo il rischio di avere istituti più grandi e anonimi, classi più numerose, insegnanti in affanno perché senza compresenze e tentati dal ritorno alle rassicuranti didattiche frontali, chiusi nella propria classe.
È allora il momento di riscoprire il plesso, la scuola della comunità (così tipica nel paesaggio delle elementari italiane) e mettere lì il baricentro della progettualità: scelte condivise, momenti comuni, collaborazione aperta, rapporti con il territorio. Sono risorse "intangibili", preziose e che non dipendono dal Ministro del Tesoro di turno.

È questa la comunità scolastica che ci piace, che si realizza quando i docenti sanno fare "comunità professionale", anche per non rimanere soli. Insomma, di fronte al possibile default per la scuola pubblica, ci sono dirigenti, maestre, genitori che non si rassegnano e, interpretando il principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione (di cui ci parla spesso il Presidente della Repubblica) si impegnano a far funzionare bene la "loro" scuola, comunque.

Senso di appartenenza, spirito di iniziativa, clima costruttivo, empowerment di fronte alle avversità: è questa la scuola "resiliente" nell’epoca delle passioni tristi.

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