Come parlare in classe di gentilezza

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Giunti Progetti Educativi è una società del Gruppo Giunti che realizza campagne educative destinate al mondo della scuola. Questo mese, ci dà uno spunto per coltivare rispetto e gentilezza in classe.

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Gruppo felice e gentile

Illustrazioni di Giulia Orecchia.  © Giunti Progetti Educativi

Esiste certamente un modo per parlare ai bambini di cose
realmente importanti più precocemente di quanto non si faccia

Marguerite Yourcenar

A scuola di buone maniere

Pedagogisti ed esperti di didattica sono convinti che le buone maniere, così come la gentilezza, possano essere imparate fin da piccoli, esattamente come avviene con altre “discipline”.

Ma come si possono insegnare la gentilezza e l’educazione? Di certo, non solo attraverso le parole, perché i bambini imparano anche osservando i gesti e gli esempi che quotidianamente gli adulti propongono loro. Non solo con le orecchie, quindi, ma anche attraverso gli occhi. I bambini recepiscono i segnali espliciti e impliciti che gli adulti propongono: osservano il modo in cui si comportano con gli altri e si rapportano alle differenze, accettandole o stigmatizzandole, e il modo in cui intessono relazioni e rappresentano gli altri. E, inevitabilmente, li fanno propri e li ripropongono.

È per questo che la buona educazione non può essere insegnata “per forza”, ma stimolando nei bambini la voglia di conoscenza e la curiosità, allenandoli all’ascolto di sé e degli altri, alla comprensione dei diversi punti di vista.Illustrazione di Giulia Orecchia. © Giunti Progetti Educativi

L’effetto farfalla

Il gesto di una persona non è quindi mai fine a se stesso, ma può avere conseguenze negative o positive sugli altri. Proprio perché gli altri ci “osservano”! È un po’ come quello che gli scienziati chiamano "effetto farfalla": quando cioè una piccola azione a prima vista insignificante, il gesto di un essere minuscolo come una farfalla – o un bambino… – può portare a effetti veramente incredibili! Perché allora non immaginare che ogni gesto possa essere come il battito d’ali di una farfalla, che può rendere migliore o peggiore il mondo in cui viviamo?

Il ruolo della scuola

La scuola è un luogo privilegiato: è qui che i bambini incontrano il mondo e sperimentano i modi di vivere degli altri, che ascoltano lingue e riferimenti culturali differenti, che incontrano le fragilità e i bisogni di altri bambini e mettono alla prova i propri. Ed è qui che gli insegnanti possono cominciare a parlare loro – con le parole ma anche con i gesti! – di rispetto e buone maniere, con la consapevolezza che siano “cose realmente importanti”, come diceva la scrittrice belga Marguerite Yourcenar.

La scuola offre ogni giorno l’occasione di parlare del valore della buona educazione, e permette di favorire l’acquisizione di competenze e comportamenti corretti per la vita quotidiana: il rispetto per sé e gli altri, la cura della persona, intesa come igiene e salute ma anche come abbigliamento consono alla situazione, il riconoscimento e il rispetto delle differenze caratteriali, interculturali o legate a disabilità, l’attenzione e il rispetto per tutti i luoghi frequentati.

Una classe di tutto rispetto

Questo è il titolo della grande campagna educativa che Giunti Progetti Educativi e Upim hanno realizzato per parlare di questi temi ai bambini delle scuole primarie. Per richiedere il kit didattico gratuito, basta andare su www.giuntiprogettieducativi.it/contests dove è possibile trovare tutte le informazioni sul progetto e compilare il form on-line, oppure rivolgersi al proprio agente Giunti Scuola di fiducia.

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Commenti

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    la rosa francesca

    22:6, 31 Ottobre 2014
    Ho adottato questo progetto bello e interessante sta funzionando con tutta la classe.I bambini sono molto attenti e curiosi su nuove tematiche. Sono contenta perché stanno migliorando i rapporti in classe e spesso ripetiamo : ricordati rispetto!  Grazie giunti per la mano che ci dai a realizzare i nostri propositi formare i cittadini futuri. Francesca