Orario ridotto a settembre? Il tempo sottratto ai bambini e i nuovi spazi

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [91GI2ZFE] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [9DJBBYYP] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [BG3W45S8] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3

Orario ridotto a settembre? Il tempo sottratto ai bambini e i nuovi spazi

Che cosa si potrà fare in ogni classe in termini di curricolo, sul piano quantitativo e qualitativo? E, soprattutto, come verrà restituito ai bambini il tempo culturale sottratto? E i nuovi spazi che servirebbero? Di Silvana Loiero
 

scrivere scrittura gruppo classe primaria

Come si tornerà a scuola a settembre alla scuola primaria? Fino ad ora abbiamo soltanto poche certezze, tra le quali: uso delle mascherine dai 6 anni in su, distanziamento di un metro in aula tra un banco e l’altro.  E tanta igiene. Lo ha scritto il Comitato Tecnico Scientifico istituito per l’emergenza coronavirus.

Ecco cosa potrebbe succedere:

  1. in ogni aula serviranno almeno 3 metri quadrati per ogni allievo (un banco monoposto è di cm 70X50 circa) e, considerando lo spazio occupato da cattedra e armadietti, in un’aula si potranno collocare non più di 10/12allievi, e cioè metà classe.
    Dove andranno i bambini dell’altra metà classe? Non è ancora dato saperlo. Pur ammesso che si possa sfruttare qualche spazio esistente a scuola, il problema resta comunque per la maggioranza delle classi.

     
  2. gli insegnanti dovranno risolvere i problemi legati alle mascherine: appannamento degli occhiali, gola che si secca e conseguente necessità di bere, sacchetto o scatolina in cui depositare la mascherina quando un bambino la toglie automaticamente perché dà un po’ fastidio o perché deve essere interrogato.
    La possibilità di eliminare la mascherina durante l’interrogazione è infatti prevista dal CTS, che però non specifica in che cosa consista l’interrogazione: si tratta della presenza dell’allievo alla cattedra o la cosa vale anche quando i bambini rispondono dal banco a delle domande?

     
  3. per l’igiene necessaria servirà il doppio del personale ausiliario attualmente esistente. Questa è una conditio sine qua non.

Leggi anche Rientrare a scuola: che cosa dice il documento del CTS di Mario Maviglia

Il non detto (ancora)

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai quotidiani anche alcune anticipazioni relative al cosiddetto documento Bianchi, cioè al documento stilato dalla “task force” istituita per fare proposte sugli aspetti più squisitamente pedagogico-didattici, presieduta dal professor Bianchi dell’Università di Ferrara. Tali anticipazioni sono di estrema importanza per capire quale sarà il futuro della scuola.

Si prevede infatti:
«la riduzione dell’orario annuale obbligatorio fino ad un massimo del 20 per cento»;
«la riduzione dell’unità oraria fino a un minimo di 40 minuti»;
la necessità di «garantire almeno 20 ore settimanali, per esempio 4 ore per cinque giorni».
Abbiamo citato il testo così come riportato in uno degli articoli pubblicati: sul giornale è scritto tra virgolette, per cui si ritiene che la giornalista abbia avuto modo di ricopiare le frai dal documento originale.

Avremo modo di approfondire questi aspetti non appena (e se) il documento della task force sarà reso pubblico. Per adesso ci limitiamo a dire che questo tempo sottratto ai bambini di scuola primaria ci provoca davvero una grande tristezza e per vari motivi.

Questione di scelte

Per risolvere il problema dell’apertura a settembre il Ministero ha deciso di abbandonare la soluzione più faticosa, costosa e complessa relativa al reperimento di nuovi spazi. Avrebbe potuto sin dalla fine di marzo “allertare” Comuni, Province e Regioni. Invece il tempo è trascorso senza agire in tal senso. E, arrivati a giugno, si dice che è ormai tardi per trovare nuovi locali da adibire ad aule.

La soluzione più semplice è quindi sembrata quella di ridurre il tempo scolastico, sia in termini globali settimanali sia in relazione alla durata di un’ora. Semplice per il Ministero, certo, ma carica di ripercussione per i piccoli allievi.

Il tempo scuola è attualmente di 27/30 ore oppure di 40.
E, nonostante ciò, gli insegnanti di scuola primaria si sono sempre lamentati perché, quando si entra in aula, “il tempo non basta mai”. 

I bambini, infatti, hanno bisogno di tempi distesi sia per imparare sia per consolidare gli apprendimenti. Inoltre, i loro ritmi e stili di apprendimento richiedono di dare a ognuno il tempo necessario e le attività specifiche di cui ha bisogno. Da qui la necessità che uno stesso docente rimanesse in aula almeno per un blocco orario di due ore.

Adesso le 27, 30 o 40 ore sembrano un miraggio. Altro che tempo pieno! Le proposte attuali di riduzione del tempo ci danno l’idea dello spezzettamento (tutti gli insegnanti entrano “per un po’” in classe e ogni insegnante “fa un po’” della propria disciplina) e ci ricordano l’immagine di una catena di montaggio: solo che a scuola non si producono pezzi da assemblare per fare un’automobile, ma si formano esseri umani che saranno i futuri cittadini di domani.

 

Decisioni giuste

Come sarà la “scacchiera oraria” da settembre? Che cosa si potrà fare in ogni classe in termini di curricolo, sul piano quantitativo e qualitativo, in 20 ore alla settimana? E, soprattutto, come verrà restituito ai bambini il tempo culturale sottratto? Sono tutte domande ancora senza risposta.

Di solito la tecnica del togliere si usa per quanto appare superfluo; nel caso della scuola si toglie invece tempo essenziale.

La nostra speranza è che le decisioni che il Ministero prenderà siano davvero ponderate perché il tempo perso dai bambini potrebbe non essere recuperato negli anni futuri.

Silvana Loiero: 3 Giugno 2020 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola