Scuole efficaci in territori critici e deboli in territori privilegiati

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Scuole efficaci in territori critici e deboli in territori privilegiati

La mappa dei risultati INVALSI riserva sorprese e spunti di riflessione interessanti. Il caso di Roma. Di Paolo Mazzoli   

mappa invalsi_gennaio2019a

I puntini blu riportati su questa mappa indicano le scuole secondarie di primo grado presenti nel comune di Roma. Sono circa 190 istituti comprensivi che operano in territori molto diversi tra loro. Dai quartieri agiati - come Parioli, Trieste e buona parte del Centro storico - alle zone periferiche più disagiate, come Tor Bella Monaca, Corcolle, Corviale e molti altri.
Analizzando i risultati INVALSI in relazione alla collocazione geografica delle scuole si scopre quello che, intuitivamente, già sappiamo: sono generalmente migliori i punteggi degli studenti che frequentano scuole dei quartieri più ricchi, anche indipendentemente dal livello socio-economico della singola famiglia. Questo fenomeno può essere evidenziato anche senza avere informazioni sul livello socio-economico del territorio attraverso un indicatore che prende il nome di “indice di autocorrelazione spaziale”. Questo indice misura quanto una certa caratteristica tenda ad assumere valori vicini, più alti o più bassi, quando viene rilevata in una stessa area geografica. Nel nostro caso si osserva che i punteggi INVALSI, ad esempio in Matematica, non sono distribuiti in modo casuale ma assumono valori più alti in alcune zone e più bassi in altre. Quindi il fatto stesso di “stare vicino” a scuole con buoni risultati fa sì che una scuola abbia, a sua volta, buoni risultati. Si creano così dei “cluster”, dei “grappoli” di scuole, che hanno valori più vicini tra loro di quanto lo sarebbero se quelle stesse scuole fossero sparpagliate in un’area più estesa.

Possiamo ora effettuare un’analisi più approfondita verificando quanto una singola scuola presenti livelli coerenti con quelli delle scuole che le sono vicine. Nella seconda figura i puntini assumono cinque diverse colorazioni come spiegato nella seguente tabella.

Come si vede i puntini più numerosi sono quelli rossi e blu.
I rossi rappresentano le scuole con punteggi alti vicini a scuole che hanno risultati simili. Non sorprende che si tratti per lo più di scuole del centro e dei quartieri semicentrali del nord della città (Trieste, Salario, Pinciano, Parioli).
I blu sono quelli delle scuole con punteggi modesti vicine a scuole con punteggi ugualmente modesti. Sono scuole distribuite soprattutto nel quadrante est della città, tra la Tiburtina e la Casilina (Prenestino, Casilino, Centocelle, San Basilio, Corcolle, ecc). Ma i puntini più interessanti sono quelli verde-chiaro e quelli viola che rappresentano casi anomali (i cosiddetti outlier). I primi rappresentano scuole che hanno risultati buoni pur trovandosi vicino a scuole in difficoltà (“Alto-Basso”); al contrario i secondi, e spiace constatare come siano assai più numerosi dei primi, sono scuole che hanno punteggi bassi che si trovano vicino a scuole che hanno punteggi alti (“Basso-Alto”).

Le scuole “Alto-Basso” sono scuole particolarmente efficaci perché riescono a far conseguire buoni risultati ai propri alunni in un contesto in cui molte altre scuole non ce la fanno. Le scuole “Basso-Alto”, invece, sono scuole che non riescono a garantire ai propri alunni neanche i risultati che le altre scuole vicine sono in grado di far raggiungere ai loro alunni.

Per saperne di più

La prima ricerca INVALSI basata sugli indici di autocorrelazione spaziale è stata presentata ad un seminario nazionali che si è tenuto a Bari nei giorni 26-28 ottobre 2018 da Cecilia Bagnarol, Silvia Donno e Michele Marsili. La loro presentazione, riferita alle regioni del Mezzogiorno, è reperibile a questo link.


 

 

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