Come valutare la capacità di argomentare?

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L’argomentazione è una delle competenze più rilevanti sia in Italiano che in Matematica. Ma come può essere sviluppata e misurata? Di Paolo Mazzoli

apprendimento cooperativo classe primaria gruppo

Ci sono bambini, e bambine, che ti incantano con la loro parlantina. Riescono ad avere ragione anche quando hanno torto (ma spesso hanno proprio ragione) e, anche di fronte agli adulti più autorevoli, non rinunciano alla battuta fulminante. “Se ci dici che non dobbiamo mai fumare, perché l’altro giorno fumavi?”; oppure “Se vanno a fondo le cose pesanti, allora perché la mela galleggia e il chiodino va a fondo?”. Frasi di questo tipo.
Sono bambini non sempre facili da gestire, ma se in classe poniamo una domanda un po’ difficile sono spesso loro a rompere il silenzio, a contrastare il “boh” degli altri. Se analizziamo più da vicino le caratteristiche di queste “voci trainanti” nella classe, ci accorgiamo che non sempre si tratta di caratteri estroversi e dominanti. Anzi, talvolta sono bambini che non amano parlare di sé né tantomeno fare i leader del gruppo. In loro c’è spesso una componente cognitiva importante che li rende capaci di farsi ascoltare e di farsi valere: la capacità di argomentare. O meglio: una spontanea attitudine a collegare in modo logico e stringente i fatti e le idee.
Ma la capacità di argomentare non è un dono di natura. Può essere spiegata e insegnata. Si può imparare a coglierla nei testi che leggiamo e nei discorsi che sentiamo e, attraverso una pratica continua, si può sviluppare in classe proprio come qualsiasi altra competenza. Forse esagero, ma penso che quando diciamo che la scuola serve anzitutto per imparare a pensare, una delle componenti più importanti, ma certamente non l’unica, di questo apprendistato del pensiero sia proprio l’argomentazione.

Insegnare l’argomentazione e verificarla

Ma come si fa a insegnare l’argomentazione? E come possiamo accorgerci quanto i ragazzi la sanno dispiegare?
Propongo qui una risposta a ciascuna delle due domande. Per insegnare l’argomentazione credo sia importante la pratica continua di porre problemi “insoliti” e, soprattutto, di riflettere sulle soluzioni proposte. Chiedere, ad esempio, “quando sono più nervosi le mamme e i papà?”; “perché sul letto a castello di sopra fa più caldo?”; “cosa c’è di strano nella favola di Cappuccetto Rosso?”; “vi convince il ragionamento di Alessandro?”, ecc. Sono domande tipiche dei docenti che vogliono sviluppare la capacità di argomentare.
Ma se cerchiamo una palestra di argomentazione, dove cimentarsi con argomentazioni relativamente semplici e controllabili, allora possiamo usare la matematica. La domanda nella figura (proposta in quinta primaria nel 2017) è un buon modo di sviluppare la capacità di argomentazione e, allo stesso tempo, di verificarne il livello nei nostri alunni.
Sembra un normale problema di matematica, ma tanto normale non è, almeno nell’ambito della didattica usuale. Non si chiede “quanti bicchieri” o “quante bottigliette” servono per riempire la vaschetta. Il problema consiste nel dire se si è d’accordo con Giulia, e nello spiegare perché.

Su questo tema affascinante Margherita Motteran, Chiara Laveder e Teresa Zaia, hanno presentato un lavoro realizzato con gli alunni degli istituti comprensivi di Curtarolo e di Codogné in provincia di Padova. Potrete trovare indicazioni preziose ed esempi di risposte dei bambini nella presentazione citata qui sotto.

Per saperne di più

Motteran, Lavader, Zaia. “Dagli esiti delle prove INVALSI di matematica a un percorso didattico per migliorare le competenze argomentative degli studenti”. Progetto svolto in continuità con alunni di quinta primaria e prima secondaria di primo grado. La presentazione a questo link.

 

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