Scuola primaria e prove Invalsi: quali novità?

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Dal 2 settembre ogni scuola può vedere i risultati delle ultime prove svolte lo scorso maggio. Qualche suggerimento per la loro lettura. Di Paolo Mazzoli
 

bambini primaria stranieri bilingui

Dal primo giorno del nuovo anno scolastico 2019-2020 l’INVALSI ha rilasciato a tutte le scuole i risultati ottenuti dagli alunni della scuola primaria che hanno svolto le prove nel maggio 2019. Per l’esattezza si tratta delle prove di Italiano e Matematica svolte il 6 e 7 maggio 2019 e di quella di Inglese, per le sole classi quinte, svolta il 3 maggio.

La novità più rilevante è che la restituzione dei dati quest’anno è avvenuta ancora prima rispetto agli anni precedenti: il 2 settembre, in concomitanza con il frenetico avvio delle attività preparatorie del nuovo anno scolastico.

In molti casi già dal primo Collegio dei docenti il docente referente per la valutazione potrebbe illustrare i dati appena ricevuti e, nei successivi giorni, elaborarne una prima analisi.

Andando nell’area riservata sul sito INVALSI i dirigenti scolastici, e le altre figure autorizzate, hanno accesso al consueto “pacchetto” di tabelle e grafici (da un minimo di 30 a un massimo di 90-100 tabelle, a seconda del numero delle classi e dei plessi).

 

Le novità

La sequenza, e la modalità di rappresentazione, dei dati è la stessa di quella degli anni scorsi, con qualche piccola novità. Ecco, in sintesi, le novità di quest’anno.

 

  • È stata introdotta la sezione “Dati anagrafici” che contiene una tabella che associa il codice di ciascuna classe, riportato su tutte le tabelle INVALSI, alla lettera che indica la sezione. In questo modo è possibile collegare velocemente i risultati di 2ª e 5ª classe alle sezioni che li hanno ottenuti.
  • Le frecce che indicano il confronto tra risultati della scuola e il punteggio medio regionale e nazionale sono state colorate: in verde le frecce che indicano un valore migliore del valore di riferimento, in blu quelle che indicano un valore prossimo a quello di riferimento, in rosso quelle che indicano un valore più basso di quello di riferimento (vedi figura).
  • Nelle tabelle con i risultati di Inglese delle classi 5 sono riportati i valori nazionali (nella casella di intestazione delle due colonne che forniscono la percentuale di alunni che hanno conseguito il livello A1 o il livello pre-A1 (vedi frecce della seconda figura).
  • Si fornisce inoltre l’andamento nel tempo dei risultati complessivi della scuola. Per Italiano e Matematica questo dato era già stato introdotto tre anni fa, per l’Inglese si tratta invece della prima volta. Il dato sull’Inglese è particolarmente significativo perché è ancorato all’andamento della percentuale di alunni che hanno conseguito il livello A1 (o pre-A1); indica dunque il maggiore o minore raggiungimento di uno standard assoluto. La scuola è dunque in grado di verificare se, rispetto allo scorso anno scolastico, è riuscita a far conseguire il livello A1 a una percentuale maggiore, o minore, di alunni, indipendentemente dal confronto con il dato regionale o nazionale.

 

Cosa salta agli occhi (esempio di una singola scuola)

 Proviamo allora a leggere le due figure riportate che si riferiscono a una scuola di una grande città.

Provo a “raccontare” quello che dice la Tabella 1B

La scuola ha 8 classi quinte. Alle prove hanno partecipato il 96,5 % degli alunni. In 4 classi erano presenti tutti gli alunni iscritti. La partecipazione non solo è stata molto alta ma anche molto corretta: il cheating è praticamente zero. Il livello socio-economico di tutte le classi è alto. Due classi vanno meglio della media italiana, mentre una classe va peggio.

Se fossi il dirigente scolastico di questa scuola, la prima cosa che farei è cercare di capire le cause del risultato anomalo dell’ultima classe elencata in tabella.

Passiamo ora alla Tabella 1C, Inglese reading.

Il risultato in Inglese è complessivamente migliore rispetto alla media nazionale. Ci sono però due classi con un punteggio decisamente più basso delle altre classi. C’è però un’importante differenza tra le due. Mentre la quarta classe elencata non ha cheating, l’ultima classe presenta un cheating molto elevato. Quest’ultimo dato merita senz’altro una verifica approfondita.

Resta il fatto che il 93,8% dei ragazzi ha raggiunto il livello A1 che è quello previsto dalli Indicazioni nazionali.

 

Cosa salta agli occhi (dati nazionali)

Allarghiamo ora il discorso a livello nazionale.

Se si scorrono i dati presentati dal responsabile delle prove, Roberto Ricci, alla Conferenza che si è tenuta il 10 luglio alla Camera dei Deputati, si possono fare alcune osservazioni riferibili alla scuola Primaria.

  1. Notiamo anzitutto che, contrariamente a quanto accade negli altri livelli scolastici, in seconda primaria i risultati ottenuti nelle 20 regioni italiane sono abbastanza omogenei. Ad esempio in Italiano se si sommano i risultati percentuali delle fasce 3, 4, 5 e 6, che rappresentano l’area che va dalla “sufficienza” all’eccellenza, andiamo dall’88% dell’Umbria al 75% della provincia di Bolzano. La cosa più sorprendente è che in seconda primaria non si riscontra alcun divario Nord/Sud.
  2. Non così in quinta primaria dove nell’area che comprende le fasce 3, 4, 5 e 6 il quadro è assai più disomogeneo e comincia ad emergere un divario Nord/Sud.
  3. In Inglese i risultati nazionali continuano ed essere abbastanza lusinghieri. C’è poi un’altra buona notizia: nella competenza di comprensione orale (listening) il livello è aumentato rispetto all’anno scorso di circa il 5%. Tuttavia osserviamo un leggero calo nella lettura (reading).
  4. Dobbiamo purtroppo osservare che il sistema presenta alcune elementi di non equità. Osserviamo, ad esempio, in Matematica che soprattutto nelle regioni del Sud e Sud e Isole (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) il risultato degli alunni dipende molto dalla scuola in cui sono iscritti e anche dalla classe in cui capitano. Se si osserva la diapositiva riportata in figura si può vedere che in quinta classe la variabilità tra scuole (che esprime una misura di quanto il risultato dipenda dalla scuola in cui si è stati iscritti) nel Sud pesa per il 30% (colonna rosso intenso) e la variabilità tra le classi pesa circa il 10% (colonna rosa). Estremamente interessante la variabilità relativa ai risultati di Inglese listening che dipende, per il 12% circa, dalla classe in cui si capita, e questo è vero anche al Nord, sia pure in misura inferiore. Questa stretta connessione tra competenza in Inglese e classe frequentata fa pensare a un importante “effetto-insegnante”. Non è difficile immaginare che, in molte scuole, tra i docenti di Inglese ve ne siano alcuni particolarmente efficaci anche grazie a circostanze fortuite come il fatto che siano stati spesso all’estero o che abbiano relazioni frequenti in lingua Inglese.

 

Per saperne di più

I risultati delle prove INVALSI 2019 sono illustrati e documentati nella presentazione di Roberto Ricci scaricabile a questo link.
 

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