Come vengono preparate le prove INVALSI?

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Chi prepara le prove INVALSI? Sulla base di quali criteri? Conosciamo meglio le prove nel dossier speciale preparato da "La Vita Scolastica".

INVALSI

Chi prepara le prove?

Gli autori primi delle domande sono dei docenti, localizzati in tutto il territorio nazionale e preparati attraverso appositi seminari.
Le domande proposte dagli autori-docenti, sulla base dei quadri di riferimento, vengono poi sottoposte ad un’analisi qualitativa dai gruppi degli esperti disciplinari, al fine di selezionare e rivedere quelle da inviare al pretest, sulla base della loro rispondenza alle finalità delle rilevazioni e delle caratteristiche psicometriche che uno strumento di misurazione deve avere.

Le domande selezionate vengono poi testate su campioni di alunni per verificare se sono valide, sulla base di criteri ed elaborazioni statistiche e psicometriche.
Una volta ottenuti una serie di parametri statistici relativi alle caratteristiche e al grado di funzionalità di ciascuna domanda pretestata, gli esperti, sulla base di questi, operano un’ulteriore selezione e compongono i fascicoli delle prove che verranno somministrati l’anno successivo.

Sulla base di quali criteri?

I criteri che si possono individuare nella preparazione delle prove INVALSI sono quattro. Li riporto in sequenza.

  • Standardizzazione

Le prove hanno caratteri di standardizzazione e questo costituisce un criterio di base per la loro costruzione. La standardizzazione richiede tempi lunghi di realizzazione e il rispetto di una procedura articolata e rigorosa.

  • Corrispondenza con le Indicazioni nazionali

L’altro criterio-cardine è l'osservanza degli obiettivi e traguardi previsti dalle Indicazioni nazionali, la cui corrispondenza con gli ambiti di indagine delle prove viene puntualmente descritta nelle Guide alla lettura.

  • Accessibilità

Al fine di fare in modo che le prove risultino mediamente accessibili a tutti si cerca di evitare compiti che richiedano conoscenze specifiche. Ci si orienta piuttosto su compiti cognitivi, rispondenti alle caratteristiche e al grado di sviluppo cognitivo degli alunni delle diverse età.

  • Diversificazione

Un ulteriore criterio è la diversificazione dei livelli di difficoltà delle domande. In questo modo, si vuole che le prove siano in grado di discriminare non solo fra alunni bravi e non bravi, ma anche fra bravi e molto bravi. Per questo nelle prove ci sono anche domande "difficili", che non devono allarmare né essere giudicate fuori misura se nessuno dei nostri alunni sa rispondere. 

Per saperne di più

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