Nuove disposizioni sulle adozioni dei libri di testo

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Il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 ha modificato sostanzialmente le disposizioni vigenti in materia di adozione dei libri di testo.

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Dopo aver previsto, con l’articolo 7 del d.-l. 95/2012 (revisione della spesa pubblica) il processo di dematerializzazione delle procedure amministrative in materia di istruzione, università e ricerca (ad esempio i registri) e dei rapporti con le comunità dei docenti, del personale, studenti e famiglie, il Governo ha introdotto nel testo del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, che contiene misure urgenti per la crescita del Paese, una sezione dedicata all’agenda digitale per l’istruzione, nella quale ha modificato sostanzialmente le disposizioni vigenti in materia di adozione dei libri di testo.

In primo luogo l’articolo 11 del decreto ha disposto, modificando l’articolo 15 del decreto-legge 112/2008, che il collegio dei docenti adotti a decorrere dall'anno scolastico 2013-2014, esclusivamente libri nella versione digitale o mista, costituita da un testo in formato digitale o cartaceo e da contenuti digitali integrativi, accessibili o acquistabili in rete anche in modo disgiunto.

Fonte immagine: http://www.adiconsum.it/aree_tematiche/scuola/?id=132&arg=44

Per le scuole del primo ciclo detto obbligo decorre dall'anno scolastico 2014-2015.
La delibera del collegio dei docenti relativa all'adozione della dotazione libraria è soggetta, per le istituzioni scolastiche statali e limitatamente alla verifica del rispetto del tetto di spesa previsto dal comma 3-bis del medesimo articolo 15, al controllo contabile di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123.
Quest’ultima disposizione impone quindi un controllo preventivo di regolarità amministrativa e contabile, che dovrebbe essere svolto da parte dei revisori dei conti, che costituiscono l’organo di controllo operante presso le istituzioni scolastiche. La delibera, in sostanza, non diverrà operativa prima del visto di regolarità – con riferimento al rispetto del tetto massimo di spesa – da parte dei revisori.

In conseguenza dell'approvazione delle norme innovative in materia, il decreto-legge dispone anche l’abrogazione, dal 1° settembre 2013, dell’articolo 5 del decreto-legge 137/2008, norma che prevede da un lato l’impegno degli editori a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo che per la pubblicazione di eventuali appendici di aggiornamento da rendere separatamente disponibili, e dall’altro il vincolo per le istituzioni scolastiche – salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, connesse con la modifica di ordinamenti scolastici ovvero con la scelta di testi in formato misto o scaricabili da internet – ad adottare i libri di testo nella scuola primaria con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio, e nella scuola secondaria di primo e secondo grado ogni sei anni, a valere per i successivi sei anni.

In conclusione, considerando l’obbligo dei nuovi formati dei testi scolastici, vengono a cadere sia il vincolo dell’invarianza dei contenuti, riguardante gli editori, sia quello dell’adozione pluriennale da parte delle istituzioni scolastiche.

Le scuole, con oneri a loro carico, dovranno assicurare alle famiglie i contenuti digitali dei testi, mentre assicureranno la disponibilità dei supporti tecnologici (segnatamente i tablets) su richiesta delle famiglie e con oneri a carico di queste ultime.

Il provvedimento è in corso di conversione e quindi potrebbe subire delle modifiche. 

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Commenti

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    mariapaola5@alice.it

    22:5, 28 Novembre 2012
    Ma qualcuno del ministero ha mai guardato quali sono le proposte di versione digitale dei libri di testo? Quando va bene (e SE va bene!) è la versione in pdf del libro di testo. Fotocopie proiettate su una LIM, qualche raro intervento del bambino. Quando va male (per esempio per l'inglese) sono tre o quattro giochini, sempre gli stessi e se fai lo stesso gioco più di una volta ti ritrovi a scrivere le stesse quattro paroline ripetute, spesso nello stesso ordine... Questo significa evolvere e migliorare la scuola? Maria Paola