Il dibattito parlamentare sulle note alla primaria: facciamo chiarezza

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Il dibattito parlamentare sulle note alla primaria: facciamo chiarezza

Due domande dei lettori per chiedere approfondimenti e fugare i dubbi sull'abrogazione del Regio Decreto 1297/1928: stante così la situazione dopo il voto al Senato, si creeranno serie difficoltà applicative. Di Paolo Bonanno

grafica bonanno risponde a norma di legge definitivo

Gentile Bonanno,
sono un’insegnante della scuola primaria e sto cercando di documentarmi sugli effetti dell’abolizione del Regio Decreto 26 aprile 1928, n. 1297, ovvero delle note in classe e delle sospensioni alla scuola primaria. Ho capito che il “patto di corresponsabilità” previsto oggi alla scuola secondaria viene esteso anche alla primaria e con esso il “regolamento di disciplina”. In un quadro di autonomia nel mondo della scuola, ogni istituto può dunque autoregolamentare le possibili sanzioni, i richiami o le azioni da intraprendere a livello disciplinare nei confronti degli alunni? Se sì, esiste un quadro normativo di riferimento dentro il quale bisogna restare?

Rita, Campobasso

Ho letto molte informazioni contraddittorie sulla sospensione delle sanzioni alla primaria; quando si parla di abolizione “note” si intende quella sul registro? O anche quella sul diario che vengono inviate alla famiglia? Il Ministro Bussetti ha detto che non è vero e che resta tutto “come da decreto legislativo del 2009 che stabilisce le sanzioni”: a cosa si riferisce?

Lettera firmata

È sempre antipatico dover commentare questioni che ancora non hanno alcun fondamento giuridico ma soltanto lanci di natura mediatica, che danno già per scontate conclusioni di lavori parlamentari che, invece, sono ancora in corso. Aver previsto l’abrogazione degli articoli del Regio Decreto 1297/1928 lascia totalmente scoperta la regolamentazione di questa delicata materia, sia sul piano della determinazione delle sanzioni che delle procedure attraverso le quali giungere alla loro applicazione: soltanto l’estensione dello Statuto degli studenti e delle studentesse (che però non è adeguato nei suoi contenuti agli alunni della scuola primaria) potrebbe dare validità alla sottoscrizione del Patto, in quanto consentirebbe alle istituzioni scolastiche di regolamentare la materia della disciplina degli alunni, che vincola gli studenti ad osservare i doveri sanciti dallo Statuto, in particolare quelli contemplati negli articoli 3 e 4 del D.P.R. 249.

In sostanza i dubbi espressi dai nostri abbonati sono più che legittimi e non possono essere risolti sulla base di quanto l’articolo 7 del disegno di legge in discussione prevede e le dichiarazioni decisamente improprie del Ministro e dei suoi collaboratori (non esiste alcun provvedimento del 2009 che riguardi la disciplina ma casomai la valutazione degli alunni) rischiano di creare soltanto confusione. Se il Senato non interverrà chiarendo il quadro normativo si creeranno serie difficoltà applicative, con il rischio di creare un vuoto che la sola attività regolamentare delle istituzioni scolastiche non potrebbe assolutamente colmare.

Nel dettaglio

Le norme del regio decreto 1297/1928 non sono ancora state abrogate. In attesa dell’approvazione definitiva del disegno di legge volto all’introduzione dell'insegnamento scolastico dell'educazione civica, approvato dalla Camera dei deputati il 2 maggio 2019, e ora all’esame del Senato della Repubblica, cerchiamo di capire quali sarebbero le sue ripercussioni qualora il testo rimanesse invariato. Si prevede un’integrazione del Patto educativo di corresponsabilità, che attualmente è operante solo nella scuola secondaria, estendendolo anche alla scuola primaria. In conseguenza di ciò la nuova norma dispone l’abrogazione delle norme contenute nel regolamento generale sui servizi dell’istruzione elementare in materia di disciplina degli alunni di questo ordine di scuola.

Il decreto del Presidente della Repubblica 249/1998, dispone, all’articolo 5-bis, che contestualmente all'iscrizione alla singola istituzione scolastica, i genitori e gli studenti debbano sottoscrivere un “Patto educativo di corresponsabilità”, finalizzato a definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica autonoma, studenti e famiglie. Questo documento, tuttavia, non prevede assolutamente la definizione delle procedure disciplinari nei confronti degli alunni e la determinazione delle sanzioni ad essi applicabili in caso di violazione dei doveri: esso intende coinvolgere tutti coloro che fanno parte della comunità scolastica affinché operino nel rispetto di determinati principi e disposizioni che regolano la vita di tale comunità ma altri sono gli strumenti normativi che hanno il compito di determinare diritti, doveri e sanzioni in caso di violazione dei doveri.

Il sistema che è stato definito dal decreto 249/1998, che ha istituito lo Statuto degli studenti e delle studentesse, demanda ai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche il compito di individuare i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati dall'articolo 3 dello Statuto e di stabilire le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento. È, quindi, il regolamento di ciascuna istituzione scolastica che deve disciplinare la materia, sulla base dei principi contenuti nell’articolo 4 del d.P.R. 249. La mera estensione alla scuola primaria del Patto di corresponsabilità non può, pertanto, avere alcun effetto per quanto riguarda la definizione del sistema disciplinare nei confronti degli alunni di questo ordine di scuola in carenza della individuazione dei loro specifici diritti e doveri e del sistema sanzionatorio legato alla violazione dei doveri. Tra l’altro sarebbe interessante capire come potrebbero essere coinvolti nella sottoscrizione del Patto bambini di età dai 6 ai 10 anni!

Scrivimi e chiarirò i tuoi dubbi

Avresti piacere ad avere una risposta chiara alle tue perplessità come questo insegnante? Basta scrivere una mail a vitascol@giunti.it o scuolainfanzia@giunti.it mettendo nell'oggetto "Rubrica A Norma di Legge" indicando la propria domanda (massimo 400 battute per essere presa in considerazione) da porre. Nel giro di alcuni giorni ti sarà data risposta sulla mia pagina blog dedicata.

Il servizio è riservato agli abbonati. Assieme alla domanda, nella richiesta per mail, è dunque necessario inserire anche il codice di abbonamento alle riviste La Vita Scolastica e Scuola dell'Infanzia.

Onde evitare spiacevoli equivoci, porrò dei limiti relativi alle richieste sul tema della previdenza: niente calcoli individuali, ma solo chiarimenti sulla normativa pensionistica, per non creare inutili aspettative in chi segue il blog.

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