Contratto scuola: norme disciplinari e trattamento economico

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [1PCR91Q2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [HDZE8UKF] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [RRFUAAQ9] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Le norme disciplinari per il personale docente, le misure di carattere economico, il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, le ferie: questi e altri temi nel nuovo contratto scuola. Di Paolo Bonanno.

gruppo classe primaria lavoro scrittura maestra

Le norme disciplinari per il personale docente

La delicatezza della materia, da sempre collegata con il rispetto della libertà di insegnamento, ha indotto le parti a rinviare ad un ulteriore e specifica sessione negoziale la definitiva regolamentazione del sistema disciplinare riguardante il personale docente. L’impegno è di giungere a tale definizione entro il mese di luglio e, anche sulla spinta di fatti di cronaca di particolare gravità che hanno evidenziato, purtroppo, delle criticità nei comportamenti di alcuni docenti, dovrà prevedere la sanzione del licenziamento in caso di accertamento di atti, comportamenti o molestie a carattere sessuale, riguardanti studentesse o studenti affidati alla vigilanza del personale, e ciò anche nel caso in cui non sussista la gravità o la reiterazione, dei comportamenti. Tale sanzione dovrà essere applicata anche laddove attraverso il rilascio di dichiarazioni false e mendaci, sia stato conseguito un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale (sembra evidente il riferimento all’abuso dell’utilizzo delle precedenze legate all’applicazione della legge 104/1992, che consente di avere priorità nell’assegnazione della sede di servizio a chi assista un congiunto in situazione di grave disabilità).

Un’ulteriore e specifica sanzione dovrà essere individuata per punire condotte e comportamenti non coerenti, anche nell’uso dei canali sociali informatici, con le finalità della comunità educante, nei rapporti con gli studenti e le studentesse. Anche in questo caso si tratterà di determinare quegli abusi nell’utilizzazione degli strumenti tecnologici che provochino una distorsione nel rapporto tra docenti e alunni.

Il CCNL ha comunque riaffermato l’attuale applicabilità di quanto già stabilito dal in materia disciplinare dal decreto legislativo n. 297 del 1994, e ha inteso anticipare, modificando e integrando l’articolo 498, comma 1, del decreto, le fattispecie che consentono l’applicazione della sanzione della destituzione. Tale sanzione, quindi, nell’attesa della definizione del sistema disciplinare regolato dal contratto, si applicherà, pertanto, nel caso di atti e comportamenti o molestie a carattere sessuale che riguardino gli studenti affidati alla vigilanza del personale, anche ove non sussista la gravità o la reiterazione e nel caso di dichiarazioni false e mendaci che abbiano l’effetto di far conseguire, al personale che le ha rese, un vantaggio nelle procedure di mobilità territoriale o professionale.

Forse il contratto si è spinto in questo caso oltre i limiti consentiti: infatti ha previsto la modifica di una norma di legge che, in realtà, potrebbe essere effettuata soltanto da altra norma di pari grado. Il limitato periodo transitorio tra la stipula definitiva del CCNL e la conclusione di questa specifica sessione contrattuale dovrebbe evitare l’insorgere di conflitti legati all’applicazione concreta delle disposizioni durante tale periodo.

Le misure di carattere economico

Su questa parte del contratto mi limito a descrivere quanto stabilito dalle parti, senza addentrarmi in difficili analisi di politica sindacale. Non c’è dubbio che dopo lunghi anni di blocco delle retribuzioni le soluzioni raggiunte possono sembrare inadeguate, ma non si può prescindere dallo stretto legame esistente tra i limiti del bilancio dello Stato e la possibilità di investire risorse in questo campo. Una cosa è comunque certa: si è finalmente riavviato un percorso che prende in considerazione la necessità di un serio investimento anche sul personale della scuola. Sarà compito del prossimo Governo proseguire su questa strada, in occasione del rinnovo contrattuale che è ormai prossimo, in quanto il CCNL di cui stiamo parlando è ormai in scadenza.

• Il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa

Ciò che appare comunque rilevante sotto il profilo economico è la creazione dall’anno scolastico 2018/2019, di un unico fondo, denominato “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa”, nel quale confluiranno risorse che avevano una loro individuazione autonoma e che da adesso costituiranno il complesso indistinto delle risorse disponibili. Il CCNL le elenca all’articolo 40:

a) il Fondo per l’Istituzione Scolastica;
b) le risorse destinate ai compensi per le ore eccedenti del personale insegnante di educazione fisica nell’avviamento alla pratica sportiva;
c) le risorse destinate alle funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa;
d) le risorse destinate agli incarichi specifici del personale ATA;
e) le risorse destinate alle misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica;
f) le risorse destinate alle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti.

Nel nuovo Fondo confluiranno anche, sempre dall’anno scolastico 2018-2019, la risorse indicate nell’articolo 1, comma 126, delle legge 13 luglio 2015, n. 107 (il famoso (e contestato!) fondo per la valorizzazione del merito): rimarrà ferma la loro finalizzazione a favore della valorizzazione del personale docente ma i criteri per la determinazione dei compensi saranno definiti in sede di contrattazione integrativa di istituto e non più lasciati alla determinazione del Comitato di valutazione, come era previsto dalla legge.

Anche le risorse stanziate ai sensi dell’art. 1, comma 592 della legge di bilancio per il 2018, confluiranno nel nuovo fondo, nel rispetto, comunque, dei criteri di indirizzo di cui al comma 593 della medesima legge, e cioè la valorizzazione dell'impegno in attività di formazione, ricerca e sperimentazione didattica e la valorizzazione del contributo alla diffusione nelle istituzioni scolastiche di modelli per una didattica per lo sviluppo delle competenze.

Il fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, così ridefinito, resta comunque finalizzato a remunerare il personale per le seguenti finalità:

• quelle già previste per il Fondo per l’Istituzione scolastica dall’art. 88 del CCNL del 29 novembre 2007;
• per l’erogazione dei compensi per le ore eccedenti del personale insegnante di educazione fisica nell’avviamento alla pratica sportiva;
• per corrispondere i compensi relativi allo svolgimento delle funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa e degli incarichi specifici del personale ATA, nonché per le misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica
• per erogare i compensi per l’effettuazione delle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti;
• per la valorizzazione, come detto, del merito dei docenti;
• per soddisfare le finalità di cui all’art 1, comma 593 della legge n. 205/2017, già descritte in precedenza.

Sarà uno specifico contratto collettivo integrativo nazionale, stipulato, di norma, con cadenza triennale, ad individuare criteri di riparto che assicurino l’utilizzo integrale delle risorse disponibili in ciascun anno scolastico, ivi incluse quelle eventualmente non assegnate negli anni scolastici precedenti. Tale contratto definirà, altresì, i criteri di riparto del fondo tra le singole istituzioni scolastiche ed educative, sulla base di specifici parametri.

Disposizioni speciali per la Sezione Scuola

Il CCNL è intervenuto, infine, su alcuni particolari argomenti che sono stati oggetto di dubbi e controversie negli ultimi anni.

• Contratti a tempo determinato

Si stabilisce all’articolo 41 che i contratti a tempo determinato del personale della scuola devono recare in ogni caso il termine finale. Non sarà, quindi, più consentita la stipula di contratti che prevedano, ad esempio, la formula “fino all’individuazione dell’avente diritto”. Inoltre si precisa che tra le cause di risoluzione dei contratti a tempo determinato vi sarà anche l’individuazione di un nuovo avente titolo a seguito dell’intervenuta approvazione di nuove graduatorie (evento causato, purtroppo, dal cronico ritardo nella predisposizione della graduatorie per il conferimento delle supplenze!).

• Ferie

Negli ultimi anni alcune disposizioni di legge sono intervenute in materia di corresponsione di compensi sostitutivi da corrispondere in caso di mancata fruizione delle ferie. La norma contenuta nel comma 15 dell’articolo 13 del precedente CCNL stabiliva che all'atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non fossero state fruite, si dovesse procedere al pagamento sostitutivo delle stesse, sia per il personale a tempo determinato che indeterminato. L’articolo 41 del nuovo CCNL prevede ora che le ferie maturate e non godute per esigenze di servizio sono monetizzabili solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, nei limiti delle vigenti norme di legge e delle relative disposizioni applicative. Devo dire che non sono mai d’accordo con la formulazione di norme contrattuali che per la loro applicazione prevedano un rinvio generico a diverse disposizioni, di legge o di regolamento: in questo modo si rende difficile l’individuazione della effettiva regolamentazione della materia, soprattutto quando si siano stratificate norme – come è avvenuto in questo caso – in parte confuse e in contrasto tra di loro. Su questo argomento mi riservo di tornare a tempo debito con un opportuno approfondimento.

• Attribuzioni del personale ATA

Il CCNL ha introdotto una rilevante integrazione delle disposizioni che disciplinano le modalità di prestazione dell’orario del personale ATA. In particolare nel primo capoverso del comma 1 dell’articolo 53 del CCNL del 29 novembre 2007, viene precisato che il personale ATA, individuato dal dirigente scolastico anche sulla base delle proposte formulate in uno specifico incontro nel corso del quale il DSGA formula una proposta di piano delle attività, parteciperà ai lavori delle commissioni o dei comitati per le visite ed i viaggi di istruzione, per l’assistenza agli alunni con disabilità, per la sicurezza, nonché all'elaborazione del PEI. In quest’ultimo caso la partecipazione è prevista in quanto l'articolo 7, comma 2, lettera a), del D.lgs. n. 66 del 2017, che contiene le Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, dispone che il PEI sia elaborato anche con la partecipazione delle figure professionali specifiche interne ed esterne all'istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con la bambina o il bambino, l'alunna o l'alunno, la studentessa o lo studente con disabilità.
 

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola