Contratto scuola: assemblee sindacali, recupero lezioni e altro ancora, le novità

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Contratto scuola: assemblee sindacali, recupero lezioni e altro ancora, le novità

Assemblee sindacali, comunità educante, attività e profilo professionale docente, riduzione dell’ora di lezione, attività di potenziamento dell’offerta formativa, attività organizzative... Ecco cosa dice ilnuovo contratto scuola. Di Paolo Bonanno. 

Formazione docenti

Le assemblee sindacali

La disciplina di questo importante diritto del personale in servizio presso le istituzioni scolastiche rimane sostanzialmente invariata. Si devono segnalare soltanto due integrazioni delle norme già contenute nel precedente contratto di lavoro: la dichiarazione individuale di partecipazione, che deve essere espressa in forma scritta da parte del personale in servizio nell'orario dell'assemblea, dovrà essere rilasciata con un preavviso di 48 ore dalla data dell’assemblea; inoltre il divieto di svolgimento delle assemblee sindacali in ore concomitanti con lo svolgimento degli esami e degli scrutini finali viene esteso anche ai periodi concomitanti con le operazioni che costituiscono il prerequisito per tale svolgimento.

Comunità educante

Il CCNL si avventura, con l’articolo 24, in un campo abbastanza spinoso. Certamente si tratta di un tentativo forte delle parti che hanno sottoscritto il contratto: richiamare la necessità che i soggetti che agiscono all’interno e nei dintorni della scuola si riconoscano in una finalità comune, operando ciascuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, richiamandosi ai princìpi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia dell’ONU del 1989, e ai princìpi generali dell’ordinamento italiano.

I soggetti che compongono la comunità educante sono individuati nel dirigente scolastico, nel personale docente ed educativo, nel DSGA e nel personale amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché nelle famiglie, negli alunni e negli studenti che partecipano alla comunità nell’ambito degli organi collegiali previsti dal d.lgs. n. 297/1994.

È una dichiarazione di intenti che, in una situazione che vede una seria rottura di equilibri nei rapporti tra la scuola e il contesto sociale, almeno tenta di indicare una strada di ricomposizione del tessuto entro il quale deve operare l’istituzione scolastica e tutto il personale che ne rende ancora possibile un funzionamento difficoltoso ma ancora dignitoso. Viene confermata la rilevanza degli organi collegiali della scuola; tuttavia non si intravede ancora un indirizzo preciso verso una loro nuova valorizzazione, che superi l’offuscamento della loro funzione derivante da alcune scelte legislative (prima di tutto la legge 107/2015). Non è certo compito del contratto di lavoro, ma sarebbe stato importante, a mio parere, andare oltre una mera citazione normativa, ricordando quanto prescritto dall’articolo 3 del d.l.vo 297/1994 (che riporta il testo dell’articolo 1 del d.P.R. 416/1974), secondo il quale “al fine di realizzare, nel rispetto degli ordinamenti della scuola dello Stato e delle competenze e delle responsabilità proprie del personale ispettivo, direttivo e docente, la partecipazione alla gestione della scuola dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica, sono istituiti, a livello di circolo, di istituto, distrettuale, provinciale e nazionale, gli organi collegiali di cui al titolo 1.”

Area docenti

Nel confermare quanto già previsto dal precedente CCNL (art. 25) circa la composizione dell’area docenti, che comprende, quindi, il personale docente ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, suddivisi in docenti della scuola dell’infanzia, docenti della scuola primaria, docenti della scuola secondaria di 1° grado, insegnanti tecnico-pratici e docenti della scuola secondaria di 2° grado nonché personale educativo dei convitti e degli educandati femminili, il nuovo contratto richiama in parte le innovazione introdotte dalla legge 107/2015: i docenti in servizio in ciascuna istituzione scolastica – precisa all’articolo 26 – appartengono al relativo organico dell’autonomia e concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa tramite attività individuali e collegiali: di insegnamento; di potenziamento; di sostegno; di progettazione; di ricerca; di coordinamento didattico e organizzativo.

Profilo professionale docente

Viene confermato il contenuto del ‘articolo 27 del precedente CCNL con una sola ma importante specificazione: del profilo professionale fanno parte anche le competenze relative alle attività di orientamento, sempre più rilevanti nell’ottica della realizzazione delle finalità delle scuola pubblica.

Attività dei docenti

L’orario relativo allo svolgimento dell’attività di insegnamento viene confermato espressamente dall’articolo 28 del nuovo CCNL (che casualmente coincide con l’articolo 28 del CCNL 29/11/2007!), con una precisazione: tale orario può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa o per quelle organizzative, di cui parlerò tra breve, ferma restando la prioritaria copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici. Cambia invece la previsione – già contenuta, ma solo per la scuola primaria, nel precedente contratto – dell’utilizzazione in supplenze delle eventuali ore non programmate nel PTOF: innanzitutto viene riferita anche ai docenti della scuola secondaria e inoltre si ridefinisce la durata del periodo massimo di supplenza che passa da cinque a dieci giorni.

La riduzione dell’ora di lezione

Qualunque riduzione della durata dell’unità oraria di lezione, precisa sempre l’articolo 28 del nuovo CCNL, ne comporta il recupero, prioritariamente in favore dei medesimi alunni nell’ambito delle attività didattiche programmate dall’istituzione scolastica. Sarà il collegio dei docenti, con una specifica delibera, a stabilire le modalità di effettuazione del recupero delle eventuali riduzioni orarie. Rimane comunque espressamente mantenuto quanto previsto dall’articolo 28, comma 8, del CCNL del 29 novembre 2007: nel caso di riduzione dell'ora di lezione determinata da cause di forza maggiore, per motivi estranei alla didattica, la materia resta regolata da alcune circolari ministeriali (la n. 243 del 22 settembre 1979 e la n. 192 del 3 luglio 1980) nonché dalle ulteriori circolari in materia che nel corso degli anni le hanno confermate, e che riguardano essenzialmente i problemi legati al fenomeno della pendolarità degli alunni.

Le attività di potenziamento dell’offerta formativa e le attività organizzative

Come ricordato in precedenza, una parte dell’orario di insegnamento può essere utilizzato per lo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa o per quelle organizzative. Sempre l’articolo 28 del nuovo CCNL definisce i contenuti che possono assumere tali attività: il potenziamento dell’offerta formativa, precisa il comma 3, comprende, le attività di istruzione, orientamento, formazione, inclusione scolastica, diritto allo studio, coordinamento, ricerca e progettazione previste dal piano triennale dell’offerta formativa, che risultino ulteriori rispetto a quelle occorrenti per assicurare la realizzazione degli ordinamenti scolastici. Questo in riferimento all’esigenza di attuazione degli obiettivi indicati dall’articolo 1, comma 7, della legge 13 luglio 2015, n. 107. Le predette attività sono retribuite, purché autorizzate, quando risultano eccedenti quelle funzionali e non ricomprese nell’orario di insegnamento. Rimane comunque fermo quanto previsto dall’articolo 29 del CCNL 29/11/2007, e cioè la determinazione e la quantificazione delle cosiddette “attività funzionali”, ben conosciute ormai dai collegi dei docenti.

Per quanto riguarda le attività organizzative, per svolgere le quali, come detto, possono essere utilizzate le ore stabilite per l’attività di insegnamento, il comma 4 rinvia per la loro individuazione a due norme di legge, e cioè l’articolo 25, comma 5, del d.lgs. 165 del 2001, e l’articolo 1, comma 83, della legge n. 107 del 2015.

In realtà le parti avrebbero potuto tradurre in norma contrattuale (con maggior chiarezza, quindi, in termini applicativi) i contenuti di queste norme di legge, che si riferiscono entrambe alla facoltà del dirigente scolastico di avvalersi di docenti da lui individuati, da un lato per lo svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative, e dall’altro, nel limite massimo del 10 per cento degli appartenenti all'organico dell'autonomia, per essere coadiuvato in attività di supporto organizzativo e didattico dell'istituzione scolastica.

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