Concorso dirigenti, ecco il bando

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Domande dal 29 novembre al 29 dicembre 2017: la prova preselettiva, il numero di posti, i requisiti di ammissione... e qualche perplessità. Di Paolo Bonanno. 

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Avevo già illustrato in precedenza il regolamento che ridefiniva, sulla base della nuova disciplina contenuta nel rinnovato articolo 29 del decreto legislativo 165/2001, le modalità di assunzione dei dirigenti scolastici nella scuola statale. Ora, in occasione della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale concorsi del bando che avvia procedura concorsuale, riprendo il discorso, soprattutto per fornire alcune notizie pratiche e precisazioni che riguardano tutti coloro che si vorranno cimentare in questa non semplice avventura.

La presentazione online delle domande di partecipazione

Innanzitutto le prime indicazioni di carattere burocratico: le domande per la partecipazione al corso concorso si potranno presentare nel periodo dal 29 novembre al 29 dicembre 2017. Tuttavia la procedura concorsuale avrà effettivo inizio alcuni mesi dopo in quanto si dovrà attendere il riscontro del numero delle istanze presentate per verificare se sarà necessario procedere allo svolgimento della prova preselettiva che, lo ricordo, si attiverà in presenza di un numero di candidati superiore a tre volte il numero dei posti disponibili a livello nazionale

Da ricordare: il personale docente ed educativo che intende partecipare alla procedura concorsuale deve produrre l’apposita istanza esclusivamente attraverso il sistema POLIS, come previsto dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Le istanze presentate con modalità diverse non saranno prese in considerazione. Attenzione anche all’orario di inizio e termine della presentazione: i candidati, infatti, avranno tempo 30 giorni per presentare l’istanza tramite POLIS, e la relativa funzione sarà disponibile dalle ore 9,00 del 29 novembre 2017 fino alle ore 14,00 del 29 dicembre 2017.

Le modalità e i contenuti della prova preselettiva

L’articolo 6 del bando prevede che il calendario della eventuale prova preselettiva, comprensivo del giorno e dell’ora di svolgimento sarà reso noto con avviso da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, e sul sito internet del Ministero. Ciò in quanto lo svolgimento di tale prova è legata alla definizione dei 100 quiz che saranno oggetto della stessa e che saranno estratti da una banca dati resa nota tramite pubblicazione sul sito del Ministero almeno 20 giorni prima dell’avvio della prova stessa. Nell’avviso sarà data anche comunicazione in merito alla pubblicazione dell’archivio da cui saranno estratti i quesiti e la pubblicazione di tale avviso avrà valore di notifica a tutti gli effetti: attenzione, quindi, perché in ogni caso non vi saranno comunicazioni individuali.

L’elenco delle sedi della prova preselettiva con la loro esatta ubicazione, con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti, ove possibile, per esigenze organizzative, nella regione di residenza in ordine alfabetico, e le ulteriori istruzioni operative, sarà comunicato almeno 15 giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato sul sito internet del Ministero. Anche in questo caso viene precisato che tale pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti. Vale, quindi, il medesimo richiamo alla necessità di prestare la massima attenzione

Qualora la prova preselettiva dovesse essere effettuata, essa consisterà, come detto, in un test articolato in cento quesiti a risposta multipla che saranno ripartiti come segue per ciascun argomento:

  • 15 domande riguardanti la normativa riferita al sistema educativo di istruzione e di formazione e agli ordinamenti degli studi in Italia con particolare attenzione ai processi di riforma in atto;
  • 15 domande sulle modalità di conduzione delle organizzazioni complesse, con particolare riferimento alla realtà delle istituzioni scolastiche ed educative statali;
  • 15 domande sui processi di programmazione, gestione e valutazione delle istituzioni scolastiche, con particolare riferimento alla predisposizione e gestione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, all’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione e del Piano di Miglioramento, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e in rapporto alle esigenze formative del territorio;
  • 10 domande riguardanti l’organizzazione degli ambienti di apprendimento, con particolare riferimento all’inclusione scolastica, all’innovazione digitale e ai processi di innovazione nella didattica;
  • 10 domande sull’organizzazione del lavoro e gestione del personale, con particolare riferimento alla realtà del personale scolastico;
  • 10 domande in materia di valutazione ed autovalutazione del personale, degli apprendimenti e dei sistemi e dei processi scolastici;
  • 10 domande riguardanti elementi di diritto civile e amministrativo, con particolare riferimento alle obbligazioni giuridiche e alle responsabilità tipiche del dirigente scolastico, nonché di diritto penale con particolare riferimento ai delitti contro la Pubblica Amministrazione e in danno di minorenni;
  • 10 domande sulla contabilità di Stato, con particolare riferimento alla programmazione e gestione finanziaria presso le istituzioni scolastiche ed educative statali e relative aziende speciali;
  • 5 domande sui sistemi educativi dei Paesi dell’Unione Europea.

I requisiti di ammissione

Rispetto a quanto stabilito dal regolamento, i cui contenuti avevo a suo tempo illustrati, il bando contiene alcune precisazioni in merito ai titoli di studio utili per l’ammissione al corso concorso.

Dopo aver specificato, infatti, che possono essere ammessi i docenti in possesso del diploma di laurea magistrale, specialistica ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica ovvero di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore, con una nota all’articolo 3 del bando, si chiarisce il valore di alcuni titoli di studio rispetto ai quali già erano sorti problemi in ordine all’ammissibilità come titoli utili.

In particolare viene precisato che ai sensi della legge 18 giugno 2002, n. 136 il diploma ISEF equivale a laurea triennale e non già quadriennale, magistrale o equivalente. Pertanto per la partecipazione al concorso è necessario che coloro che abbiano conseguito il diploma di laurea in scienze motorie debbano aver conseguito anche un’apposita laurea specialistica. Analogamente, il titolo di Baccalaureato rilasciato da una Università pontificia non può essere considerato quale titolo di accesso non essendo equivalente ad un diploma universitario. Infine, nemmeno il Magistero in Scienze religiose può consentire l’accesso alla procedura concorsuale in quanto è da ritenersi applicabile la disciplina contenuta nella legge 11 luglio 2002, n. 148, che demanda alla competenza delle Università e degli Istituti di istruzione universitaria (art. 2) nonché delle amministrazioni statali (art. 5) la facoltà di riconoscimento dei cicli e dei periodi di studi svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri.

Perplessità confermate

Nel mio precedente intervento avevo sollevato alcune perplessità interpretative in merito all’individuazione dei requisiti di accesso, soprattutto con riferimento alla necessità per coloro che ne siano in possesso di trovarsi in servizio all’atto della presentazione dell’istanza di partecipazione al corso concorso. Il bando non fornisce nessun chiarimento esplicito in ordine a questo dubbio: implicitamente, richiedendo, all’articolo 4, comma 6, lettera n), che il candidato dichiari la sede e istituto di titolarità e di servizio, sembrerebbe risolvere la questione nel senso di ritenere ammissibili soltanto le domande presentate da personale attualmente ed effettivamente in servizio. Personalmente continuo a nutrire il dubbio già espresso in precedenza: dal regolamento infatti non si desume alcuna necessità di questo genere, richiedendosi soltanto, al fine dell’ammissione, il possesso dei requisiti espressamente indicati e non la condizione della presenza in servizio. Per maggior chiarezza sarebbe stato opportuna una specificazione in merito, che avrebbe disinnescato una sia pur marginale possibilità di controversie giurisdizionali.

Il numero di posti messi a bando

Per quanto riguarda il numero dei posti messi a concorso il bando indica in 2.425 i posti banditi, che corrispondono ai posti vacanti nell’anno scolastico in corso, più quelli che si renderanno liberi a seguito dei pensionamenti previsti per gli anni scolastici 2018-2019, 2019-2020 e 2020-2021. Da questi sono stati detratti i posti che si possono coprire con le graduatorie già esistenti e non ancora esaurite nonché quelli riferibili a scuole sottodimensionate, e cioè con un numero di alunni inferiore a 600 (da 300 a 400 per le scuole di montagna e piccole isole), alle quali non è consentito attribuire la titolarità di un dirigente. Pertanto se il numero dei candidati risulterà superiore a 7.275 (tre volte il numero dei posti disponibili) si renderà necessario, come detto, ricorrere alla prova preselettiva. 

Per saperne di più

Guarda l'infografica 

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