La carta elettronica del docente secondo il MIUR

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Il MIUR ha pubblicato una serie di Faq sulla carta elettronica del docente. Che cosa si può acquistare e che cosa no? Qualche chiarimento utile e qualche dubbio.  

Carta elettronica del docente

L’utilizzazione della Carta del docente (e per quest’anno scolastico dei 500 euro corrisposti con una erogazione speciale in attesa della predisposizione e della consegna della carta elettronica) è finalizzata alla realizzazione di obiettivi di formazione permanente del personale. Per dare indicazioni più chiare su quanto può essere acquistato, in beni e servizi, con la predetta somma, il MIUR ha pubblicato sul suo sito istituzionale una serie di risposte simulate (cosiddette Faq) ai dubbi più ricorrenti. Vediamo, quindi, quali sono, secondo il Ministero dell’istruzione, le corrette modalità di uso del “bonus”.

Acquisto di libri e di testi vari

L'acquisto di libri, pubblicazioni e riviste, anche in formato digitale, non deve essere necessariamente attinente alla disciplina insegnata. La legge 107/2015 (art. 1, comma 7)  riconosce come fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità. Libertà di scelta, quindi, anche se deve esistere sempre l’attinenza ad una finalità di “aggiornamento professionale” (dalla domanda e dalla relativa risposta sembra che un buon romanzo possa essere acquistato, per esempio, da un docente di matematica: anche se si tratta del Codice da Vinci di Dan Brown?).

Acquisto di hardware e software

Supporti elettronici e programmi o applicazioni: sono tutti acquistabili con la somma messa a disposizione dalla legge 107? Secondo le risposte pubblicate dal MIUR personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, tablet rientrano nella categoria degli strumenti informatici che sostengono la formazione continua dei docenti, finalità specifica della Carta del docente, e quindi possono rientrare nell’ambito degli strumenti accessibili e certificabili. Così come vi rientrano tutti i programmi e le applicazioni destinati alle specifiche esigenze formative di un docente, come ad esempio programmi che permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura e di calcolo. Guai, però, se si intende acquistare uno smartphone! Il suo uso prevalente – secondo il Ministero – è quello della comunicazione elettronica e quindi… niente da fare! E neppure rientrano tra i possibili impieghi le componenti parziali dei dispositivi elettronici, come toner, cartucce, stampanti, pennette USB e videocamere.
Ma la formazione si fa acquistando uno strumento elettronico o attraverso il suo uso!? Personalmente, per esempio, uso moltissimo i supporti USB, che mi consentono di utilizzare su qualsiasi macchina quanto memorizzato da ricerche su Internet, dando il massimo della flessibilità alla mia possibilità di studio e approfondimento. Così come lo smartphone costituisce un utilissimo e rapido strumento di accesso alla rete e, quindi, alle informazioni utili all’attività lavorativa. Posso dubitare, quindi, della correttezza dell’interpretazione che il MIUR suggerisce attraverso le sue Faq?
Non rientra neppure tra i servizi acquistabili mediante la Carta l’abbonamento per una linea ADSL. Tale tecnologia, infatti, è finalizzata alla trasmissione dati utilizzata per l'accesso alla rete Internet. Non è quindi un software – avverte il MIUR – destinato alle specifiche esigenze formative di un docente, così come non vi rientrano il pagamento del canone RAI o la Pay tv. Ribadisco i miei dubbi: posso acquistare un tablet, ma non la tecnologia che gli consente di connettersi alla rete? E quindi non posso neppure attivare se non di tasca mia una scheda per utilizzare al meglio lo strumento?

Attività di formazione

La legge 107 prevede che la Carta del Docente possa essere usata per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale.

Enti accreditati
Gli enti accreditatati per la formazione del personale docente possono essere individuati attraverso l'apposito elenco è consultabile sul sito internet del MIUR. È anche possibile utilizzare la carta per seguire corsi on-line, purché, avverte il MIUR, siano svolti da università, consorzi universitari e interuniversitari, Indire, Istituti pubblici di ricerca o altri enti accreditati dal Ministero, come previsto dall'art.1 comma 2 della Direttiva 90/2003. Dal momento che tale direttiva considera le Università, i Consorzi universitari e interuniversitari e gli Istituti pubblici di ricerca "Soggetti di per sé qualificati per la formazione del personale della scuola" (art. 1, comma 2) è possibile utilizzare il bonus o parte di esso per seguire un corso di laurea o un master universitario, o corsi universitari, anche destinato specificamente alla formazione degli insegnanti, purché, in questo caso, sia inerente al profilo professionale del docente interessato.

Lingue straniere
Il bonus può essere utilizzato anche per seguire all'estero un corso per lo studio di una lingua straniera, purché il corso venga erogato da uno dei soggetti di per sé qualificati per la formazione nella scuola, ovvero dagli "Enti culturali rappresentanti i Paesi membri dell'Unione Europea, le cui lingue siano incluse nei curricoli scolastici italiani", sempre secondo quanto prescritto dalla Direttiva 90/2003. È possibile anche sostenere l'esame di certificazione di una lingua straniera, a condizione che l'esame sia promosso da uno degli Enti certificatori delle competenze in lingua straniera del personale scolastico, il cui elenco è rintracciabile sul sito del MIUR.

Corsi organizzati dalle scuole
Con la Carta del Docente è possibile seguire un corso di formazione organizzato dalla scuola ove il docente presta servizio o da altre scuole, purché risulti coerente "con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione" (legge 107/2015, art. 1, comma 121). Anche le istituzioni scolastiche, infatti, si possono proporre come soggetti che offrono formazione, purché siano in possesso di specifiche competenze e di adeguate infrastrutture.

Sperimentazioni didattiche
Anche l'impiego diretto del bonus o di parte di esso per la sperimentazione didattica rientra nell'organizzazione delle "attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione". Il docente, quindi, può “investire” il proprio “bonus” nell'acquisto di strumentazioni elettroniche digitali che migliorino la sperimentazione didattica multimediale della scuola ove presta servizio, come per esempio una LIM, o la sperimentazione didattica in generale, come ad esempio libri, riviste o materiale didattico per la biblioteca scolastica.
Il docente può anche contribuire con una parte o con l'intero bonus alla realizzazione di un corso insieme ad altri docenti esterno al piano di formazione della scuola di servizio. Ciò in quanto deve essere valorizzata la formazione professionale del docente, non solo in rapporto al piano dell'offerta formativa della singola scuola, ma anche in riferimento a competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità, anche se tutto questo sarà specificamente individuato nel piano triennale per la formazione, che sarà predisposto successivamente.

Cinema, teatro e altro...

Le rappresentazioni cinematografiche, l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo non devono essere necessariamente attinenti alla disciplina insegnata, in quanto la formazione professionale del docente riguarda competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali, non riconducibili a una sola e specifica professionalità. Potranno, però, essere rimborsati solo i biglietti per le "rappresentazioni teatrali e cinematografiche" e quelli per "l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo", mentre non è possibile certificare l'acquisto di titoli di viaggio per la partecipazione a eventi o per viaggi culturali: si può assistere ad uno spettacolo in altra città acquistando e certificando il biglietto di ingresso, ma il viaggio è a carico del docente.

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