Educazione civica, ecco la situazione

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Le decisioni del Miur, lo stop del Consiglio superiore, la redazione delle Linee guida. Di Paolo Bonanno

Costituzione

La legge 20 agosto 2019, n. 92 ha introdotto nelle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione l’insegnamento trasversale dell’educazione civica, ma, a causa del ritardo della sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, essa è entrata in vigore il 5 settembre 2019, e quindi ad anno scolastico già iniziato.

Poiché, secondo quanto disposto dall’articolo 2, comma 1, della legge, tale insegnamento è istituito a decorrere dal 1° settembre del primo anno scolastico successivo all'entrata in vigore della legge stessa, la conseguenza giuridica è stata l’impossibilità di avviare la sua realizzazione fin dall’anno scolastico in corso.

Il ministro Bussetti, prima del cambiamento del Governo, al fine di anticipare comunque gli effetti della legge 92, aveva proposto uno schema di decreto relativo alla sperimentazione nazionale dell’insegnamento fin dall’a.s. 2019-2020, chiedendo in proposito il parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione.

Il Consiglio, chiamato quindi a pronunciarsi sulla proposta dell’ex ministro dell’istruzione, nella seduta dell’11 settembre scorso, ha espresso parere negativo sull’avvio della sperimentazione, rilevando alcune carenze del provvedimento sottoposto al parere.

Perché lo stop del Consiglio

In particolare ha ritenuto che mancassero

- l’individuazione chiara della platea delle istituzioni scolastiche potenzialmente coinvolte nell’eventuale sperimentazione e le modalità della loro adesione; 

- una precisa durata del progetto sperimentale proposto; 

- l’indicazione degli “obiettivi” che dovrebbero caratterizzare la sperimentazione né le finalità e i risultati attesi; 

- una precisa valutazione dei risultati della sperimentazione, mancando ogni riferimento ai soggetti, alle modalità e ai tempi con cui si intendeva procedere.

Inoltre ad avviso del Consiglio la sperimentazione, sia pure caratterizzata da un’adesione volontaria, non sarebbe oggi praticabile in quanto comporterebbe una serie di adempimenti sul piano organizzativo e didattico di difficile attuazione e tali da compromettere la qualità ed il significato della sperimentazione stessa, essendo ormai già avvenuta predisposizione del curricolo e del piano delle attività delle scuole.

La decisione deIl ministro Fioramonti

Il ministro Fioramonti, succeduto nel nuovo Governo al Ministro Bussetti, ha ritenuto di accogliere il parere del CSPI e quindi, con la circolare prot. 1830 del 12 settembre, ha disposto che non si dia seguito alla sperimentazione per l’anno scolastico in corso, specificando che, per il solo anno scolastico 2019/2020, nelle scuole di ogni ordine e grado continuerà ad essere impartito l’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, introdotto dalla legge 169/2008, e che, per quanto riguarda la valutazione di tale insegnamento, si continueranno ad applicare l’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, e il successivo articolo 17, comma 10, concernente il colloquio nell’ambito dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione.

Il MIUR, inoltre, al fine di preparare in modo adeguato ed efficace l’introduzione dell’educazione civica nei percorsi scolastici di ogni ordine e grado a partire dal prossimo anno scolastico, costituirà a breve un Comitato tecnico scientifico per la redazione delle Linee guida previste dall’articolo 3 della legge 92/2019, svolgendo un’attività di consultazione di tutti i soggetti interessati e avviando le opportune attività di accompagnamento per le scuole.

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