Settembre, il programma può aspettare…

Progettare la partenza di un nuovo anno scolastico è sempre molto impegnativo: nei primi giorni di scuola mi piace sempre cominciare dai bambini, dedicando tanto tempo alla conversazione.

di Angela Maltoni · 31 agosto 2016
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Primi giorni di scuola tra accoglienza e costruzione di un ambiente sereno

L’inizio di un nuovo anno scolastico è un evento che richiede sempre preparazione e impegno perché penso che un buon avvio sia un ottimo punto di partenza per poi trascorrere un anno sereno. È quindi naturale, in questi giorni di fine estate, iniziare a mettere un po’ di ordine alle idee e ai propositi. E ogni volta – a seconda della classe, del numero dei bambini e dei possibili nuovi inserimenti – mi ritrovo a pensare da dove sia più utile cominciare , partendo sempre e comunque da un unico punto fermo: il programma può aspettare.

I giorni antecedenti all’arrivo dei bambini sono solita dedicarli all’allestimento dell’aula, che deve essere quasi una seconda casa, uno spazio dove crescere insieme serenamente e in cui ci si sente a proprio agio. Purtroppo tutto questo viene a volte ostacolato dall’applicazione di norme burocratiche da parte di persone incompetenti dal punto di vista pedagogico, che impongono invece pareti spoglie e poche suppellettili…
L’avvio della prima classe è sempre un momento particolare e delicato. I primissimi giorni di scuola spesso vengono programmati insieme alle colleghe dell’infanzia con una serie di attività di accompagnamento e di supporto alla nuova realtà scolastica. Normalmente lascio molto spazio all’ esplorazione del nuovo ambiente e preparo una serie di giochi per favorire la conoscenza. Tutti abbiamo la necessità di conoscerci e io per prima devo capire i bambini per cercare di calibrare le attività in modo da renderli da subito attivi e partecipi.

“Dove eravamo rimasti?”

In seconda, quando il gruppo classe è già formato e coeso, solitamente dedico le prime mattinate alla conversazione e al racconto. Ci fermiamo a lungo a parlare nell’angolo morbido e solo in un secondo momento raccogliamo pensieri e suggestioni in testi o cartelloni. Un’altra attività che mi piace proporre – e non solo in seconda – è quella del “dove eravamo rimasti?”, perché ritengo utile riprendere in qualche modo i fili del percorso interrotto a giugno . Da qui, attraverso un brainstorming, cerco di far emergere nei bambini aspettative e desideri riguardo a cosa fare durante il nuovo anno. Le parole scritte sui foglietti vengono poi attaccate su un cartellone che va a decorare la parete del corridoio davanti alla porta dell’aula.

Immagini dalle vacanze e voglia di libertà

Lo scorso anno, in terza, ho iniziato proponendo la lettura del bellissimo “Album per i giorni di pioggia”, di Dani Torrent *[http://www.angelamaltoni.com/ricordi-destate/]. Seduti in cerchio nell’angolo morbido, ho chiesto ai bambini di ascoltare la lettura a occhi chiusi in modo che tutti – a ogni “Uno, due, tre… clic!” – potessero focalizzare una loro “fotografia”. Al termine le immagini sono diventati racconti, che abbiamo condiviso trasformandoli poi in disegni e testi. Sempre lo scorso anno abbiamo cercato di far emergere il significato profondo della parola “libertà”, da cui siamo poi partiti per costruire tutti insieme le regole che ci avrebbero permesso di affrontare in serenità il nuovo anno scolastico. In questo ci è venuta in aiuto a lettura del libro “Che cos’è la libertà”, di Oscar Brenifier. Dopo una bella e animata discussione che ha coinvolto e appassionato i bambini nella definizione del concetto di “rispetto degli altri” e nel determinare “i limiti”, sono state scelte alcune parole chiave ed elaborati testi da cui sono state estrapolate alcune frasi, le più significative di ognuno, per l’articolo di apertura del giornalino di classe.

Partire dai ricordi

Quest’anno, non avendo dato i “tradizionali” compiti delle vacanze ma solo “attività” concordate con i bambini e ispirate a quelle proposte da “ Echino Giornale Bambino ”, partirò invece da ciò che ognuno ha raccolto in vacanza . Per quanto mi riguarda, porterò alcune fotografie, foglie d’albero, depliant e così spero facciano i miei alunni. Le attività quindi saranno tutte indirizzate a cercare di utilizzare le cose portate per poterle valorizzare fissando, attraverso di esse, significati e ricordi. Negli anni ho riscontrato che ai bambini piace moltissimo portare piccoli oggetti – pietre, sabbia, pigne, foglie, ramoscelli – raccolti durante le giornate estive.
In passato tutto questo mi è stato utile per introdurre il tema della “classificazione del materiale” e successivamente per costruire una serie di grafici e fissare su un planisfero viaggi e spostamenti. Il materiale più interessante e prezioso è sicuramente quello portato dai paesi d’origine dei bambini , dove solitamente trascorrono le vacanze per ritrovare parenti e amici. In questo caso non solo gli oggetti ma anche i racconti diventano un “tesoro” da condividere. Così come i libri, scritti in lingue sconosciute ai più – arabo, thailandese, tamil – e tutta una serie di souvenir di grande significato, che offrono sempre interessanti spunti didattici. Ricordo, nello scorso ciclo scolastico, una bellissima miniatura in legno del monumento dedicato all’equatore proveniente dall’Ecuador, o il suggestivo abito tradizionale marocchino portato da Casablanca e ricamato dalla nonna di una bambina.

Iniziare con un nuovo compagno

È necessario invece un punto di partenza diverso quando a inizio anno (e non solo) in classe viene accolto un nuovo compagno proveniente da un paese lontano. Se si tratta di un bambino di lingua spagnola o di una di quelle presenti in classe solitamente non ricorro al mediatore perché trovo più efficace il tutoraggio tra pari . Di solito i bambini sono in grado di fare tutto da soli e, se abituati fin da piccoli all’accoglienza, riescono a far sentire subito il nuovo arrivato a suo agio. I saluti e le presentazioni – in cerchio, utilizzando uno strumento musicale e qualche canzoncina – aiutano anche i più timidi a lasciarsi andare. Dopo il primo giorno, scelgo le letture anche nella lingua del nuovo arrivato . Un libro che mi piace proporre, soprattutto per la quarta e la quinta classe, è Amici nel mondo , a cura dell’Unesco ed edito da Fatatrac, che presenta - sotto forma di giochi e indovinelli - tradizioni e culture attraverso la storia di bambini di diversa provenienza.

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