Magnifica Babele: i bambini diventano "libri viventi" in tante lingue

Per un giorno i bambini sono diventati “libri viventi”, hanno occupato una piazza con un carrello pieno di libri e hanno raccontato ai passanti fiabe, storielle, leggende, modi di dire… in tante lingue. Il racconto dei genitori dell'I.C. Cadorna di via Dolci, Milano.

di Redazione GiuntiScuola · 25 novembre 2016
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Le nostre lingue in piazza

“Come si fa a partecipare?” Risponde una bambina sorridente, mulinando gli indici ai lati delle orecchie: “Hai presente queste? Noi raccontiamo una storia, e tu ascolti!”

In fondo Magnifica Babele , la nostra ultima iniziativa affiliata a Bookcity 2016 , la grande manifestazione che Milano dedica ai libri, era questa: i nostri bambini, in veste di libri viventi, hanno invaso un angolo di piazza De Angeli, e donato ai passanti frammenti di letteratura del mondo.

Dall’idea iniziale, ovvero “proporre una brano di libro del vostro Paese d’origine” , si sono aggiunte anche fiabe, miti, articoli di giornale, storielle inventate, narrazioni orali, leggende metropolitane, massime morali e chi più ne ha più ne metta. E’ una delle peculiarità della nostra scuola: le iniziative di trasformano e si adattano lungo il cammino, ma sempre agendo col principio di inclusione ; l’iniziativa era tutta nostra, e la magnifica torre poteva benissimo trasformarsi in una piramide… perché no?

Così abbiamo constatato con molto interesse che il rapporto con una lingua di riferimento emotiva, è fatto del tutto personale : la maggioranza dei bimbi di seconda generazione, considera come lingua del cuore l’italiano , e con l’italiano diversi hanno voluto partecipare! La varietà dei testi raccolti ci ha poi svelato un altro fatto imprevisto: non per tutti la parola scritta è al centro della cultura! Dobbiamo ancora una volta considerare la complessità identitaria di queste famiglie, e di quanto non siano riducibili ai nostri pregiudizi, per quanto illuminati e politically correct essi siano!!

Una polifonia di voci

Ed eccoci, sabato 19 novembre, davanti al cancello della scuola: 18 libri parlanti previsti e pronti per l’occasione , tantissimi accompagnatori e – come spesso succede – anche tanti bambini desiderosi di trovarsi un ruolo di appoggio all’iniziativa (distribuire gli inviti al nostro open day, regalare i segnalibri e gli altri gadget da noi creati per l’occasione, fermare i passanti, dividersi un testo con un altro… I nostri non li ferma nessuno quando vogliono partecipare!).
Molto emozionati, arrivati in piazza, noi adulti non potevamo che stare a vedere ed eventualmente supportare i bambini, ma i bambini… – tanti piccoli omini Michelin contenuti in magliette, create apposta per l’evento, taglia large sopra a giacche e piumini – i bambini, che temevamo potessero essere timidi e impacciati, avevano capito benissimo il loro ruolo e per un’ora sono stati assoluti protagonisti…

La piccola Giada, con un brano in napoletano di De Filippo , ha una forza e una convinzione che affascinano l’ascoltatore, mentre Gianna – che ha scelto di declamare attraverso la voce di due amiche adulte – una nell’antica lingua persiana, il farsi, e una in tedesco – si è spinta fino a dentro il negozio di tappetti orientali (grazie direi, a una logica stringente!); Francesco, che a essere onesti è un ex alunno, non ha avuto esitazioni a mettersi la maglietta, ha declamato l’incipit della Divina Commedia a passanti esterrefatti, mentre Marco e Asad – perfetta coppia bianca e nera – non sappiamo come né perché ma tra il genovese di levante e l’eritreo tigrina hanno ricevuto compensi in denaro… Amin, spesso monello, non aveva testi pronti, ma nel nostro carrello magico c’erano anche alcuni libri, ed allora eccolo in giro a regalare libri a passanti sempre più stupiti dalla generosità di questi bambini. La deliziosa Aisha sa a memoria in arabo tutta la fiaba che aveva preparato e la declama con grande sicurezza, mentre l’arabo di Hamed è meno fluido ma pur sempre affascinante…

Dopo un’ora li abbiamo portati via a forza dalla piazza; non avevamo più niente da regalare – né traduzioni, né gadget, né libri, né inviti; tantomeno il manifesto dell’iniziativa come qualche passante ci ha chiesto!
La missione era conclusa: abbiamo costruito insieme una Magnifica Babele che speriamo abbia raggiunto i nostri ascoltatori , raccontando molto di noi e della realtà della nostra scuola.

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