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È appena uscito in libreria "Conta su di me. Relazioni per crescere" di Anna Oliverio Ferraris (Giunti Universale Scuola). Abbiamo rivolto alcune domande all’autrice.

Conta_su_di_me

A chi è rivolto questo libro?

Si rivolge a insegnanti e genitori e a tutti coloro che a scuola e in famiglia sono a contatto con bambini tra 3 e 13 anni, come il personale ausiliario della scuola, i nonni ecc. È scritto, di proposito, in una forma accessibile e per temi in modo che il lettore possa consultare il libro nell'ordine che crede, sulla base degli interessi, delle curiosità o delle necessità del momento.

Cosa vi possono trovare di utile i genitori?

Possono trovarvi situazioni della vita quotidiana e indicazioni che consentono loro di interpretare più facilmente e realisticamente determinati comportamenti dei propri figli le cui motivazioni non sono sempre evidenti e chiaramente decifrabili. Non è sempre facile porsi dal punto di vista di un bambino: spesso noi adulti gli attribuiamo le nostre interpretazioni, i nostri desideri, aspirazioni e sentimenti.

Prendiamo, a titolo d’esempio, la visione di un film, ciò che vediamo noi adulti non è ciò che vi vede il bambino, il quale, non avendo ancora l'esperienza di vita di un adulto, interpreta ciò che vede sulla base dei suoi riferimenti e quindi può non cogliere la morale della storia, anche se a noi appare in tutta la sua evidenza, oppure restare molto colpito da una scena per noi banale o da un dettaglio che noi consideriamo irrilevante o collaterale alla narrazione. Nel libro un genitore può trovarvi anche suggerimenti su come intervenire per migliorare l'ambiente di vita dei propri figli, comunicare meglio, potenziare la fiducia in se stessi e renderli più forti di fronte alle difficoltà.

Cosa vi possono trovare di utile gli insegnanti?

Molti spunti di riflessione riguardo al proprio lavoro, al rapporto con gli alunni i colleghi e le famiglie. Gli insegnanti possono trovarvi indicazioni concrete su come migliorare la propria professionalità, sia per quanto riguarda la didattica che per quanto riguarda le relazioni.

Difficile che un bambino o un ragazzo si trovi bene in classe se il clima non è amichevole e supportante. Oltre alle relazioni "verticali" tra insegnante e alunno, bisogna prestare attenzione anche alle relazioni "orizzontali", degli alunni tra loro. Bambini e ragazzi vanno a scuola anche per trovarsi con i compagni, che rappresentano il loro mondo sociale, pieno di messaggi e di significati che l'adulto distratto o poco interessato non riesce a cogliere nella loro giusta dimensione. Nel libro si parla anche dell'importanza di un rapporto collaborativo tra colleghi con cui formare squadra nell'individuare un piano educativo comune.

Dal suo punto di vista, come si può spiegare la conflittualità che in molti casi si registra tra famiglie e scuola?

È venuta a crearsi una sorta di radicalizzazione che porta le famiglie ad accusare gli insegnanti di scarsa preparazione e professionalità e gli insegnanti ad accusare le famiglie di incuria nei confronti dei figli. Questa mancanza di fiducia reciproca crea confusione nei ragazzi che non sanno a chi affidarsi.

In alcune scuole si tratta quindi di ricostruire il rapporto scuola famiglia migliorando la comunicazione, vincendo le diffidenze e, soprattutto, favorendo l'informazione e la formazione sia degli insegnanti che dei genitori. Un compito che oggi spetta in primo luogo alla scuola, anche se non mancano, in alcune realtà del nostro Paese, gruppi di genitori attivi e associazioni capaci di stimolare i dirigenti scolastici e gli insegnanti verso modi di fare scuola più produttivi e in linea con i tempi. Da qualsiasi parte venga l'iniziativa si tratta, per il bene dei ragazzi, di creare un'alleanza tra scuola e famiglie. 

Perché il clima di classe è importante per favorire un buon apprendimento?

Se ci si sente bene con i compagni o almeno con alcuni di essi, se ci si sente considerati dagli insegnanti e coinvolti in varie attività, non soltanto individuali ma anche di gruppo, la motivazione ad apprendere, a studiare e a impegnarsi aumenta.

Il clima che si crea in classe è molto importante e gli insegnanti devono prestarvi attenzione. I ragazzi desiderano essere "riconosciuti" e non sentirsi trattati con indifferenza. Apprezzano anche molto l'entusiasmo, la partecipazione dell'insegnante nonché la sua capacità di riportare ordine nella classe, orientare l'attenzione e favorire la concentrazione.

Anche se competente nella sua materia e abile nell'esposizione, un insegnante non dovrebbe impostare tutti i suoi interventi in classe sulla lezione frontale, ma alternare modalità diverse di didattica in modo che gli alunni possano svolgere anche dei ruoli attivi, responsabilizzarsi e acquisire autonomia.  

Per saperne di più

Emilia Passaponti: 20 Febbraio 2014 Articoli

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