È arrivato un bambino con un nome e un cognome “strani”

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È arrivato un bambino con un nome e un cognome “strani”

Muoviamo i primi passi nella conoscenza del nuovo alunno straniero e nel rapporto con i suoi genitori: documenti e strumenti utili.

Benvenuto!

Aggarwal Bhupinder, Alessi Marco, Bertini Marta, Benabdellah Jasmine, Chang Xi Xi, Duranti Luca... Non è più infrequente che l’elenco degli alunni della classe comprenda nomi e cognomi “strani”, come dicono i bambini italiani quando l’insegnante fa l’appello. Già leggerli non è facile, pronunciarli correttamente poi... Anche quando chiediamo al bambino la pronuncia esatta, spesso non riusciamo a riprodurla e magari ci riescono prima e meglio i compagni.

Per una cultura delle relazioni

Se la presenza di alunni con "nomi strani" è ormai un fatto consueto in molte scuole, per alcuni insegnanti l'incontro con una situazione simile può essere una novità. Siamo all’inizio dell’anno scolastico e abbiamo perciò il tempo di prendere le nostre misure in termine di raccolta di informazioni, di organizzazione e di gestione dell’accoglienza nella classe. Certo dobbiamo fare le dovute differenze.
In una classe prima, tutti i bambini sono in un certo senso “nuovi”, mentre nelle classi successive il nuovo arrivato dal nome “strano” entra in una piccola comunità consolidata e sta all’insegnante facilitarne l’accoglienza. Così anche quando il bambino giunge, caso non infrequente, ad anno scolastico inoltrato.

L’attenzione alle relazioni è un aspetto fondamentale ma non l’unico. Specialmente se è la prima volta che ci troviamo in questa situazione e soprattutto se in corso d’anno, ci può cogliere una qualche forma di ansia dovuta al fatto che non sappiamo come raccordare il percorso scolastico che lui ha fatto con quello della classe, in particolare quando il nuovo alunno non conosce l’italiano. Ci occorrono allora conoscenze e strumenti che ci permettano di impostare il nostro lavoro in modo efficace.

Storie scolastiche diverse

Ricordiamo innanzitutto che cognome straniero non significa essere “straniero” neoarrivato. I bambini che entrano per la prima volta nella scuola primaria direttamente dal paese di origine rappresentano oggi una piccola percentuale sull’insieme degli alunni CNI (Cittadinanza Non Italiana): solamente il 5,1% nell’a.s. 2013/2014. Dunque la stragrande maggioranza dei bambini con cognome straniero sono nati in Italia (oltre il 64%) o qui da più anni e, per lo più, la loro competenza linguistica italiana è paragonabile a quella dei coetanei.
Tuttavia alcuni possono avere percorsi scolastici accidentati o carenti, non avendo frequentato e avendo frequentato solo per poco tempo la scuola dell’infanzia. Alcune ricerche poi mostrano come non pochi bambini “transitano” in questa scuola acquisendo una “facciata” linguistica all’apparenza accettabile che nasconde carenze ad esempio nella competenza narrativa.

Per queste ragioni è utile raccogliere informazioni per cercare di ricostruire i diversi percorsi scolastici, seguendo tracce di colloquio con la famiglia dell'alunno dell’alunno differenziate a seconda se neo-arrivato o già presente da tempo nel territorio al momento dell’ingresso nella classe, come propone l’IC Posatora-Piano-Archi di Ancona.

Strutturare accoglienza e integrazione

Come molti altri, questo istituto si è dotato di un documento fondamentale che indica finalità, obiettivi, passi da compiere, strutture e strumenti per l’inserimento e l’integrazione degli alunni stranieri: il protocollo di accoglienza come ad esempio anche quello dell’IC delle Giudicarie Esteriori in Trentino. Informiamoci allora se tale documento esiste nella nostra scuola. Nel caso non ci fosse sarà bene attivarsi perché l’istituto se ne doti come base di riferimento per i docenti e assunzione di responsabilità progettuale. Infatti l’integrazione degli alunni CNI non può essere affare del singolo insegnante ma deve inscriversi nell’ ethos della scuola, nella sua carta di valori e finalità.

Un impegno in tal senso riguarda anche il versante genitori, avendo cura che ricevano in modo chiaro e comprensibile le informazioni utili a comprendere il funzionamento della scuola italiana in generale e la nostra in specifico. Come funziona la scuola in Italia è il titolo di opuscoli bilingui sia cartacei che scaricabili dal sito della scuola di cui molti istituti forniscono i genitori stranieri affinché abbiano informazioni essenziali e corrette, come l’IC Maffucci di Milano.

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