Come concepire la pausa estiva degli allievi con difficoltà?

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Come concepire la pausa estiva degli allievi con difficoltà?

Si può progettare un uso “sensato” del periodo delle vacanze per gli allievi con difficoltà che hanno bisogno di prendersi una pausa e, al tempo stesso, di consolidare e potenziare alcune competenze? Di Cesare Cornoldi
Psicologia e Scuola compiti per le vacanze

Finisce l’anno scolastico e cominciano le vacanze! Anche per la scuola è un momento importante, perché si potrebbero tirare le somme di un anno di progetti, aspettative, soddisfazioni, insuccessi. Ma si ha voglia di farlo o si percepiscono una stanchezza o una crisi di rigetto tali per cui si ha voglia di non pensarci più?

Sui compiti delle vacanze

 

Fra i tanti snodi che si dipanano alla fine dell’anno scolastico e a cui non si può far a meno di pensare c’è quello dei compiti per le vacanze. Che cosa fare? Far pressione sugli alunni, anche attraverso le famiglie, perché svolgano una serie di compiti o lasciar correre, dando qualche sollecitazione fiacca, ma lasciando alla buona volontà individuale la decisione di esercitarsi o meno? Credo che tutti gli insegnanti si pongano questo problema, convinti al tempo stesso che può far bene consolidare certi apprendimenti in momenti meno affaticati di quelli ordinari del corso dell’anno, ma che può far anche bene alla mente avere una pausa –chiamiamola un po’ eufemisticamente - di riflessione, senza sentirsi sempre incalzati dal lavoro scolastico. Prescrivere la puntuale compilazione di libri estivi di esercizi più altre attività mirate o dare la consegna (come fece alcuni anni orsono un insegnante abruzzese) di andarsi a vedere almeno una volta l’alba e di respirare l’aria buona del mattino?

Progettare un uso sensato delle vacanze

 

Il fatto che molti insegnanti e psicopedagogisti considerino valide entrambe le prescrizioni ci permette di capire che non c’è una risposta giusta e che ciascuna delle due posizioni ha delle importanti giustificazioni che valgono a fortiori per l’alunno che ha sperimentato difficoltà durante l’anno scolastico: vissuto con l’incubo della scuola, da un lato, bisognoso di rafforzare le sue competenze, dall’altro. Ho l’impressione, però, che non sempre si spendano sufficienti energie per fare un progetto per un uso “sensato” del periodo delle vacanze. Tante piccole gocce di sapienza educativa potrebbero infatti fare la differenza.

Alcuni esempi

 

Per esempio, si potrebbe pensare a un potenziamento mirato e circoscritto (noi, e altri centri, organizziamo momenti di potenziamento che non “puzzano” di scolastico), ma si potrebbe anche comprare un bel libro scelto dallo studente e sempre a portata di mano che prima o poi verrà letto. Si possono selezionare alcune attività mirate da un buon libro per le vacanze o far selezionare al ragazzo attività a scelta che servano anche a valorizzare la sua autodeterminazione. Si può prevedere un momento culturale (una lettura, una visita, uno spettacolo) condiviso con i genitori. Ci si può far consigliare per ottenere una serie di esercizi ben precisati che si focalizzino su una o due debolezze prioritarie.

Insomma, si può concepire un periodo delle vacanze per gli allievi con difficoltà scandito da attività utili per il consolidamento e il potenziamento di alcune competenze e al tempo stesso non faticose.

 

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