Prove INVALSI in pratica

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“La Vita Scolastica” offre agli abbonati uno speciale dossier sulle prove INVALSI. Nel testo, sono illustrati i nodi didattici sollevati dai quesiti dello scorso anno e le strategie per affrontare meglio le prossime prove. Un assaggio in esclusiva.

INVALSI

Come è fatto il dossier

Prove INVALSI: come e perché? “La Vita Scolastica” risponde a queste e altre domande con uno speciale dedicato a tutti i suoi abbonati. A cura di Maria Cristina Peccianti, il testo è diviso in tre parti:

  • una introduzione generale per conoscere meglio le prove (normativa, modi di somministrazione, utilizzo dei risultati) – di Maria Cristina Peccianti;
  • una sezione dedicata alle prove di Italiano, con analisi dei quesiti, individuazione dei nodi didattici sollevati dai quesiti medesimi e “strategie d'aula” da mettere in campo per preparare gli alunni alle prossime prove – a cura di Stefania Tonellotto;
  • una sezione dedicata alle prove di Matematica, con analisi dei quesiti, individuazione dei nodi didattici sollevati dai quesiti medesimi e “strategie d'aula” da mettere in campo per preparare gli alunni alle prossime prove – con introduzione di Giorgio Bolondi e testi a cura di Annarita Monaco.

L'assaggio (dalle prove di Matematica per la classe V)

I risultati che gli alunni ottengono alle Prove INVALSI possono permettere agli insegnanti di effettuare una “spassionata” autoanalisi sulle loro pratiche di insegnamento al fine di stendere una progettazione didattica più adeguata al raggiungimento degli obiettivi di apprendimento. Analizzeremo di seguito quesiti che hanno avuto un’alta percentuale di risposte sbagliate. Tale analisi degli errori, infatti, può aiutarci a mettere in luce e a cercare di interpretare le cause di ragionamenti sbagliati, o assenti, supponendone le motivazioni. Possiamo prendere atto della presenza di misconcezioni e ipotizzare poi soluzioni didattiche idonee al loro superamento.

Il quesito

Rispetto alle Indicazioni nazionali la domanda si colloca nell’ambito Dati e previsioni e mira a valutare il traguardo di competenza: Riesce a risolvere facili problemi in tutti gli ambiti di contenuto, mantenendo il controllo sia sul processo risolutivo, sia sui risultati.

Perché solo il 31,2 % del campione ha optato per la risposta giusta?

I bambini dovevano calcolare quante caselle di differenza c’erano tra la posizione di Anna e quella di Andrea; si chiedeva poi loro di individuare le possibili combinazioni per formare un numero uguale o superiore alla differenza calcolata.

Strategie in aula

Quali accorgimenti utilizzare per far sì che i bambini sappiano gestire situazioni problematiche di questo tipo? Fin dalla scuola dell’infanzia è prevista l’utilizzazione di dadi e di altri strumenti, in contesti ludici e significativi. I bambini sperimentano direttamente svariati processi matematici, tra cui anche il calcolare differenze e il combinare numeri per formare somme.

Ciò che spesso manca, però, è la riflessione su ciò che hanno vissuto e la comunicazione delle strategie risolutive adottate. Un bambino che ha vissuto, raccontato, interiorizzato questi momenti di “gioco matematico” in situazioni di coppia o di gruppo, saprà anche meglio immaginare, e risolvere, situazioni dello stesso tipo, in un contesto di riflessività individuale, quale è la risoluzione di un quesito INVALSI...

Se vuoi saperne di più abbonati e continua a leggere il fascicolo...

 

Guarda una video-intervista alla curatrice, Maria Cristina Peccianti


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Commenti

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  • avatar

    Alessandr@

    22:3, 20 Febbraio 2015
    Questo fascicolo è molto interessante perchè dall'analisi dei dati possiamo trarre riflessioni per la didattica. Grazie Alessandra