"La calcolatrice? I più piccoli la accendono con il kiwi"

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"La calcolatrice? I più piccoli la accendono con il kiwi"

Intervista ad Alessandro Abbotto e Sabrina Donghi

Il progetto “Energie rinnovabili pulite” dell’Università di Milano-Bicocca porta i docenti universitari nelle scuole elementari. Ce ne parlano Sabrina Donghi, insegnante, e Alessandro Abbotto, docente di materiali organici, vice-direttore del Centro di ricerca energia solare MIB-SOLAR, presidente dei corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Chimiche (Università di Milano-Bicocca).
 

Energie "pulite" a scuola

Misurare la temperatura di una stanza con un "termometro a mela", far funzionare la calcolatrice legando degli elettrodi al kiwi e capire come funzionano e a cosa servono i pannelli solari.Gli studenti di alcune scuole elementari di Milano stanno imparando l’importanza dell’energia rinnovabile.

L’idea di coinvolgere i più piccoli in vere e proprie lezioni di bio-energia creativa è dei docenti del Centro di Ricerca per l'Energia Solare MIB-SOLAR del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’ Università di Milano-Bicocca.

Per invitare i docenti a tenere gratuitamente le lezioni nelle scuole elementari di Milano basta inviare una mail al centro MIB-SOLAR a info.mibsolar@mater.unimib.it.

Per saperne di più, abbiamo intervistato Sabrina Donghi, insegnante, e Alessandro Abbotto, docente di materiali organici, vice-direttore del Centro di ricerca energia solare MIB-SOLAR, presidente dei corsi di laurea in Scienze e Tecnologie Chimiche (Università di Milano-Bicocca).

Il progetto "Energie rinnovabili pulite" porta gli insegnanti dell'università nella scuola primaria. Perché questa idea?

Istruire e formare sono tra le priorità del centro Mib-Solar. Cominciare dai bambini della scuola primaria non solo è utile e divertente, ma assolutamente opportuno e necessario per preparare in Italia una nuova classe dirigente competente e sensibile alle grandi problematiche legate all'energia.

Quali sono i temi proposti?

Le tematiche affrontate sono tutte contenute nel titolo: ci si confronta sul concetto di energia, si riflette su che significato abbiano i termini rinnovabile e pulita e si cerca di capire come questi tre aspetti possano essere coniugati nella vita quotidiana e cosa possiamo fare di concreto noi. In particolar modo si illustra una fonte energetica rinnovabile, pulita e abbondante, in grado di soddisfare i requisiti energetici del pianeta e che la Natura sta sfruttando da miliardi di anni: l’energia solare.

Come sono strutturati gli incontri?

Gli incontri sono preventivamente concordati con gli insegnanti, sono pensati e rivolti alle bambine ed ai bambini del secondo ciclo della primaria (classi III, IV e V) e sono strutturati in due momenti, uno “frontale” ed uno “sperimentale” (per una durata complessiva di circa due ore).

Nella parte “frontale”, supportati dalle nuove tecnologie (LIM o portatile + proiettore), partendo dall’esperienza quotidiana delle bambine e dei bambini, si riflette insieme sul concetto di energia, sulle fonti di energia, sul risparmio energetico e si mostrano applicazioni - già in essere e del futuro prossimo - di una fonte energetica rinnovabile: il fotovoltaico.

Nella parte “sperimentale”, come esperienza di quanto si è discusso nella parte “frontale”, si mostrano in azione pannelli fotovoltaici (“tradizionali” al silicio e prototipi di nuova generazione sviluppati presso il centro Mib-Solar), si misura l’ Energia contenuta nei frutti e nelle verdure portate da casa e, con alcuni di essi, insieme, si costruisce la biopila che aziona, poi, un dispositivo come una calcolatrice o un termometro digitale.

In relazione al numero di classi che partecipano al progetto, abbiamo proposto due tipologie di intervento. Nel caso di un numero significativo di classi (circa una decina di classi per plesso), inizialmente viene fatto un incontro di formazione con tutti gli insegnanti coinvolti. Successivamente, l’intervento con le classi, in cui viene proposta la parte “frontale” mentre la parte sperimentale viene affrontata solo con un gruppo ristretto di alunni (alcune classi, solitamente le V) che, poi, replicheranno (faranno da tutor in una sorta di exhibit) agli altri alunni. Nel caso in cui, invece, l’adesione è limitata a poche classi per plesso, vengono presentati alle bambine ed ai bambini, in un unico incontro, entrambe i momenti.

Avete già sperimentato il vostro progetto in alcune scuole... come è andata?

Il progetto è iniziato nel secondo quadrimestre dello scorso anno scolastico e sta tutt’ora proseguendo.

Siamo stati in diverse scuole di Milano e abbiamo incontrato, ad oggi, più di 20 classi (e diverse sono in “lista d’attesa” dal momento che, purtroppo, le nostre forze sono limitate).

Siamo sempre stati accolti con grande partecipazione da parte dei docenti ed con una curiosità ed interesse travolgenti da parte delle bambine e dei bambini. Dai disegni e dai racconti fatti dagli alunni che gli insegnanti ci hanno inviato, direi che l’iniziativa sta andando nella giusta direzione e ne siamo molto contenti.

In che modo un insegnante potrebbe preparare la sua classe agli incontri?

Agli insegnanti facciamo avere preventivamente del materiale relativo al nostro incontro. I concetti proposti, comunque, sono propri del curricolo di scienze della scuola primaria (oggetto, proprietà, materiale, interazione, sistema, per citarne alcuni). Ciò considerato e, tenuto debitamente conto del singolo gruppo-classe, gli insegnanti possono introdurre, con i tempi ed i modi che riterranno opportuni, le tematiche che verranno affrontate sia nella parte “frontale” che nella parte “sperimentale”. Siamo sempre a disposizione per confrontarci con i docenti su specifiche necessità didattiche.

Come potrebbe organizzare al meglio la discussione e il lavoro dopo le lezioni proposte?

Anche in questo caso molto dipende dall’età e dal contesto della singola classe. La restituzione da parte delle bambine e dei bambini può avvenire verbalmente, tramite un disegno,un elaborato scritto, una drammatizzazione, un exhibit (tutte forme che abbiamo visto praticare con grande soddisfazione da parte di tutti i partecipanti). Ciò sul quale insistiamo molto è l’aspetto non nozionistico dell’intervento: si parte dall’esperienza delle bambine e dei bambini per arrivare, di nuovo, all’esperienza, guardandola, però, da una prospettiva differente, da una prospettiva scientifica.

28 Novembre 2012 Divulgazione

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