Dino Giovannini: "L'importanza di sostenere le 'competenze' dei ragazzi"

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Dino Giovannini: "L'importanza di sostenere le 'competenze' dei ragazzi"

Intervista al Professore Emerito di Psicologia sociale dell'Università di Modena e Reggio Emilia. "Non si diventa competenti attraverso lo studio: i docenti possono migliorare solo grazie alla formazione". Di Silvana Loiero

Dino Giovannini

Il numero 7 de La Vita Scolastica (sfoglia la rivista) dedica le pagine 8 e 9 a un articolo di Dino Giovannini, professore Emerito di Psicologia sociale dell'Università di Modena e Reggio Emilia, sul tema "Sviluppare le abilità relazionali in classe", interessante contributo da leggere con attenzione.

Che vantaggi offre agli insegnanti il fatto di essere competenti da un punto di vista sociale, comunicativo e relazionale?

L’articolo pubblicato su Vita Scolastica n. 7 sottolinea che il possesso di questo set di abilità/competenze si caratterizza come uno strumento indispensabile per lo svolgimento del ruolo di insegnante. L’assunto di base è che si renderanno più capaci e abili i propri alunni in funzione dell’apprendimento per modelli/imitazione, se tali abilità vengono messe in atto e utilizzate quotidianamente in classe. Inoltre, se adeguatamente preparati, gli insegnanti saranno in grado di inserire nella loro programmazione didattica specifiche attività finalizzate all’acquisizione e sviluppo negli alunni di queste abilità.

Ma gli insegnanti sono già sovraccaricati: hanno obiettivi didattici da raggiungere, il loro programma da svolgere. Perché dovrebbero farsi carico anche di rendere gli alunni socialmente più competenti?

Le rispondo con una domanda: se non sono gli insegnanti delle scuole primaria e secondaria di primo e secondo grado a creare le condizioni per un apprendimento quotidiano di modalità comunicative e relazionali adeguate, di esprimere, controllare e regolare le proprie emozioni, i bambini e i ragazzi da chi imparano? In famiglia, nei vari ambiti dell’extrascuola, nei contesti della vita quotidiana in generale il livello di competenza sociale è purtroppo e troppo spesso inadeguato. Non dimentichiamo che la competenza genera competenza, e che bambini competenti oggi saranno adulti competenti un domani.

Cosa può o deve fare un insegnante per essere più abile e competente su queste specifiche dimensioni?

Non si diventa competenti attraverso lo studio. Per fare dei buoni dolci non basta leggere delle ricette. Occorre fare dei dolci, magari con l’aiuto all’inizio di chi li sa fare bene. Nel caso delle abilità occorre seguire dei corsi di formazione, finalizzati ad aumentare il livello di chiarezza circa le abilità comunicative e relazionali necessarie per svolgere al meglio il proprio ruolo professionale. Il training consente di acquisire consapevolezza su come si caratterizza il proprio modo di relazionarsi in classe, a partire da una diagnosi di se stessi e dalla capacità di soluzione dei problemi comunicativi e relazionali. Inoltre, il training consente di riflettere sulle modalità adottate nella soluzione dei problemi interpersonali e, ovviamente, di sviluppare e affinare le abilità comunicative e la competenza sociale/relazionale possedute a livello personale e utilizzate nello svolgimento del proprio ruolo di insegnante, sia in classe che nel rapporto con i genitori e i colleghi.

Se chi legge questa intervista volesse chiederle maggiori informazioni, può contattarla?

Certamente. Lo può fare via mail all’indirizzo dino.giovannini@unimore.it.

 

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Silvana Loiero: 1 Marzo 2019 Articoli

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