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Lettura e inclusione: che effetti produce la lettura ad alta voce?

Genera circolarità, sollecitazione della memoria, empatia. Le ricerche sulle pratiche di lettura in classe lo confermano e ne mostrano il potenziale inclusivo.

di Redazione GiuntiScuola16 settembre 20194 minuti di lettura
Lettura e inclusione: che effetti produce la lettura ad alta voce? | Giunti Scuola
Il lettore ipotizzato dalla maggior parte delle teorie letterarie è uno strano soggetto ideale, non corrispondente alle forme plurali presenti nella realtà. Ovviamente sappiamo che lettori che provengono da condizioni socio-economico e culturali diverse leggono e accedono ai testi in modo differente ma questo non è bastato a non continuare a pensare a questo “lettore” come qualcosa di fisso, ideale. Ovviamente questo significa anche che viene ipotizzato che i testi provochino determinati processi di lettura ed evochino una certa risposta. Le forme di verifica di queste convinzioni? Nessuna. La competenza di critici e teorici è l’unica forma di verifica. Il tutto, ovviamente, funziona e regge fino a che si rimane nell’ambito teorico. Quando invece la nostra preoccupazione riguarda i “lettori reali” la situazione cambia.

Si sta gradualmente affermando, anche in questo settore, un’attenzione alla ricerca empirica e, dunque, ai risultati, ai significati raccolti, agli effetti di una storia o di più storie su lettori reali.

Negli ultimi dieci anni ci siamo occupati, con il mio gruppo di ricerca, di molte tipologie di effetti della lettura e, in particolare della lettura ad alta voce su diversi target anagrafici. Partendo dagli studi realizzati su anziani affetti da malattie degenerative abbiamo individuato come, attraverso un recupero e un rinforzo delle abilità mnestiche e una “movimentazione” dei ricordi la lettura ad alta voce sia in grado di includere, all’interno di una circolarità, di una comunità, di una reciprocità, soggetti che ne erano completamente fuori.

Le storie che generano empatia

Particolarmente interessante risulta, invece, il risultato di una serie di studi che ci fa riflettere sul potenziale inclusivo delle storie e dell’utilità conseguente della pratica della lettura quotidiana ad alta voce in classe. Nel 2005 alcuni studi hanno dimostrato che i bambini che vengono a contatto con materiale narrativo che parla di uguaglianza dei diritti mostrano poi maggiori capacità di empatizzare con gruppi marginalizzati, secondo un altro studio gli adulti che hanno esperienza con gruppi marginalizzati descritti all’interno di una storia riportano di avere, in seguito al “contatto” mediante la storia, un maggior coinvolgimento e attenzione nei confronti delle categorie “incontrate” nella storia. La fiction narrativa, dunque, parrebbe in grado di orientare i comportamenti delle persone nel mondo reale. Il meccanismo secondo il quale si produce questa sorta di empatia per personaggi marginalizzati presenti nelle storie è lo stesso che si produce con gli altri personaggi, tuttavia le storie hanno la caratteristica (specie quando sono presentate in quantità adeguata e quotidianamente) di presentare più situazioni, viste da punti di vista differenti, con persone diverse che reagiscono in molti modi a situazioni simili o dissimili e, dunque, indirettamente, contribuirebbero a meccanismi di accettazione delle differenze e delle marginalità.

Noto a questo proposito uno studio internazionale al quale hanno partecipato anche i colleghi italiani Vezzali, Giovannini, Capozza e Trifiletti. Lo studio ha ipotizzato la capacità di Harry Potter di far ridurre i pregiudizi contro gruppi stigmatizzati come gli immigrati, gli omosessuali e i rifugiati (in tre diverse fasce di età). I risultati hanno dimostrato di confermare l’ipotesi, tuttavia, l’effetto risultava particolarmente evidente in special modo nei soggetti che si erano identificati con il protagonista.

La lettura ad alta voce, quindi, dimostra, ancora una volta, le proprie inesauribili potenzialità. Tra gli altri incredibili effetti possiamo adesso rubricare anche quello relativo alla capacità di migliorare le relazioni e l’empatia, facilitare l’inclusione e l’accettazione delle differenze.

Come? Molto semplice: dedicando uno spazio (non inferiore ai 30 minuti) quotidiano alla lettura del maggior numero di storie possibili con la maggiore varietà possibile.

Buone letture

 

Per saperne di più

 

 

https://federicobatini.wordpress.com/

www.lestoriesiamonoi.eu

www.leggereadaltavoce.it

www.narrazioni.it www.pratika.net www.dispersione.it

www.researchgate.net/profile/Federico_Batini

 

 

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