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Pedagogia dell’infanzia e cultura dell’educazione

La pedagogia dell'infanzia, oggi. In volume dedicato ad aspiranti educatori dei nidi, educatori professionali, insegnanti di scuola dell’infanzia o primaria.

Copertina "Pedagogia dell’infanzia e cultura dell’educazione"

Andrea Bobbio, Pedagogia dell’infanzia e cultura dell’educazione, Carocci, Roma, 2011.

Andrea Bobbio è stato insegnante di scuola dell’infanzia; ora è professore associato di Pedagogia generale e sociale presso l’Università della Valle d’Aosta. Versa la sua esperienza sul campo e il lavoro di ricerca universitaria in un volume dedicato ad aspiranti educatori dei nidi, educatori professionali, insegnanti di scuola dell’infanzia o primaria: utile alla conoscenza, alla discussione e alla crescita – in termini di incisività e sostegno nel benessere dei bambini e degli adulti che se ne occupano – della pedagogia dell’infanzia oggi.

Si parte con una dettagliata definizione della disciplina, per affondare poi lo sguardo su aspetti teorici ed epistemologici dell’educazione del bambino. Questo affondo è costituito da tre momenti, corrispondenti ad altrettanti capitoli: uno centrato su sviluppo, cultura, educazione (il bambino come persona, i veri bisogni e i falsi diritti, il legame tra pedagogia e politica nell’orizzonte dell’infanzia), l’altro sui dispositivi (modelli pedagogici e “maestri nascosti”: spazi, tempi, cose), l’ultimo sulle azioni (tra cui quelle dell'istituzione scolastica e della figura dell’educatore).

Come emerge dal volume, i problemi della pedagogia dell’infanzia incrociano con particolare forza, nel nostro tempo, quelli delle indagini biologiche, psicologiche, economiche e sociali. I bambini di oggi “si accreditano come soggetti sempre più competenti”, sono fin da piccolissimi pronti, “all’apprendimento del linguaggio, all’interazione sociale, al riconoscimento dei volti umani e delle loro espressioni, alla ricerca delle intenzioni e del senso delle azioni che li circondano”. Gli adulti non possono ridursi a meri osservatori di questo progresso; spetta soprattutto a loro, infatti, responsabilizzarsi e responsabilizzare i più piccoli sulle questioni relative “ai rapporti tra sostenibilità ambientale, dinamiche demografiche e problematiche bioetiche”: anche perché l’infanzia, “con la sua apertura al futuro, impone una ponderazione, in chiave prospettica, delle scelte compiute dall’adulto” qui e ora: in famiglia, nella società, nelle sfere della cultura e delle nuove tecnologie.

18 Dicembre 2011 In libreria

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