L’esperienza del lutto

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È importante aiutare i bambini che hanno subito la scomparsa di una persona cara ad elaborare l’esperienza del lutto. Vari testi di letteratura per l’infanzia affrontano il tema in modo delicato e diretto. Nel contributo si parla del bel libro di Annette Bley "E dopo mille?".
Quadri-con-le-farfalle-di-Salvador-Dalì

Immagine tratta dal sito www.zestrip.net

In tutte le fasi della vita l’esperienza del lutto richiede un lungo processo di elaborazione. Con il presupposto che i bambini siano emotivamente meno attrezzati degli adulti, si evita a volte di comunicare loro con chiarezza la scomparsa di una persona cara. Spesso questo silenzio pesa sul vissuto del bambino e rischia di alimentare in lui fantasie disfunzionali, sensi di colpa, paure d’abbandono, rabbie taciute.

Riferirgli ciò che è accaduto, rassicurarlo che dolore, rabbia, nostalgia sono emozioni inevitabili e naturali quando si perde una persona cara, permettergli, se vuole, di esprimere tali emozioni, può aiutare piuttosto il bambino ad attrezzarsi per elaborare l’esperienza, per riorganizzare il proprio mondo affettivo minato da un’assenza che incide profondamente nella vita di tutti i giorni.

Nella letteratura per l’infanzia si trovano vari testi che affrontano in modo delicato e diretto il tema del lutto. Si prenda ad esempio il poetico libro di Annette Bley, E dopo mille? (Motta Junior, 2008), adatto a un’ampia fascia d’età, dai 5 anni in su, e scandito dalle suggestive illustrazioni della stessa autrice. Il breve racconto narra del rapporto d’amicizia tra la piccola Lisa e il vecchio giardiniere Ettore. 

Luisa Lauretta (psicologa, direttore della rivista "Psicologia e Scuola"): 19 Aprile 2017 Emozioni

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