Come educare saggezza, intelligenza e creatività

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Come educare saggezza, intelligenza e creatività

L’articolo descrive la teoria dell’intelligenza efficace e fornisce alcuni suggerimenti concreti per la sua applicazione didattica, al fine di rendere sempre più costruttivo il processo di apprendimento.

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educare_saggezza

Fonte: www.crescerecreativamente.org

Quando era ancora assistente universitario, il primo autore di questo articolo teneva un corso di statistica. Giorno per giorno si accorgeva che alcuni studenti apprendevano facilmente la materia, altri no. Inoltre, aveva osservato che le prestazioni degli studenti in un compito assegnato alla classe correlavano fortemente con i punteggi che essi avevano ottenuto nel test di matematica al momento della selezione per l’ammissione al triennio (GRE: Graduate Record Examination).

In seguito, chiese agli studenti di elaborare un progetto, applicando a un insieme di dati reali quello che avevano imparato nel corso: i voti in questi elaborati non solo non correlavano molto con i punteggi della GRE, ma neppure con i voti che gli stessi studenti ottenevano nelle prove tradizionali cui li sottoponeva. Capì allora che gli allievi apprendono e pensano in modi diversi e che, se nell’insegnamento non si tiene conto di queste differenze, quelli che seguono modi non tradizionali di apprendimento vengono penalizzati.

Ha quindi pensato di applicare all’insegnamento la sua teoria della successful intelligence, o “intelligenza efficace” (Sternberg, 1997a; 1997b; 2005a; 2010; Sternberg e Grigorenko, 2007; Sternberg, Jarvin e Grigorenko, 2009), che può essere usata sia in progetti didattici limitati sia su vasta scala (Sternberg et al., 2006).

Nel presente articolo descriveremo anzitutto questa teoria e forniremo alcuni suggerimenti concreti per la sua applicazione. La metteremo infine a confronto con altre teorie analoghe (Sternberg e Williams, 2010).

LA TEORIA DELL’INTELLIGENZA EFFICACE: UNA DESCRIZIONE SOMMARIA

Secondo la teoria dell’intelligenza efficace il fatto che molti studenti non raggiungano un rendimento corrispondente alle loro potenzialità deriva spesso dalla ristrettezza e rigidità dei metodi di insegnamento e valutazione. La questione è che la scuola tradizionale non soddisfa i bisogni di tutti. I metodi correnti favoriscono l’emergere di un piccolo numero di allievi che possiede un certo insieme di abilità, lasciando quasi sempre nell’ombra un gran numero di soggetti che avrebbero la capacità di riuscire, ma servendosi di un tipo di abilità che non corrisponde a quelle apprezzate dalle valutazioni tradizionali. È importante quindi, per ovviare a ciò, valorizzare anche altri modelli attitudinali e di conseguenza modificare la didattica e i criteri di giudizio in modo che anche queste altre abilità possano portare al successo negli studi.

Secondo la teoria che proponiamo, l’intelligenza efficace:

  1. è l’uso di un insieme integrato di abilità necessarie per ottenere il successo nella vita;
  2. permette di conoscere le proprie risorse e farne l’uso migliore e allo stesso tempo riconoscere i propri punti deboli e trovare i modi per correggerli o compensarli;
  3. permette di adattarsi a un ambiente dato, modificarlo o cercarne altri;
  4. permette di trovare il giusto equilibrio nell’uso delle proprie abilità analitiche, creative e/o pratiche. Una persona infatti può eccellere nell’uno o nell’altro tipo di abilità, in tutte o magari in nessuno: l’attributo principale dell’intelligenza che porta al successo nella vita è saper sfruttare i punti di forza e compensare le debolezze.
     

Consideriamo uno alla volta i singoli elementi della teoria.

Il punto 1 chiarisce che non esiste una definizione singola del successo che valga per tutti. Data la varietà degli scopi che la gente ha nella vita, l’educazione deve abbandonare le misure del successo centrate su un unico obiettivo, come la media dei voti scolastici.

Il punto 2 ci dice che esistono strade diverse per il successo, qualunque scopo uno si prefigga. La maggior parte di noi è in grado di fare bene almeno alcune cose ma dobbiamo anche saper riconoscere le nostre debolezze e trovare i modi per migliorarle o per compensarle.

Il punto 3 della teoria afferma che il successo nella vita si ottiene attraverso un certo equilibrio fra tre strategie alternative: adattarsi all’ambiente così com’è, modificarlo e cercare nuovi ambienti. Spesso, quando ci inseriamo in un ambiente, cerchiamo di modificare noi stessi per adeguarci a ciò che viene richiesto nella nuova situazione.
Ma a volte adattarsi non basta: non ci accontentiamo di cambiare per corrispondere all’ambiente dato, ma vogliamo piuttosto che questo cambi per corrispondere alle nostre esigenze. In tal caso, cerchiamo di plasmarlo allo scopo di renderlo migliore per noi e possibilmente anche per gli altri. A volte, tuttavia, i tentativi di modificare noi stessi o l’ambiente non portano a nulla: in quei casi, lo lasciamo e ne troviamo un altro. Talora la cosa intelligente da fare è proprio capire quando è il momento di uscire.

Infine, punto 4, per realizzare questi scopi dobbiamo contemperare i tre tipi di abilità fondamentali: analitiche, creative e pratiche. Le abilità creative servono per generare idee, le abilità analitiche per decidere se sono idee buone e le abilità pratiche per metterle in atto. Le persone, pur non possedendo i tre tipi di abilità, trovano il modo di farle interagire armoniosamente.

Se sei abbonato puoi scaricare l'articolo completo nella sezione "Approfondimenti" che trovi in cima a questa pagina"

Robert J. Sternberg, Linda Jarvin (Oklahoma University): 10 Marzo 2014 Apprendimento, Didattica, Valutazione

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