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Quale “risposta” dare a un allievo che provoca sistematicamente gli insegnanti, che non rispetta le regole, che manifesta un comportamento ostile al sistema scolastico?
Marc9

Il dipinto di Franz Marc "ragazza con gatto" è tratto dal sito olandese volante

Come rispondere a uno studente che fa di tutto per rendersi impopolare in classe, che provoca continuamente gli insegnanti, che non rispetta le regole, che ostenta un comportamento ostile al sistema scolastico?

Nella maggior parte dei casi i docenti reagiscono sanzionando l’allievo: con le note, l’invio in presidenza, il voto basso in condotta, la bocciatura.
Racconto di seguito un episodio che illustra una risposta differente e direi più funzionale.

La vicenda di Anna

Anna è una preadolescente intelligente e sensibile. Per il suo alto rendimento scolastico nella secondaria inferiore i genitori, d'accordo con lei, hanno deciso di mandarla al liceo classico, e lì sono cominciati i problemi.

Anna, i cui voti sono sempre stati superiori alla media, ha trovato coetanei competitivi e docenti rigidi ed esigenti. La ragazzina si è integrata male nel gruppo classe, ha cominciato a mostrare segni di irrequietezza durante le ore di lezione, è diventata sfidante nei confronti degli insegnanti e ha smesso di studiare con regolarità.

La sua notevole intelligenza le ha permesso per un po’ di ottenere buoni voti in tutte le materie ma con il passare dei mesi la situazione è peggiorata e alla fine del primo quadrimestre Anna raggiunge a stento la media del cinque. Per il suo atteggiamento provocatorio durante le lezioni viene mandata spesso in presidenza e il numero delle note aumenta ogni giorno.

In questo stato di cose la ragazza perde la voglia di andare a scuola.
La mattina i genitori faticano a svegliarla anche perché passa la notte a chattare al computer. In famiglia sono aumentate le tensioni per il suo atteggiamento ostile e spiazzante, e alcune sue nuove amicizie con ragazzi più grandi preoccupano gli adulti...
Anna sembra insomma destinata a una china discendente che ne farà presto a tutti gli effetti un’adolescente “problematica”.

Qualcosa di inaspettato però a un certo punto cambia il corso degli eventi.
Un giorno la professoressa di greco e latino, quella con la quale Anna ha il rapporto peggiore, quella della materia che studia di meno e nella quale ha i voti più bassi, le regala un libro di pittura espressionista (Anna tempo prima aveva fatto un commento acuto su un dipinto di Franz Marc).
Nel libro c’è una dedica nella quale l’insegnante dichiara di apprezzare lo sguardo di Anna sul mondo. E conclude, prima della firma, “con stima e affetto”.

Questo piccolo gesto ha un effetto sorprendente su Anna.
La ragazzina comincia a concepire diversamente la scuola. A poco a poco rinuncia al suo atteggiamento sfidante. L’insegnante si mostra disponibile al dialogo e Anna comincia ad aprirsi a lei... riprende ad andare a scuola tutti i giorni, si impegna a recuperare il tempo perduto nello studio. Il suo rendimento scolastico migliora, anche se alla fine dell’anno rimangono alcune insufficienze. Verosimilmente riuscirà a portare fino in fondo il suo percorso di studi.

Racconto questo episodio perché penso che ci voglia una grande intelligenza, una grande sensibilità, una grande passione per l'insegnamento, una grande preparazione per andare oltre le provocazioni, le frustrazioni, le insoddisfazioni professionali e rispondere così a un allievo che fa di tutto per rendersi detestabile. E sono convinta siano tanti gli insegnanti in grado di assumersi una simile responsabilità (se si considera che il termine responsabilità, allude proprio all’abilità di dare risposte funzionali al contesto).
Ma soprattutto vorrei sottolineare quanto sia necessario riconoscere e valorizzare lo sguardo sul mondo dei ragazzi, perché grazie a questo riconoscimento possono incontrare e fondare, di riflesso, la visione di se stessi nel mondo.
 

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