Permessi per assistere un familiare in difficoltà, come comportarsi?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [CKBFX7AZ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [PW46QVMN] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [IZJI7BZ2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Permessi per assistere un familiare in difficoltà, come comportarsi?

Secondo la Corte di Cassazione "il diritto ad usufruire dei permessi costituisce un diritto del lavoratore non comprimibile e da riconoscersi", per il part time, "in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno". Esistono comunque delle limitazioni. Di Paolo Bonanno

grafica bonanno risponde a norma di legge definitivo

Sono una docente in servizio con orario a tempo parziale verticale. Ho anche diritto ai permessi previsti dall’articolo 33 della legge 104 per l’assistenza alla madre con handicap grave. La scuola ritiene che i tre giorni di permesso previsti dalla norma debbano essere riproporzionati in relazione al mio orario di lavoro. È corretto? O posso oppormi a questa interpretazione?

Lettera firmata

Recentemente la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4069/2018 ha affermato, con riferimento ad una causa intentata da una lavoratrice dipendente con orario di lavoro part-time verticale, il principio secondo il quale il diritto ad usufruire dei permessi di cui all’art. 33 della legge 104 costituisce un diritto del lavoratore non comprimibile. Nel caso esaminato la lavoratrice lamentava la riduzione da tre a due dei giorni di permesso mensile spettanti in considerazione dell’orario di lavoro organizzato nella forma del part-time verticale.

In sede giurisdizionale sia in primo grado che in corte d’appello la lavoratrice ha ottenuto un giudizio favorevole. La Corte di Cassazione, adita dall’INPS, ha confermato l’orientamento delle corti di merito, accogliendo in parte l’orientamento della Corte d’appello che aveva affermato che “in assenza di una espressa normativa del part-time, che preveda il riproporzionamento della fattispecie in esame, non è consentito concedere permessi in misura inferiore a tre”.

I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato infondato il ricorso dell’ente previdenziale, in particolare con la motivazione che “si tratta in via definitiva di una misura destinata alla tutela della salute psico-fisica del disabile quale diritto fondamentale dell’individuo tutelato dall’art. 32 Cost, che rientra tra i diritti inviolabili che la Repubblica riconosce e garantisce all’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. In conclusione, il Supremo collegio, “tenuto conto delle finalità dell'istituto disciplinato dall'art. 33 della L. n 104/1992, come sopra evidenziate attinenti a diritti fondamentali dell'individuo, deve concludersi che il diritto ad usufruire dei permessi costituisce un diritto del lavoratore non comprimibile e da riconoscersi in misura identica a quella del lavoratore a tempo pieno.”

La Corte ha, tuttavia, posto un limite all’applicazione del principio della incomprimibilità della fruizione del congedo.

Ritenendo, infatti, che "dal complesso delle fonti richiamate emerge la necessità, comunque, di una valutazione comparativa delle esigenze dei datori di lavoro e dei lavoratori, anche alla luce del principio di flessibilità concorrente con quello di non discriminazione, e della esigenza di promozione, su base volontaria, del lavoro a tempo parziale”, che ha lo scopo di "di facilitare lo sviluppo del lavoro a tempo parziale su base volontaria e di contribuire all'organizzazione flessibile dell'orario di lavoro in modo da tener conto dei bisogni degli imprenditori e dei lavoratori", ha ritenuto, in conclusione delle motivazioni della sentenza che “il criterio che può ragionevolmente desumersi da tali indicazioni è quello di una distribuzione in misura paritaria degli oneri e dei sacrifici connessi all'adozione del rapporto di lavoro part time e, nello specifico, del rapporto part time verticale. In coerenza con tale criterio, (omissis) appare ragionevole distinguere l'ipotesi in cui la prestazione di lavoro part time sia articolata sulla base di un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario, da quello in cui comporti una prestazione per un numero di giornate di lavoro inferiori, o addirittura limitata solo ad alcuni periodi nell'anno e riconoscere, solo nel primo caso, stante la pregnanza degli interessi coinvolti e l'esigenza di effettività di tutela del disabile, il diritto alla integrale fruizione dei permessi in oggetto".

Ne deriva che, sulla base di quanto affermato dalla Corte di Cassazione, Lei può opporsi alla riduzione del numero dei giorni di permesso se il suo orario di lavoro risponde all’articolazione in numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario. 

Scrivimi e chiarirò i tuoi dubbi

Avresti piacere ad avere una risposta chiara alle tue perplessità come questo insegnante? Basta scrivere una mail a vitascol@giunti.it o scuolainfanzia@giunti.it mettendo nell'oggetto "Rubrica A Norma di Legge" indicando la propria domanda (massimo 400 battute per essere presa in considerazione) da porre. Nel giro di alcuni giorni ti sarà data risposta sulla mia pagina blog dedicata.

Il servizio è riservato agli abbonati. Assieme alla domanda, nella richiesta per mail, è dunque necessario inserire anche il codice di abbonamento alle riviste La Vita Scolastica e Scuola dell'Infanzia.

Onde evitare spiacevoli equivoci, porrò dei limiti relativi alle richieste sul tema della previdenza: niente calcoli individuali, ma solo chiarimenti sulla normativa pensionistica, per non creare inutili aspettative in chi segue il blog.

  

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola

  • avatar

    ashetty

    4:58, 12 Aprile 2019
    Genuinely loved this kind of post. Although I want much more information on like precious subject matter.
    cool math games
  • avatar

    ashetty

    4:58, 12 Aprile 2019
    Genuinely loved this kind of post. Although I want much more information on like precious subject matter.cool math games