"Vade retro, Satana!": c'è proprio bisogno di esorcismo a scuola?

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"Vade retro, Satana!": c'è proprio bisogno di esorcismo a scuola?

Se da un punto di vista normativo non vi sono dubbi sulla legittimità dell’iniziativa, promossa da un soggetto accreditato, il problema semmai riguarda l’opportunità di un intervento formativo che ha fatto molto discutere. Di Mario Maviglia

bibbia con croce

Ha sollevato non poche polemiche la proposta di corso di aggiornamento apparsa sulla piattaforma SOFIA (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento dei docenti) del Miur, dal titolo “Esorcismo e preghiera di liberazione”, organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

Va premesso che l’Ente organizzatore, in quanto Università, è automaticamente accreditato a fornire formazione ai docenti e a caricare i propri corsi presso la piattaforma del Ministero, secondo quanto previsto dalla Direttiva 170/2016. Il corso, della durata di 40 ore e al costo di € 400, è programmato dal 6 all’11 maggio 2019 a Roma e si rivolge agli insegnanti di religione allo scopo di promuovere “un’attenta ricerca accademica ed interdisciplinare sull’esorcismo e la preghiera di liberazione…, approfondendo sia le tematiche direttamente connesse alla pratica dell’esorcismo e a una sua corretta prassi, sia tematiche collaterali (antropologiche, mediche, psicologiche, farmacologiche, criminologiche, legali, ecc…)”.

Da un punto di vista normativo non vi sono dubbi sulla legittimità dell’iniziativa, promossa, come si è detto, da un soggetto accreditato. Il problema semmai riguarda l’opportunità di un intervento formativo del genere. È fuor di dubbio che oggi vi sono vari fattori che determinano disagi nella vita delle persone: la solitudine, l’isolamento, la mancanza di rapporti sociali e di comunicazione, ma anche la povertà, le situazioni di degrado materiale e psicologico, l’individualismo esasperato, la mancanza di lavoro, la povertà. Tutto ciò si riversa inevitabilmente nei contesti di vita delle persone, e dunque anche all’interno di quelli scolastici, e può essere utile avere chiavi interpretative adeguate e aggiornate per comprendere questi fenomeni e per affrontare i relativi problemi. Se i problemi afferiscono ai disagi dell’anima, la preghiera può portare conforto, come pure l’assistenza spirituale.

Ma se si entra in un campo collaterale alla psichiatria (ossia quando si ritiene che l’ossesso sia vittima di una “presenza malefica”), forse è più opportuno affidarsi a un buon terapeuta, con una specifica preparazione. Proporre iniziative formative di tal fatta, in un Paese con un preoccupante deficit di conoscenze scientifiche, appare quanto meno inopportuno, in quanto sottrae energie ed attenzione a ben altri problemi di più stringente attualità. Peraltro c’è da chiedersi come i docenti potranno utilizzare nella pratica didattica le competenze acquisite su questo fenomeno.

 

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