Semplice e chiaro: strategie comunicative per capire e farsi capire

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Semplice e chiaro: strategie comunicative per capire e farsi capire

Non basta tradurre messaggi e moduli; bisogna riflettere anche sull’uso delle parole e sull’opacità del linguaggio della scuola. Alcuni suggerimenti e proposte operative per presentare la scuola ai genitori, italiani e stranieri. In modo semplice e chiaro. Di Maria Arici e Giovanna Masiero.

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casa disegno 1

Dare il benvenuto

"Eccoci... reduci da una giornata di sole d'inizio autunno, di buon auspicio. Tutti in riva al lago del paese. Il luogo si è prestato da favorevole contorno alla cornice di bambini festanti che giocavano liberi e sereni mentre gli adulti rilassati scambiavano un po' di chiacchiere. Dopo i saluti del dirigente e dell'amministrazione comunale i genitori sono stati invitati ad accomodarsi su morbide "isole" dove gli insegnanti si sono presi cura di loro. La partecipazione è andata oltre le più rosee previsioni (79% di famiglie rappresentate). Abbiamo notato curiosità verso i cibi e le bevande che generosamente ciascuno aveva portato e orgogliosa collaborazione da parte degli alunni nella distribuzione dei vassoi sulle varie "isole". Per rompere il ghiaccio i partecipanti hanno scritto la parola "acqua" nelle lingue conosciute.
Gli insegnanti hanno esposto le proposte didattiche del nuovo anno scolastico aiutati da cartelloni con immagini di facile comprensione e parole chiave. Un foglio simile è stato dato a ciascuna famiglia da portare a casa, suggerendo di prendersi una settimana di tempo per scegliere se aderire o meno ad alcune delle proposte scolastiche presentate: il nuoto, le feste, le narrazioni in classe ecc. Le due ore previste sono trascorse in un clima disteso e coinvolgente che ha soddisfatto tutti".
Chi racconta è una maestra della scuola di Lases, in Trentino. La giornata di sole in riva al lago è stato un modo originale di dare il benvenuto e presentare la scuola ai genitori, soprattutto ai nuovi. La novità non sta solo nell’informalità del luogo scelto per l’incontro, ma anche nella ricerca di strategie di comunicazione e di un parlare in modo semplice e chiaro. Questo sforzo attivo di revisione dell’interazione scuola-famiglia (e viceversa) deriva dal fatto di trovarsi in contesti scolastici in cui la diversità è di casa.
Non basta più tradurre moduli e comunicazioni in altre lingue; c’è bisogno di riflettere sull’uso delle parole e in particolare sui significati oscuri, poco comprensibili e a volte potenzialmente fuorvianti che stanno dietro al linguaggio tecnico della scuola.
In questa riflessione scegliamo di farci accompagnare dai consigli di un noto linguista italiano, Tullio De Mauro, autore, tra le tante pubblicazioni, di una Guida all’uso delle parole che ha ispirato semplificazioni del linguaggio burocratico ed elaborazioni di tecniche di scrittura ad alta comprensibilità.

Tre suggerimenti

Il primo suggerimento di De Mauro è mettersi nei panni di chi ascolta. Il consiglio in sé può sembrare banale, ma non lo è più quando ci si accorge che il target a cui ci si rivolge è costituito da genitori portatori di lingue e culture diverse, analfabeti oppure laureati, integrati o resi fragili da percorsi identitari complessi.

Il secondo consiglio e quello di riuscire a spiegarsi nella maniera più semplice possibile. Esagerando con l’immaginazione, proviamo a pensare di dover raccontare la scuola a qualcuno che di scuola non ha mai sentito parlare: il personale coinvolto, la struttura, le regole, gli spazi, l'organizzazione ecc. Ne risulta una descrizione sicuramente complessa. Inoltre, ogni genitore ha una propria idea di scuola e di come si debba stare a scuola, e questa idea a volte traspare in alcuni atteggiamenti degli alunni che compongono la classe, altre volte resta sullo sfondo ed è più difficilmente intelligibile. Quando queste idee implicite non coincidono con quelle che chi è dentro la scuola si tramanda da generazioni, nascono incomprensioni che, se sottovalutate e non comprese in una visione ampia e aperta, possono portare a conflitti e pregiudizi.

Un terzo consiglio è la scelta delle parole, ovvero quel parlare semplice che si concretizza nell'attenzione ad usare vocaboli che siano potenzialmente noti alla maggior parte dei genitori, sia per frequenza d’uso, sia per disponibilità (parole che, pur non venendo usate spesso, sono note a quasi tutte le persone perché fanno parte di porzioni del loro quotidiano).

La scuola si presenta

È tenendo conto di questi preziosi consigli che è stata redatta la "Presentazione semplice dell'Istituto", presente in formato word su Vivoscuola, il portale della scuola trentina, all’indirizzo www.vivoscuola.it/intercultura, cliccando sull'icona del fascicolo "Strumenti", e sul sito IPRASE (Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa), nell'area "Scuola Inclusiva", sempre alla voce "Strumenti".
Si tratta della presentazione di un istituto scolastico, l'Istituto Comprensivo Aldeno-Mattarello, scritta in italiano semplice appositamente per le famiglie degli studenti di origine straniera. È un documento che dà le informazioni più importanti sul sistema scolastico trentino, sull’organizzazione delle scuole dell’Istituto Comprensivo, le materie che vengono insegnate, le principali regole e procedure per una corretta e agile comunicazione tra scuola e famiglia, le opportunità che vengono offerte. È stato pensato con l'intento di non dare nulla per scontato, sia in termini di pre-conoscenze che di comprensione, e di aiutare quindi i genitori di madrelingua non italiana a conoscere e capire il funzionamento della scuola frequentata dai loro figli; per questo motivo è stato scritto in italiano semplice, basandosi sui consigli di Tullio De Mauro, ed è stato corredato da immagini appositamente scelte e realizzate, al fine di favorire al massimo la comprensione.
Tale documento è facilmente adattabile da parte di qualsiasi istituto scolastico, ed è per questo che è presente on line in formato word. Sarebbe inoltre molto utile e significativo produrne delle versioni in inglese, in francese e in varie lingue d'origine. Lo riportiamo integralmente in questo post poiché siamo convinte che rappresenti un modo sicuramente efficace per favorire la comunicazione scuola-famiglia, prevenire possibili incomprensioni e fraintendimenti e realizzare un segno tangibile di scuola attenta e accogliente, orientata all'incontro e alla comprensione reciproca e, anche, nel caso di traduzioni in varie lingue d'origine, alla valorizzazione della diversità e del plurilinguismo.

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