8 marzo, nel segno del rispetto

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Buon 8 marzo alle bambine e alle ragazze, alle donne, insegnanti, educatrici, mediatrici, di qui e d’altrove. Con un video e una poesia. Di Graziella Favaro.

Maria Barghouthy

Buon 8 marzo alle bambine e alle ragazze, 
di qui e d’altrove, 
che guardano il mondo con occhi aperti 
e con la mente libera e accogliente.

Buon 8 marzo alle donne, insegnanti, educatrici, mediatrici,
di qui e d’altrove,
che educano al rispetto di sé e degli altri
con cura, competenza e speranza.

 

 

 

Per le bambine l’educazione fa ancora la differenza

Un video sull’importanza della scuola: "Educate a girl and she will change the world".

 Perché la donna non è cielo, è terra…

“Ballata delle donne” di Edoardo Sanguineti

quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia:

quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace:

quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire:

perché la donna non è cielo, è terra,
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente:

femmina penso, se penso l’umano:
la mia compagna, ti prendo per mano

da “Il gatto lupesco”, “Le Comete” Feltrinelli, 2002 
(su poesiainrete.wordpress.com)

La foto di apertura è un'opera di una bambina siriana,  Maria Barghouthy.

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