Il maestro ritrovato

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Gli ex compagni di scuola della 1a B, oggi cinquantenni, vanno alla ricerca del loro maestro: da questo incontro nasce un film. Partigiano, portatore di idee e pratiche educative nello stile di Freinet, in un solo anno il maestro Nocciolini ha cambiato per sempre le loro vite. Di Ilaria Pancani, insegnante

maestro nocciolini

Ci sono storie che sentono il bisogno di essere raccontate… e una di queste è sicuramente quella della 1B e del suo maestro. Un maestro per un solo anno, il 1965, in quella prima elementare così importante che avrebbe segnato la loro vita di studenti e di adulti. Un solo anno diventato ancor più magico al cospetto dei successivi quattro, che sarebbero stati di nuovo relegati dentro ai tradizionali canoni della Pubblica istruzione degli anni Sessanta.
Col maestro Nocciolini invece le cose non erano le stesse: i banchi erano distribuiti in semicerchio, in classe c’erano gli animali, la didattica partiva dalla sperimentazione e dalla pratica, gli studenti a sei anni sapevano già stampare il giornalino di classe con la macchina tipografica a caratteri mobili e intrattenevano corrispondenza epistolare con coetanei di Certaldo.
La parola d’ordine nella classe del maestro Nocciolini era libertà: di sperimentare, di sbagliare, di chiedere, di provare. La didattica del maestro si allineava a quelli che erano i valori della scuola di Freinet, basata sul metodo naturale e sullo spirito cooperativo che insegnanti come Lodi avrebbero fatto propri. Ed è così che, quarantaquattro anni più tardi, la vecchia classe, ormai di baldi cinquantenni, si mette a cercare l'antico maestro di quell'anno scolastico mai dimenticato. Dopo essersi ritrovati e aver rievocato le mitiche gesta di quell’anno insieme, e avendo saputo che il maestro viveva a Dicomano, decidono di andare a trovarlo… e la sorpresa e la gioia andranno oltre ogni più rosea aspettativa.
Da queste memorie esce una piccola storia che abbraccia una lungo periodo della Storia d’Italia, dal Ventennio al Ventunesimo secolo. Personalmente, è un racconto che ha toccato le mie corde più profonde, che richiama alla memoria i miei ricordi più autentici, di un inizio scolastico che avrebbe segnato il mio percorso di donna e professionista.
Ho frequentato la scuola elementare (come si chiamava allora) alla Scuola Cimabue a Sesto Fiorentino negli anni 1977-1982, ed ho avuto la fortuna di avere LA maestra per tutti i cinque anni del ciclo. L’atmosfera che si respirava in classe ricorda molto da vicino quella della 1B di Nocciolini: banchi a semicerchio, lavoro cooperativo e in autonomia, corrispondenza con una classe di Piancaldoli che poi andammo a trovare in occasione della gita di quinta, la lettura del libro Cipì con conseguente discussione in classe. Penso che quegli anni abbiano segnato profondamente la mia strada: quel sentirsi parte di un progetto cooperativo, educativo ma allo stesso tempo foriero di innovazione metodologica e libertà dell’apprendimento ha fatto sì che io sentissi la Scuola come la mia seconda casa, sempre. È grazie a quei primi passi se adesso sono un’insegnante in una Scuola Secondaria di Primo Grado, se ancora ne varco la soglia ogni giorno, se ho sentito il bisogno e la voglia di rimanere nella comunità educativa, di trasmettere non solo nozioni ma valori, modi di essere: grazie, cioè, a storie come quella della 1B e del suo Maestro.

In Prima B from Marco Magrini on Vimeo.

22 Giugno 2017 Articoli

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