I bambini e il senso del limite

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Lo scorso anno ho fatto diversi esperimenti filosofici sul “troppo”, il “poco”, il “tanto”. Qualche consiglio per affrontare con i bambini il concetto di “limite”, essenziale a far fronte alle sfide sociali ed ecologiche del XXI secolo. 

Pensieri di inizio anno

Il "troppo" degli adulti

Immaginando l’utopia, fin dai cinque anni bambine e bambini si mostrano molto sensibili a ciò che non dovrebbe essere fatto “troppo”. La loro preoccupazione per i limiti da non superare è tra i più costanti e trasversali da Nord a Sud e riguarda tanto il rapporto con la natura, quanto le relazioni tra esseri umani. Non si devono tagliare troppi alberi o pescare troppi pesci, così come non si deve passare troppo tempo con i videogiochi o litigare troppo, passando ad esempio dal litigio verbale – ammesso entro certi limiti – all’aggressione fisica. 

A seconda dei contesti, questa preoccupazione si accompagna con la denuncia degli eccessi imputati agli adulti: nelle città in particolare – dai dintorni di Milano a Firenze, da Scampia fino a Gela – i bambini denunciano il troppo traffico, il troppo rumore, il troppo fumo, l’eccessiva quantità e concentrazione di edifici, l’inquinamento dell’aria e la sporcizia che rendono mal vivibili e brutti i paesaggi.

Massime e modi di dire

"Nulla di troppo", raccomandava già Solone nell’antica Grecia. Così, nelle utopie dei bambini si dovrà stare molto attenti a non superare i limiti che compromettono la vivibilità delle relazioni e del paesaggio. I bambini sanno che a quei limiti, e quindi all’eccesso che comporta il superarli, ci si può avvicinare lentamente, a piccoli passi, anche senza accorgersene. Gli stessi adulti appaiono ai loro occhi incoerenti, perché responsabili del superamento dei limiti che pure talvolta o spesso denunciano. Con i bambini si può tentare di approfondire questa intuizione arricchendola di esempi e dandole una maggiore articolazione concettuale. Si può iniziare chiedendosi: in che cosa consiste quel “troppo” tanto temuto? Come si manifesta?

Alcuni modi di dire ci aiutano: è noto che una goccia può fare traboccare il vaso, che l’elastico troppo teso si spezza, che il troppo e il poco guastano il gioco, che il troppo stroppia, che chi troppo in alto sale cade sovente precipitevolissimevolmente e così via. In tutti i casi abbiamo a che fare con situazioni in cui un piccolo cambiamento determina una trasformazione radicale di qualcosa o la rottura di un equilibrio precedente: l’allungamento di un millimetro in più fa spezzare l’elastico. Quel millimetro rappresenta una soglia critica del sistema.

Esperimenti filosofici sul limite

Possiamo fare anche alcune esperienze al riguardo, anche con i più piccoli. Prendiamo un quaderno e usiamolo come un piano inclinato: se vi appoggio sopra una pallina, basta una piccola inclinazione e questa scende verso il basso; se vi appoggio sopra una gomma, occorre un’inclinazione maggiore per farla scivolare, a causa dell’attrito. Inclino il quaderno millimetro dopo millimetro: a un certo punto, incontro l’ennesimo millimetro che fa scivolare la gomma dalla posizione precedente.

Possiamo immaginare altre situazioni sperimentali e inserire attività di misurazione, di millimetri o di ampiezze angolari, per esercitare il senso del limite e apprendere facendo il concetto di “soglia critica”. Chi fa attività in cui l’equilibrio è importante conoscerà il problema anche per altre vie: uno sbilanciamento millimetrico o l’eccessiva velocità possono fare cadere mentre si danza, mentre si va in bicicletta o con i pattini. Cambiando scenario, una parola o un’azione in più possono fare degenerare una situazione. Riflettendo su esempi come questi a partire dalla sensibilità esistente nei bambini sul tema delle soglie critiche si può forse, insieme a loro, allenare quel senso dei limiti che appare così debole in primis in noi adulti e che tuttavia è così urgente apprendere per le sfide sociali ed ecologiche del XXI secolo.

Strumenti per approfondire

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