The Dark Side of the Moon

Musica

The Dark Side of the Moon

Genesi di un capolavoro

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Frutto di un’intensa sperimentazione musicale The Dark Side of the Moon, ottavo album in studio dei Pink Floyd, aprì le porte a un lunghissimo tour che di fatto proiettò il gruppo nell’Olimpo delle superstar.

Verso la fine del 1971 i Pink Floyd si diedero appuntamento come al solito nella cucina di Nick Mason e misero a fuoco le idee per un nuovo album.
Waters aveva pensato di dare al lavoro un filo conduttore: la strada che porta all’alienazione mentale. La loro stessa esperienza di un’esistenza in continuo spostamento li portava a centrare l’attenzione sulla fatica del viaggio, i problemi da affrontare quando ci si trova lontano da casa così a lungo e i rapporti con (e senza) il denaro. E ancora, la violenza, i problemi sociali e il conforto della religione, cui cominciarono a prestare attenzione durante il recente tour negli Stati Uniti.

Waters, principale ispiratore del progetto, si mise furiosamente a lavorare ai testi. Gilmour e Wright si concentrarono sulla musica. Era loro intenzione accumulare materiale sufficiente per l’intera prima parte della scaletta, mentre la seconda sarebbe rimasta appannaggio dei vecchi classici. Waters: “Dovevamo sbrigarci, il tour era alle porte. Avevamo un mese e mezzo per tirar fuori qualcosa. Un paio di settimane le passammo al West Hampstead e lì scrivemmo parecchie canzoni”.

Quello che scaturì in così poco tempo ha dell’incredibile. “All’inizio non avevamo che vaghe opinioni sul tema della follia. Provammo a lungo solo buttando giù le idee che venivano, poi nelle prove successive ci lavorammo sopra. Prendevano forma con grande fluidità. Era come se avessero una propria forza interiore che rendeva tutto così facile.”

Waters era in preda ad un fervore lirico e per la prima volta l’input creativo fu quasi esclusivamente suo, sua la visione contenuta nel messaggio trasmesso. Il successo del disco risiede forse negli sforzi dei musicisti per renderlo il più possibile semplice e accessibile, con una solida impronta dinamica e melodie pregnanti. […]
Al nuovo lavoro fu dato il titolo provvisorio di The Dark Side of the Moon. […]
L’album e il nuovo spettacolo proiettarono i quattro nell’Olimpo delle superstar, troncando per sempre le radici con il passato underground. […]

The Dark Side of the Moon fu protagonista di un lunghissimo tour e la band impiegò un sacco di tempo a registrarlo, eppure pochi ne capirono il senso. “È incredibile”, si sfogò Gilmour. “Eravamo al missaggio finale e pensavamo che le tematiche dell’album fossero ormai chiare. Invece chiedemmo ai tecnici e ai rodiese e molti non ne avevano la minima idea. Io non so se i nostri missaggi raggiungono l’obiettivo ma bisogna pur aver fiducia. La nostra musica tratta di nevrosi. È davanti ai nostri occhi, e ne parliamo. Lo stesso ‘lato oscuro della luna’ allude alla luna ma anche alla follia. Il lato oscuro riguarda qualcosa che succede dentro la nostra testa, è il nostro subconscio, la parte sconosciuta di noi.”

Alla fine dell’anno, stando alla Top 100 di Billboard, le vendite di The Dark Side of the Moon non accennavano a diminuire. In Gran Bretagna aveva raggiunti le 700.000 copie e da lì in avanti non avrebbe mai smesso di vendere. Secondo alcuni calcoli, dopo circa vent’anni, l’album aveva superato i venticinque milioni di copie in tutto il mondo e ancora oggi è tra i cinque dischi più venduti di tutti i tempi.
 

Pink Floyd

Un sogno in technicolor

In principo erano piccole sale di college e gallerie d'arte nei poveri ma creativi '60; poi sono venuti i grandi teatri, poi ancora gli stadi e spettacoli di teatro/musica sempre più sofisticati. Questo percorso dal vivo dei Pink Floyd, una delle grandi leggende della musica rock; in Un sogno in technicolor, unico libro al mondo a combinare un maniacale elenco di ogni singolo show del mitico complesso con il racconto preciso delle loro gesta e con una minuziosa discografia, che spazia oltre il gruppo e si addentra nel labirinto delle incisioni stilistiche. Da Syd Barrett a ''The Wall'', dalla psichedelica originale a ''Dark Side Of The Moon'' ai trionfali concerti di ''Pulse''. Titolo originale: ''Pink Floyd: In the Flesh. The Complete Performance History'' (1997).

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